Dal 2 settembre arriva in libreria Il sacco di Ashley, un libro pubblicato da Iperborea e scritto dall’autrice Tiya Miles, vincitore di numerosi riconoscimenti oltreoceano. Il cimelio tramandato per tre generazioni di donne nere americane, dalla schiavitù alla liberazione: un sacco di cotone con dentro il necessario per sopravvivere alla solitudine e all’abbandono. L’ultima erede con ago e filo vi ha ricamato orgogliosa la storia della sua famiglia, trasformandolo in un monumento alla memoria e alla resistenza.
Il sacco di Ashley: la trama

Sud degli Stati Uniti. Rose, una donna in schiavitù, scopre che la figlia Ashley, di nove anni, verrà venduta. Dovranno dirsi addio. Come potrà proteggerla da un mondo che la vede solo come uno strumento, o peggio? Come potrà starle vicino quando all’orizzonte non c’è altro che abbandono? Prende un sacco di cotone e lo riempie con un vestito sbrindellato, qualche noce pecan, una ciocca dei suoi capelli. Infine, come esprimendo un desiderio, o compiendo un rituale magico, vi sussurra dentro tutto il suo amore. Il kit di sopravvivenza è pronto e madre e figlia si separano per sempre.
Ma il sacco rimane: Ashley lo porta con sé negli anni dello schiavismo e della Guerra civile americana e alla fine lo lascia alla nipote, Ruth, che nel 1921, a Philadelphia, vi ricama la storia della famiglia. Dopo un lungo periodo in mostra allo Smithsonian, oggi è tornato in South Carolina: da lì, a Charleston, città di sfarzose ville e prigioni, è iniziata la sua vicenda rimasta a lungo sconosciuta. Miles l’ha svelata facendo anni di ricerche tra i documenti dello schiavismo, sterminati e disumani elenchi di persone e cose, ma anche ben oltre: nella storia materiale, tra le testimonianze di chi c’era, nella letteratura contemporanea.
E così la vita di tre donne, lacerata dal lutto e ricucita da un gesto visionario di «speranza radicale», diventa il racconto di secoli di storia americana e centinaia di migliaia di persone schiavizzate. Una «storiografia poetica», tanto rigorosa quanto immaginifica, che trova nel «sacco di Ashley» la risposta a una domanda urgente: a quali risorse possiamo attingere quando tutto sembra perduto, ieri nell’orrore dello schiavismo, oggi in un mondo sempre più predatorio e polarizzato?
L’autrice
Tiya Miles è una storica americana che insegna a Harvard. Ha vinto lo Hiett Prize in the Humanities assegnato dal Dallas Institute of Humanities and Culture. Il sacco di Ashley, tra i migliori libri dell’anno per il New York Times, il Washington Post e The Atlantic, ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il National Book Award for Nonfiction.