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Lettura: Il cerchio di cenere: intervista a Roberto Blandino
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Notizie

Il cerchio di cenere: intervista a Roberto Blandino

Tra thriller, horror cosmico e misteri ancestrali, l'autore racconta Ashford Falls, Gabriel Delacroix e le origini del nuovo romanzo

Valentina Paradiso 58 secondi fa Commenta! 13
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Il cerchio di cenere di Roberto Blandino porta il lettore ad Ashford Falls, nel Montana, dove i bambini scompaiono e una comunità intera sembra aver imparato a non fare domande. Poi migliaia di uccelli cadono dal cielo, il fiume restituisce pesci morti e ciò che sembrava un’indagine criminale comincia a mostrare contorni molto più inquietanti.

Contenuti
Il cerchio di cenere: bambini scomparsi e un paese che taceIntervista a Roberto Blandino: thriller e horror cosmicoAshford Falls e la complicità di una comunitàGabriel Delacroix tra autobiografia e finzioneUno stile riconoscibile per raccontare l’oscuritàIl Cerchio di Cenere e il fascino dell’orrore cosmicoChi è Roberto BlandinoIl cerchio di cenere: scheda del libro

Pubblicato nel 2026 da Leone Editore nella collana Mistéria, il romanzo mescola thriller investigativo, horror cosmico e suggestioni lovecraftiane. Al centro ritroviamo Gabriel Delacroix, cacciatore di ombre e studioso di fenomeni che sfuggono alle spiegazioni convenzionali, chiamato a collaborare con l’agente speciale dell’FBI Liliane Mercer.

Abbiamo parlato con Roberto Blandino per capire come sia nato questo incrocio di generi, quanto conti la sua esperienza personale da investigatore e perché, dietro le sparizioni di Ashford Falls, il vero protagonista possa essere proprio il silenzio di un’intera comunità.

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Il cerchio di cenere Roberto Blandino

Il cerchio di cenere: bambini scomparsi e un paese che tace

La scheda libraria di Il cerchio di cenere descrive Ashford Falls come un luogo nel quale la polizia locale non indaga e l’FBI tarda a intervenire mentre i bambini continuano a sparire. Quando Gabriel e Liliane entrano in scena, la pista conduce progressivamente verso un patto antico e un culto sopravvissuto per generazioni.

Tra gli elementi centrali ci sono anche i disegni di Emily, una delle bambine scomparse, che conducono gli investigatori verso fosse comuni e rivelazioni sempre più oscure. Il caso criminale lascia così spazio a qualcosa che sembra precedere la stessa comunità e mette in discussione il confine tra ciò che può essere spiegato e ciò che invece appartiene all’indicibile.

Il volume conta 392 pagine ed è pubblicato da Leone nella collana Mistéria. L’ISBN è 9788892962255 e il prezzo di copertina indicato dagli store è di 19 euro. La scheda IBS dedicata al romanzo lo colloca tra narrativa italiana, thriller e horror.

Intervista a Roberto Blandino: thriller e horror cosmico

Il cerchio di cenere mescola thriller, horror cosmico e suggestioni lovecraftiane. Come sei arrivato a questo incrocio di generi e cosa ti ha convinto che funzionasse?

Credo che un racconto, una storia, non debbano essere confinati a un solo ambito, un solo genere. In fondo, anche argomenti diversi possono trovare elementi di contatto senza che il narratore si inerpichi per trovarli. Tanto premesso, ho sempre amato scrivere dei crossover tra vari generi, seguendo il principio metafisico che tutto sia collegato con tutto, assunzione che trova fondamento anche nella fisica. Quanto alla convinzione che funzioni, l’ho sempre desunto rileggendo e riscrivendo più volte i miei romanzi, fino a quando non ho raggiunto una versione definitiva che avrei voluto comunque leggere anche se l’avesse scritta qualcun altro.

L’idea di non rinchiudere la storia entro un’unica etichetta emerge chiaramente dal romanzo. L’indagine sulle sparizioni fornisce infatti la struttura del thriller, ma gli eventi di Ashford Falls aprono progressivamente la porta a una dimensione che non può più essere affrontata con i soli strumenti dell’investigazione razionale.

È un terreno nel quale thriller e horror si incontrano spesso: anche nella nostra recensione de I sette corvi di Matteo Strukul abbiamo osservato come mistero, atmosfere oscure e componenti soprannaturali possano convivere senza che un genere debba necessariamente cancellare l’altro.

Ashford Falls e la complicità di una comunità

Ashford Falls è una comunità che conosce la verità e sceglie di tacere. Quanto ti interessava esplorare la complicità collettiva, oltre al mistero delle sparizioni?

Ottima domanda. Ho un lungo background come investigatore e ciò che più ho metabolizzato in tre decenni di carriera è che la realtà non solo supera la più sfrenata fantasia, ma anche che questa raramente è come appare. Ogni uomo o donna ha un lato in luce e uno in ombra, e il comportamento umano è molto spesso un concentrato di contraddizioni. Credo che Ashford Falls come metafora di queste contraddizioni, sia la vera protagonista del romanzo, un luogo con un passato e un presente oscuri che consuma l’anima dei suoi abitanti, e questi ultimi, a loro volta, forse non potrebbero vivere in un posto diverso, data la loro natura.

Il paese assume quindi un ruolo che va oltre quello della semplice ambientazione. La minaccia non arriva soltanto dall’esterno: è radicata nella storia della comunità e nella scelta dei suoi abitanti di convivere con ciò che accade. Il silenzio diventa parte stessa del mistero.

Blandino porta inoltre nella costruzione narrativa un elemento legato direttamente alla propria esperienza professionale. Il confine tra apparenza e realtà, il peso delle contraddizioni umane e la difficoltà di distinguere immediatamente vittime, complici e responsabili diventano strumenti utili anche quando l’indagine oltrepassa il territorio del crimine realistico.

Gabriel Delacroix tra autobiografia e finzione

Gabriel Delacroix porta con sé una storia lunga: casi precedenti, traumi, una vita ai margini del soprannaturale. Com’è nato questo personaggio e quanto è autobiografico il suo modo di stare nel mondo?

Ogni personaggio partorito dalla mente di uno scrittore, giocoforza, ne rappresenta quantomeno qualche aspetto mentale e caratteriale. Gabriel non è propriamente un mio alter ego, ma qualcosa di molto simile, anche se in lui ho amplificato alcune delle mie esperienze personali. Lui è un investigatore di ombre, un po’ come lo sono io, una delle sue figlie si chiama come mia figlia, alcune sue esperienze infantili e adolescenziali, ricalcano alcune mie e, questo, è inevitabile. Scrivere significa dare sfogo a un moto interiore, e attingere al proprio subconscio, con tutte le nostre fragilità e i nostri punti di forza. E non basta un solo personaggio a esprimerli tutti.

Gabriel non nasce con Il cerchio di cenere. È un personaggio che appartiene da tempo all’universo narrativo di Blandino e che torna a confrontarsi con fenomeni in cui indagine, esoterismo e soprannaturale finiscono per sovrapporsi.

La bibliografia dell’autore comprende infatti altri thriller pubblicati da Leone, tra cui Lo spirito del male, I custodi del cigno e L’alba del sole nero. L’esperienza accumulata dal personaggio contribuisce alla sensazione che Ashford Falls sia un nuovo capitolo di un mondo più ampio, anche se il mistero del Cerchio di Cenere mantiene una propria identità.

Uno stile riconoscibile per raccontare l’oscurità

La lingua del romanzo è densa, quasi rituale in certi passaggi. Hai modelli letterari a cui ti sei ispirato o hai cercato uno stile tutto tuo per raccontare questa storia?

Ogni autore deve essere riconoscibile attraverso uno stile personale, anche se si cimenta in un genere diffuso, ancorché ibrido. Questo è ciò che fidelizza il lettore: personaggi in cui immedesimarsi e uno stile narrativo che tenda a farsi ricordare. Non smetterò mai di dire che ogni aspirante scrittore deve essere anche un avido lettore, non per imitare qualcun altro, ma perché solo attraverso una profonda conoscenza di ciò che è già stato scritto e di come sia stato narrato, permette di sviluppare il proprio stile narrativo. E quando questo accade, il sapore potrà piacere o non piacere, ma non sarà di certo insipido.

Per Blandino, quindi, l’influenza delle letture non deve produrre imitazione. La conoscenza dei generi diventa piuttosto il terreno da cui sviluppare una voce personale, riconoscibile anche quando la storia attraversa codici differenti.

Nel Cerchio di cenere questa ricerca si accompagna a immagini ricorrenti, rituali, cenere, simboli e manifestazioni della natura che anticipano qualcosa di incomprensibile. Una scelta che avvicina il thriller investigativo all’horror senza abbandonare completamente la logica dell’indagine.

Il Cerchio di Cenere e il fascino dell’orrore cosmico

Il Cerchio di Cenere è un’entità antica, pre-umana, quasi indicibile. Cosa ti affascina dell’orrore cosmico come categoria narrativa: l’idea che esistano forze che vanno oltre la comprensione umana?

Mia madre era una medium, astrologa e cartomante professionista, e da lei ho ereditato il pensiero metafisico. Mio padre, invece, era un ingegnere, e da lui ho ereditato il pensiero cartesiano. In sintesi, fin da bambino mi sono ritrovato con la testa tra le nuvole e con i piedi ben piantati a terra. Che siano senzienti o meno, oscure o luminose, esistono senz’altro forze nell’universo che con i nostri modesti poteri non siamo in grado di comprendere, altrimenti sapremmo già tutto del cosmo e di ciò che contiene. Invece, siamo ai primi balbettii e perdurano misteri intriganti, a tratti inquietanti, che ci mostrano gli effetti di cause tuttora sconosciute. Noi stessi siamo figli di quei misteri e, in fondo, è per questo che come specie siamo così affascinanti, nonostante le nostre innegabili imperfezioni, e quel fascino proviene anche dal nostro lato oscuro.

È forse proprio nell’incontro tra queste due prospettive che si trova la chiave del romanzo: da un lato l’investigatore che cerca cause, collegamenti e prove, dall’altro la possibilità che esistano fenomeni impossibili da ridurre completamente a una spiegazione razionale.

Un contrasto simile, tra indagine e dimensione misterica, caratterizza diversi thriller contaminati dal soprannaturale. Su libri.iCrewPlay abbiamo affrontato un’altra declinazione di questo incontro nell’approfondimento su Due minuti d’inferno di Giorgio Attanasio, dove realtà, sogno e misticismo finiscono progressivamente per sovrapporsi.

Chi è Roberto Blandino

Roberto Blandino è nato a Torino nel 1972 e vive a Biella. Alla scrittura affianca una lunga esperienza professionale nel campo investigativo, elemento che emerge direttamente anche dalle risposte dell’autore e che alimenta la componente procedurale dei suoi thriller.

Con Leone Editore ha pubblicato Lo spirito del male nel 2016, I custodi del cigno nel 2018, L’alba del sole nero nel 2024 e Il cerchio di cenere nel 2026. Nella sua narrativa tornano esoterismo, investigazione, misteri storici e la figura di Gabriel Delacroix.

Il nuovo romanzo porta questi elementi nel Montana e li spinge verso l’orrore cosmico: non basta scoprire chi sia responsabile delle sparizioni, perché il vero interrogativo riguarda la natura di ciò che Ashford Falls protegge da generazioni e il prezzo pagato per continuare a farlo.

Il cerchio di cenere: scheda del libro

  • Titolo: Il cerchio di cenere
  • Autore: Roberto Blandino
  • Editore: Leone Editore
  • Collana: Mistéria
  • Anno: 2026
  • Genere: thriller con elementi horror e soprannaturali
  • Pagine: 392
  • Formato cartaceo: brossura
  • Prezzo di copertina: 19 euro
  • ISBN: 9788892962255

Il cerchio di cenere parte dunque dalla struttura familiare di un’indagine su bambini scomparsi, ma la utilizza per aprire progressivamente una porta verso qualcosa di più antico. Ashford Falls tace, Gabriel Delacroix cerca di comprendere ciò che si nasconde dietro quel silenzio e Roberto Blandino mette a confronto le due anime che, come racconta nell’intervista, convivono anche nel suo modo di osservare il mondo: il pensiero cartesiano e quello metafisico.

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