Gentilezza, manuale d’uso: non un invito generico a essere più educati, ma il tentativo di trasformare la gentilezza in uno strumento concreto da utilizzare nelle relazioni, nelle organizzazioni, a scuola e persino quando ci si trova davanti all’odio online.
È l’obiettivo di La gentilezza come linguaggio della responsabilità sociale. Autenticità, azione e parola, volume scritto da Natalia Re, presidente del Movimento Italiano per la Gentilezza, insieme ad Antonio Di Bartolomeo. Il libro è pubblicato da Pluriversum e propone un percorso che dalla riflessione storico-filosofica arriva fino a indicazioni pratiche per la vita quotidiana.
Il punto di partenza è netto: la gentilezza non viene considerata una forma di debolezza, né una semplice buona maniera. Diventa invece una competenza relazionale e sociale, capace di intervenire sul modo in cui comunichiamo, reagiamo alle aggressioni e costruiamo ambienti educativi e professionali.

La gentilezza come linguaggio della responsabilità sociale
Il libro mette in discussione l’idea che per essere efficaci sia necessario essere duri e che le parole siano semplicemente strumenti neutrali. Il linguaggio produce conseguenze: può creare fiducia o distruggerla, alimentare un conflitto oppure contribuire a disinnescarlo.
La scheda editoriale presenta infatti il volume come un percorso tra filosofia e pratiche contemporanee che attraversa autori e figure come Agostino d’Ippona, Martin Heidegger, Lev Tolstoj e Mahatma Gandhi. Il destinatario non è soltanto chi si occupa professionalmente di comunicazione: il testo è rivolto anche a insegnanti, formatori e a chiunque lavori quotidianamente con le persone.
Il libro conta 408 pagine, è pubblicato in brossura da Pluriversum e ha una prefazione di Emanuele Montemarano. IBS indica la disponibilità dal 14 maggio 2026 e un prezzo di copertina di 26 euro. La scheda di La gentilezza come linguaggio della responsabilità sociale riporta anche l’EAN 9791281903500.
La gentilezza può diventare uno strumento di difesa
Una delle parti più interessanti del volume riguarda l’idea della gentilezza come strumento di difesa. Gli autori la applicano anche a situazioni nelle quali il primo istinto potrebbe essere quello di rispondere all’aggressione con un’altra aggressione: hate speech, cyberbullismo e conflitti digitali.
Le strategie indicate sono molto concrete. Proteggere chi subisce l’offesa, togliere legittimità all’aggressore, rendere evidenti i presupposti screditanti di un discorso, verificare i fatti e interrompere la diffusione di contenuti dannosi sono alcune delle possibilità analizzate.
Esiste poi una scelta che spesso viene interpretata erroneamente come passività: sottrarsi. Bloccare un utente, non condividere un contenuto, abbandonare una conversazione costruita esclusivamente per provocare non significa necessariamente arrendersi. Può essere il modo più efficace per negare attenzione e spazio alla dinamica dell’odio.
Come spiegano Re e Di Bartolomeo, «sospendere l’automatismo che sottende all’offesa e disabilitare la performance d’odio sono forme complementari di resistenza».
Hate speech e cyberbullismo: rompere la reazione automatica
Il problema riguarda soprattutto quei contesti digitali nei quali l’aggressività tende ad autoalimentarsi. Una provocazione genera una risposta, che produce un’altra risposta ancora, mentre ogni condivisione aumenta la visibilità del messaggio originario.
Il libro dedica attenzione anche alle echo chambers, ambienti nei quali le persone incontrano prevalentemente opinioni che confermano ciò che pensano già. In questi spazi diventa più difficile mettere in discussione stereotipi, informazioni false e comportamenti aggressivi.
Il tema è particolarmente importante quando coinvolge bambini e adolescenti. Su libri.iCrewPlay ne abbiamo parlato anche presentando #Cuoriconnessi, il progetto contro il cyberbullismo, nato per raccogliere testimonianze e offrire strumenti di consapevolezza sull’utilizzo della rete.
La prospettiva proposta da Re e Di Bartolomeo aggiunge un elemento: non limitarsi a condannare l’odio, ma imparare a riconoscere gli automatismi che permettono all’odio di propagarsi.
36 parole per costruire un glossario della gentilezza
Una parte specifica del volume è dedicata al glossario. Sono 36 i lemmi scelti dagli autori per ricostruire il territorio linguistico della gentilezza, ma non vengono organizzati secondo il normale ordine alfabetico.
Si passa da relazione ad ascolto, da empatia a mitezza, da coerenza ad autodeterminazione, fino a mabrūk, termine di origine araba collegato alla benedizione e scelto come simbolo di un percorso.
L’ordine è relazionale: una parola conduce all’altra e costruisce progressivamente quella che gli autori definiscono «una mappa etica che rende visibili origini, ambiti d’uso e rischi di abuso dei termini centrali per la convivenza».
Non interessa quindi soltanto sapere cosa significhi una parola. L’obiettivo è comprenderne l’uso: quando ascolto diventa davvero ascolto? Quando l’empatia rischia di essere evocata soltanto come formula? Quale relazione esiste tra gentilezza, responsabilità e autodeterminazione?
Perché la gentilezza si può insegnare a scuola
Il manuale si conclude con un percorso interdisciplinare destinato al mondo scolastico. Non soltanto teoria, quindi, ma lezioni, laboratori, simulazioni ed esercizi pensati per trasformare la gentilezza in un comportamento osservabile e sperimentabile.
Secondo Natalia Re, «la scuola è il primo luogo in cui la gentilezza va sperimentata e appresa come strumento di interazione e cambiamento». Il principio è che educare alla gentilezza non significhi chiedere ai ragazzi di essere semplicemente più educati, ma fornire strumenti per affrontare conflitti, ascoltare gli altri e comunicare senza rinunciare alla propria posizione.
È un approccio vicino a quello di altri manuali che stanno cercando di sostituire punizione e scontro con relazione e comunicazione. Ne è un esempio Educare con rispetto di Giorgia Cozza, dedicato proprio a un modello educativo basato su ascolto, connessione e rispetto.
Chi è Natalia Re e cosa fa il Movimento Italiano per la Gentilezza
Natalia Re è laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Palermo, si occupa di responsabilità sociale ed etica ambientale ed è presidente del Movimento Italiano per la Gentilezza. Il direttivo del MIG la indica come Business Development Manager, attivista e autrice impegnata in progetti legati a lavoro, sanità, giustizia, educazione, sostenibilità e uguaglianza.
Il Movimento Italiano per la Gentilezza è nato nel 2000 ed è il riferimento italiano del World Kindness Movement. Natalia Re ne è presidente dal gennaio 2023. Sul sito ufficiale del Movimento Italiano per la Gentilezza l’obiettivo viene sintetizzato nella volontà di rendere la gentilezza protagonista della quotidianità e trasformarla in azione sociale.
Tra le iniziative indicate nel comunicato che accompagna il libro figurano anche progetti per misurare gli effetti economici della gentilezza, una proposta di legge per istituire una giornata nazionale dedicata e il lavoro per portare il tema all’interno della riflessione sugli indicatori di benessere.
Gentilezza non significa evitare il conflitto
È forse questo l’aspetto più interessante del libro: la gentilezza non viene proposta come un modo per cancellare i conflitti o accettare qualsiasi comportamento. Al contrario, può significare prendere posizione, proteggere una vittima, verificare un’informazione, interrompere una conversazione tossica o rifiutarsi di amplificare un’offesa.
In questa prospettiva essere gentili non coincide con essere accomodanti. Significa scegliere consapevolmente il linguaggio e le azioni con cui si reagisce, evitando di riprodurre gli stessi meccanismi che si vorrebbero contrastare.
È qui che La gentilezza come linguaggio della responsabilità sociale prova a trasformarsi realmente in un manuale d’uso: dalla filosofia alle parole, dalle parole ai comportamenti e dai comportamenti alla possibilità di costruire relazioni e ambienti sociali diversi.
La gentilezza come linguaggio della responsabilità sociale: scheda
- Titolo: La gentilezza come linguaggio della responsabilità sociale. Autenticità, azione e parola
- Autori: Natalia Re e Antonio Di Bartolomeo
- Editore: Pluriversum
- Anno di edizione: 2026
- Pagine: 408
- Formato: brossura
- Prezzo di copertina: 26 euro
- EAN: 9791281903500
- Prefazione: Emanuele Montemarano
Il risultato è un volume che non chiede soltanto se siamo abbastanza gentili, ma prova a formulare una domanda più concreta: cosa facciamo, esattamente, quando scegliamo la gentilezza? Nelle relazioni private, davanti a un’offesa online, in una classe o all’interno di un’organizzazione, la risposta passa dalle parole ma soprattutto dalle azioni che decidiamo di far seguire a quelle parole.