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Lettura: Donnaregina di Teresa Ciabatti: di cosa parla il romanzo
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Donnaregina di Teresa Ciabatti: di cosa parla il romanzo

Il libro pubblicato da Mondadori nell'aprile 2025 è nella dozzina dello Strega 2026, proposto da Roberto Saviano

Valentina Paradiso 7 giorni fa Commenta! 6
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Donnaregina di Teresa Ciabatti è pubblicato da Mondadori l’8 aprile 2025 ed è uno dei dodici titoli selezionati per la LXXX edizione del Premio Strega 2026. A proporlo è stato Roberto Saviano, che nella sua motivazione ha sottolineato la capacità dell’autrice di raccontare gli interni dell’animo umano con una lucidità fuori dal comune. Per chi vuole capire perché questo romanzo stia generando attenzione critica, vale la pena partire dalla storia reale che lo fonda.

Contenuti
Donnaregina: di cosa parla il romanzo di Teresa CiabattiIl titolo e il quartiere: cosa significa DonnareginaLa scrittura di Ciabatti e il contesto della candidaturaGenitorialità, colpa e umanità: i temi che attraversano il libro

Donnaregina: di cosa parla il romanzo di Teresa Ciabatti

Al centro di Donnaregina c’è l’incontro tra una scrittrice, alter ego della stessa Ciabatti, e Giuseppe Misso, detto ‘o Nasone: ex superboss della camorra napoletana con quasi 150 omicidi alle spalle, uscito dal carcere e ora raccontato da vicino. La protagonista lo incontra per scrivere di lui, ma quello che si sviluppa non è un’inchiesta giornalistica. È qualcosa di più scomodo e più vivo.

Il confronto tra i due parte da una distanza enorme e si trasforma gradualmente in uno scambio su temi comuni: i figli, le ferite familiari, i rapporti interrotti. Misso parla della moglie Antonietta, dei colombi che alleva, del figlio con cui il rapporto è complicato. La protagonista porta con sé i propri fallimenti come genitore, le proprie incertezze. Il romanzo avanza per sottrazione: l’epica criminale resta sullo sfondo, mentre in primo piano emergono due persone che cercano di capire dove hanno sbagliato.

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Il titolo e il quartiere: cosa significa Donnaregina

Donnaregina è una zona monumentale del centro storico di Napoli, il territorio dove Misso ha costruito il suo potere. Ma nel romanzo il nome acquista un secondo significato: è la parola che il boss usava per descrivere la moglie incinta, a cui voleva regalare una reggia. Antonietta morirà in uno scontro tra clan, poco dopo aver perso il figlio che portava in grembo. Questa storia privata, raccontata da Misso alla protagonista, è il momento in cui il libro smette di essere un ritratto del crimine e diventa qualcosa di più universale.

Ciabatti non offre risposte definitive su cosa sia vero e cosa costruito nelle confessioni del boss. Il lettore resta sospeso in una zona di ambiguità deliberata: Misso sta mostrando una parte autentica di sé, o sta recitando per la scrittrice? Questa tensione è il motore narrativo del libro e uno dei motivi per cui la critica lo ha accolto come uno dei romanzi più riusciti della stagione.

La scrittura di Ciabatti e il contesto della candidatura

Teresa Ciabatti, nata a Orbetello nel 1975 e residente a Roma, non è alla prima esperienza con lo Strega. Con La più amata (Mondadori, 2017) si era classificata seconda; con Sembrava bellezza (2021) era entrata in dozzina senza arrivare alla cinquina. Donnaregina è quindi la sua terza candidatura, e arriva dopo quattro anni di assenza dalle librerie, il che ha reso il ritorno particolarmente atteso da chi segue la sua scrittura.

Il romanzo ha già ottenuto il Premio Mondello 2025 nella sezione Opera italiana e il Premio BPER Banca 2025. È disponibile anche in versione audiolibro con la voce di Elena Lietti. Ciabatti collabora regolarmente con il Corriere della Sera e la Lettura, il che la colloca tra le voci più presenti nel dibattito letterario italiano contemporaneo.

Per chi vuole seguire tutte le candidature in gara, il nostro approfondimento sui finalisti del Premio Strega 2024 offre un confronto utile su come si struttura la selezione anno dopo anno. E per capire quale peso abbia storicamente la dozzina nel determinare il vincitore finale, vale la pena leggere anche la nostra analisi sugli 81 libri proposti al Premio Strega 2025, che mostra quanto sia selettivo il percorso verso la vittoria.

Genitorialità, colpa e umanità: i temi che attraversano il libro

Il tema più ricorrente di Donnaregina è la genitorialità imperfetta. Non esistono nel libro padri e madri esemplari: ci sono figure segnate da errori, da incomprensioni, da distanze emotive che faticano a colmarsi. Questo vale tanto per il boss quanto per la protagonista. Il romanzo costruisce un parallelismo tra due vite distantissime per contesto e per morale, ma vicinissime nel tipo di ferite che portano.

Ciabatti tratta anche il tema dell’omosessualità del figlio di Misso, affrontato con discrezione ma senza evitarlo. Lo stesso vale per la depressione adolescenziale della figlia della protagonista. Nessuno di questi elementi viene risolto narrativamente: il romanzo li lascia aperti, sospesi, esattamente come accade nella realtà. È questa scelta di non concludere che, secondo diversi critici, rende il libro più onesto di molti altri romanzi italiani recenti.

La pagina ufficiale di Donnaregina sul sito Mondadori raccoglie ulteriori informazioni sull’autrice e sull’opera. Se Ciabatti riuscirà a trasformare questa terza candidatura in una vittoria dipenderà anche da quanto il voto degli Amici della Domenica, integrato da quello delle librerie indipendenti, saprà premiare una scrittura che non cerca il consenso facile.

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