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Dalla Norvegia a Castel Goffredo : Levi Henriksen vince il Premio Acerbi

Se davvero non tutto il male vien per nuocere, vale anche il contrario, e la vita non è mai un aut aut. Saranno anche i realisti a costruire ponti e strade nel mondo, ma non sono certo loro a spingere gli uomini a percorrerli

 

Il “Premio Letterario Giuseppe Acerbi, narrativa per conoscere e avvicinare i popoli“, arriva in Norvegia. Il Premio Acerbi nato nel 1993, ogni anno è dedicato a una diversa letteratura nazionale premiando uno scrittore e una sua opera letteraria. Dopo che l’edizione dello scorso anno, in cui il Premio festeggiava i suoi primi 25 anni, dedicata alla Francia è stata vinta dallo scrittore parigino Antoine Laurain con “La ragazza dal taccuino rosso”, quest’anno è stata scelta la Norvegia.
Il vincitore è un giornalista, paroliere e musicista rock: Levi Henriksen, autore di “Norwegian Blues“, edito Iperborea, che si aggiudica il gradino più alto del podio sia da parte della giuria popolare che di quella scientifica.

La vittoria è dovuta al fatto che Levi Henriksen è riuscito con i giusti modi a raccontare la fusione di due mondi: la provincia norvegese e le influenze che la cultura americana ha avuto su di essa.

Il suo romanzo “Caduta la neve” è stato un immenso successo in Norvegia e ha vinto anche il Premio dei Librai. I suoi libri sono tradotti oltre che nei paesi scandinavi anche in Francia e in Germania.

La cerimonia di proclamazione si è svolta sabato 10 novembre a Castel Goffredo, in Piazza Mazzini, 1 presso la Sala consiliare alle ore 17.

Il “Premio Letterario Giuseppe Acerbi, narrativa per conoscere e avvicinare i popoli” è nato nel 1993 con lo scopo di divulgare  l’immagine di Castel Goffredo e del territorio mantovano nel mondo, non solo attraverso il suo prodotto industriale più rilevante, le calze, ma anche tramite iniziative culturali di alto livello, quali un premio letterario internazionale dedicato ad uno dei cittadini più illustri di Castel Goffredo, Giuseppe Acerbi che, all’avanguardia per l’epoca in cui visse, ebbe una visione internazionale e pluralistica della cultura, esplorò mondi fino ad allora sconosciuti e spaziò in vari rami dello scibile umano.

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