Dalla Francia con passione: ICI, ovvero un amore che diventa lavoro.

Un antico edificio ottocentesco, apre le sue porte a Parigi per ospitare una grande libreria indipendente, gestita da due donne che, da tempo, lavorano in campo editoriale.

Il destino di un edificio di inizio ottocento situato in  Boulevard Poissonière Parigi che nel corso di due secoli ha vissuto alterne vicende (ha ospitato infatti una rivendita di seta, un negozio di giocattoli, un cinema, due discoteche e un grande magazzino), doveva infine concretizzarsi approdando a quella che si può considerare la sua più naturale connotazione: una grande libreria, con circa trentamila libri fra gli scaffali.

Una controtendenza, se consideriamo che molte librerie hanno chiuso i loro battenti nei vari paesi europei. In Francia, in questo caso specifico, si mostra più sensibilità che altrove, nei confronti di libri, librerie e di tutto quello che da essi si genera, cioè cultura in generale.

All’ombra della Tour Eiffel, le due socie fondatrici di ICI, questo il nome dato alla libreria, Delphine Bouétard Anne-Laure Vial, accendono i riflettori sui libri e in particolare sui libri d’arte che daranno bella mostra di se stessi al pianterreno del palazzo dove, sicuramente, richiameranno una platea più ampia di quella degli addetti ai lavori. La libreria sarà infatti generalista e luogo di incontro, fruibile quindi da un pubblico vario e vasto, con attenzione particolare verso i giovani e i ragazzi.

Sarà Parigi ad aprire una nuova strada alla cultura in Europa? Secondo una citazione di Victor Hugo, si: Ce qui Paris conseille, l’Europe médite; ce qui Paris commence, l’Europe continue. (Ciò che Parigi consiglia, l’Europa medita; ciò che Parigi comincia, l’Europa continua). Auguriamoci che anche stavolta sia così.

 

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Pina Sutera
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