Cosa ci dice il romanzo di Conrad “Cuore di tenebra” a 120 anni dalla prima pubblicazione?

Per te Cuore di tenebra

Marlowe riceve l’incarico di sostituire un capitano fluviale ucciso dagli indigeni nell’Africa centrale. Si imbarca su una nave francese e, giunto alla stazione della compagnia, vede come gli indigeni muoiano di stenti e di sfruttamento. Dopo un lungo viaggio di duecento miglia sul fiume rintraccia Kurtz, un leggendario agente capace di procurare più avorio di ogni altro. In realtà Kurtz, uomo solo e ormai folle, è quasi morente. Viene convinto a partire, ma muore sul battello che lo trasporta, dopo aver pronunciato un discorso che non può nascondere “la tenebra del suo cuore”.

Nel romanzo “Cuore di tenebra” Conrad ci accompagna, ripercorrendo un viaggio intrapreso da lui stesso nel 1890, attraverso il Congo belga all’inizio dell’età coloniale. Obiettivo ritrovare Kurtz, formidabile agente della compagnia Société Anonyme Belge pour le commerce du Haut-Congo. Protagonista e voce narrante di questa impresa è Marrow. Il romanzo fece molto scalpore al tempo perché portò alla conoscenza della massa, almeno quella in grado di leggere, la realtà dell’Africa coloniale. In “Cuore di tenebra” è ben evidente come il principale scopo della permanenza europea nel continente africano non fosse finalizzata a civilizzarne le genti o come diremmo oggi ad esportare civiltà, ma solo allo sfruttamento delle risorse e dei popoli indigeni.

Ma perché? Non lo sapevamo? Gli europei del tempo pensavano davvero che avessero colonizzato l’Africa solo per un puro spirito missionario?

Un po’ di storia

In realtà sì, molti lo credevano o volevano crederlo, si ripetevano che fosse per il bene degli africani. Infatti, l’operazione di colonizzazione del Congo, da parte di Leopoldo II re del Belgio era ben mascherata da progetto filantropico.

Nel 1874 vengono pubblicati gli ultimi diari di Livingston, che raccontavano chiaramente la disumanità della tratta degli schivi. Ciò non sfuggì di certo a Leopoldo II che dichiarò l’intento di organizzare e finanziare una crociata per la soppressione della tratta e la civilizzazione dell’Africa. Ovviamente gli intenti di Leopoldo II, erano ben diversi, egli intendeva mettere le mani sulle ricchezze descritte da un’altro grande esploratore Cameron, che nel suo resoconto al Times afferma di avere campioni di: carbone, oro, argentorame, ferro ed altri minerali; inoltre suppone che sarebbe possibile costruire una rete di canali facilmente navigabili e che darebbero una forte spinta al commerci. Per ottenere tutta questa ricchezza, senza che altre potenze lo intralciassero, Leopoldo II travestì se stesso e tutte le associazioni private da buoni samaritani.

La “civilizzazione” dell’Africa era cominciata.

Questa è la cornice in cui si muove Marlow in “Cuore di tenebra” , cornice che potrebbe farti suonare qualche campanello. Nel caso non lo facesse ti do una mano. Ti ricordi prima che parlavamo di “esportare civiltà“? Bene! Cosa cambia dal dire “esportiamo democrazia“?

lo so cosa pensi “Non è la stessa cosa noi non sfruttiamo le popolazioni come nell’epoca coloniale”, ma all’epoca, se fossimo andati in giro per Londra o a Bruxelles a chiedere ciò che ci sarebbe stato detto dalla gente comune sarebbe stato molto simile. Loro non lo sapevano, non ne avevano modo, non esistevano mezzi di comunicazione che potessero dirglielo. Tu potresti obiettare che ora li abbiamo e che ciò non possa accadere. Buona obiezione, ma anche qua a cavallo tra il XIX e XX secolo trovarono un sistema per aggirare le coscienze e Conrad lo ben descrive.

Scudi per le coscienze e diversivi per la morale

Questo sistema posa su tre pilastri: razzismo, paternalismo e disumanizzazione. Tutti e tre sono interconnessi tra di loro, quindi partirò dal più subdolo e quello che li collega tutti: paternalismo. Questo termine indica l‘auto investimento, in questo caso dei paesi europei colonizzatori, del diritto/dovere di innalzare sino al proprio livello di progresso civiltà considerate meno avanzate.

Tutto bene quindi?

No, come la storia ci insegna. La cosa avrebbe funzionato solo se vi fosse stato un sincero intento altruista da parte tutti gli attori europei coinvolti, ma così non è stato. Infatti, come abbiamo visto prima, Leopoldo II ha iniziato la colonizzazione mirando ad una presunta ricchezza di materie prime. Quindi per quanto a Bruxelles, così come a Londra o a Parigi, l’idea fosse che effettivamente l‘Africa tutta necessitasse dell’aiuto che così gentilmente veniva regalato dai popoli europei, in cambio di poche risorse necessarie a rendere il tutto sostenibile, la realtà africana metteva in evidenza le storture di questo modo di agire. In “Cuore di tenebra” esiste tutto ciò, facilmente riscontrabile nelle condizioni in cui versano i “lavoratori” africani, più simile a quelle di schiavi che dipendenti di una grande compagnia. Quindi si può vedere come cambiando semplicemente di poco le priorità dell’unico agente in gioco con diritto di scelta cambia totalmente il risultato, passando dall’aiuto allo sfruttamento (altra caratteristica del paternalismo europeo era la totale sudditanza dei territori colonizzati alle loro decisioni, tipo un figlio nei confronti del padre padrone). Cosa che a guardarla con occhio critico ci sembra prevedibile, in fondo, sono società private che inseguono il profitto e un uomo sfruttato è un ottimo affare sul rapporto costi/benefici.

Ma come si giustificavano nel farlo?

Noi siamo superiori

Ed ecco che entra in gioco il razzismo. Ricordiamoci che siamo a cavallo tra ‘800 e ‘900, per gli europei i popoli africani versavano in quelle condizioni per il semplice fatto che erano inferiori loro stessi, quindi non in grado di sfruttare una terra così ricca di materie prime (questa affermazione, che secondo il senso comune attuale è totalmente sbagliata, non credo che sia di così facile confutazione, quindi vi indico un libro “Armi, acciaio e malattie” di Jared Diamond che è illuminante sull’argomento). Unendo il paternalismo al razzismo la giustificazione morale è fatta: loro non sono in grado di sfruttare la loro terra quindi lo facciamo noi e li trattiamo come animali perché sono più simili ad essi che a noi.

Mi fermo un attimo e vediamo cosa succede oggi.

Ora ti riferirò una frase che mi è capitato di sentirmi dire ultimamente, era circa così “Però penso che un po’ di colpa ne abbiano anche loro, insomma qualcosa di genetico, magari non ci arrivano“. Si stava parlando della questione africana attuale e di come questa sia legata alle sorti europee, in particolare riguardo al franco FCA e le varie aziende sempre private che sfruttano le risorse nei vari stati africani (per stare in casa nostra pensiamo all’ENI).

Fermo, prima parliamo della frase poi delle aziende. Quella frase non è del secolo scorso, ma di questo e l’ha detta una persona adulta ed istruita. Possibile che ragioniamo ancora come ragionavano i contemporanei di Conrad?

Almeno in questo sembra di sì.

Arriviamo ora alle aziende. In “Cuore di tenebraMarlow viene ingaggiato da un’azienda privata per ritrovare Kurtz, ma all’azienda non importa tanto dell’uomo in se, ma delle sue conoscenze del territorio, infatti vogliono sapere dove si procura tutto l’avorio che invia in europa. In fondo si tratta di un’azienda in un periodo fortemente liberista ed estremamente capitalista, vogliono continuare a lucrare anche nel caso Kurtz muoia; tutto nella norma insomma.

Quindi sono gli europei palesemente ed onestamente brutti e cattivi, solo interessati al loro tornaconto e senza alcuna vergogna di ciò? Per avere una risposta bisogna andare al termine del romanzo, quando Marlow torna in europa facendo così scontrare la sua esperienza con l’ipocrisia e la visione europea del mondo.

Erano intrusi la cui conoscenza della vita era per me irritante finzione, perché ero sicuro che non potevano sapere quello che sapevo io.

Così Marlow definisce la popolazioni europee. Come una massa ignara piena di boria nella loro illusione di perfetta incolumità, sia fisica che morale mi permetto di aggiungere. Qua Marlow fatica a non ridergli in faccia, poiché lui è consapevole di come il pericolo governi il mondo (grazie alle peripezie vissute in Africa) e come la loro ignoranza, vera o presunta, non li possa rendere innocenti rispetto allo sfruttamento di altri popoli. Difficile non sentirsi tirati in causa anche a 120 anni di distanza, quanto sappiamo del nostro sfruttamento delle risorse in Africa? Quanto dello sfruttamento nei paesi del sud est asiatico? Quanto il nostro non sapere o ignorare questi soprusi perché “Tanto cosa vuoi che cambi” ci rende immuni dalle nostre colpe di sfruttatori?

Ma anche se totalmente ignari o attenti ad evitare ogni prodotto o servizio che derivi dallo sfruttamento, non è forse vero che la situazione di tranquillità dell’europa continua comunque a poggiare sullo sfruttamento attuale e passato di paesi meno sviluppati? Quindi non è forse vero che noi volenti o nolenti siamo comunque dalla nascita degli sfruttatori? Quanto saremmo disposti, realmente, a sacrificare della nostra ricchezza e sicurezza per dare a popolazioni più arretrate la possibilità di raggiungerci?

Aziende private

Bene, ci siamo arrivati. Iniziamo da cosa vuole un rappresentate di queste appena rintracciato Marlow in Europa. La richiesta riguardava le carte lasciate da Kurtz, alla quale Marlow risponde porgendogli la relazione sulla “Soppressione dei costumi selvaggi”

l’afferrò avidamente, ma finì per annusarla con aria sprezzante. “non è questo che ci spetta di diritto”

In questo passaggio crolla tutto lo scudo di ipocrisia con cui la società europea si riparava dalle sue stesse colpe. A Kurtz erano stati dati due compiti, il primo doveva essere quello di civilizzare i selvaggi, il secondo doveva essere un onesto guadagno dal commercio dell’avorio. Ma qua si nota come il primo obiettivo sia totalmente irrilevante, a nessuno frega nulla del cambio delle abitudini dei selvaggi, è solo l’avorio la cosa importante.

Ora non ti dirò nulla sul presente, ti invito piuttosto ad andare sul sito di qualche azienda europea che opera in Africa, ricorda l’ipocrisia di fine ‘800 e inizio ‘900, poi dimmi se adesso sono cambiate davvero le cose.

Selvaggi, lavoratori, negri, immigrati… Loro

In altre parole disumanizzazione. Qui aggettivi sopra non sono stati tutti usati da Conrad in “Cuore di tenebra“. Ma hanno tutti lo stesso scopo, dividere e togliere umanità a chi non ne deve avere e non ne deve avere per giustificare un trattamento non degno dell’essere umano. Loro, questa è la vera sintesi di tutto, Loro sono qualcosa che io non sono, quindi posso trattarli come non tratterei mai un mio pari e quello che succede a Loro non può succedere a me. Ciò si vede in tutto il romanzo e dubito che si possa sostenere che oggi non avvenga. 

Fai caso ai Loro che ci circondano: immigrati, africani, clandestini… e fai caso a quando non si usano. Nota come reagiamo ad un Loro piuttosto che ad un  Lui o Lei. Pensa all’ultima storia di migranti che ti ha colpito erano tanti? Oppure era la storia di un singolo, di una persona con un nome un cognome e delle speranze?

La massa non ha volto, un bambino morto in mare sì. La massa non ha volto, un uomo trafitto da una lancia sì e l’Europa (rappresentata da Marlow) ne calpesta il sangue.

Kurtz è morto?

Pensavi davvero che non avrei parlato di lui?

lui disteso sulla barella mentre spalancava la bocca vorace, come a divorare tutta la terra con tutto il genere umano

Kurtz era un pittore, esploratore, letterato, un uomo considerato da tutti straordinario; un uomo che dentro se conservava tutto l’essere europeo.

era un genio universale

Questo genio è ciò che muove tutta la narrazione verso, Marlow lo deve raggiungere e quando lo fa, si trova davanti un uomo morente la cui capanna è circondata da picche con impalate teste mozzate di suoi oppositori e, tutt’attorno, una tribù che lo adora. Tutto si conclude con la sua morte e le sue ultime parole che rivelano tutta la crudeltà della colonizzazione

che orrore! che orrore!

Kurtz rappresentava l’europeo perfetto, colui che tutto poteva fare, appunto un genio universale; ma anche tutto ciò di cui si era macchiata l’Europa. Infine muore. Ma quell’Europa o meglio, quel primo mondo dominante è morto con lui? Ci siamo liberati della voracità che non ci ha consentito di aiutare altri esseri umani? Ci siamo liberati dell’ipocrisia e della creduloneria a facili scuse che ci consente di parare la nostra coscienza dalle colpe dirette ed indirette che abbiamo?

Non credo, ma quanti passi in avanti abbiamo fatto?

Io non lo so, ma credo che il fantasma di Kurtz sia ancora con noi e, come alla fine di “Cuore di tenebra” quando Marlow ne incontra la vedova, lancia il suo urlo Che orrore! Che orrore! 

Ma noi non lo sentiamo.

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