Premio Letterario Vallombrosa: un’altro riconoscimento per Paolo Cognetti

In questo periodo sono diverse le rassegne dedicate alla premiazione di libri il cui contenuto sia in linea con gli scopi che, Associazioni culturali e non, indicono progetti visibili e di supporto alla loro realizzazione.

Il Premio Letterario Vallombrosa, sostenuto dall’associazione Rotary,  aveva il seguente tema conduttore: “I cammini dell’uomo tra scoperta, natura e fede“, ha visto vincitore, su tre candidati finalisti, Paolo Cognetti con “Le otto montagne” edito da Einaudi e che tratta il tema della montagna. Questo testo di narrativa contemporanea è stato vincitore di diversi premi tra cui lo Strega dello scorso anno.

“Mio padre aveva il suo modo di andare in montagna. Poco incline alla meditazione, tutto caparbietà e spaval-deria. Saliva senza dosare le forze, sempre in gara con qualcuno o qualcosa, e dove il sentiero gli pareva lungo tagliava per la linea di massima pendenza. Con lui era vie- tato fermarsi, vietato lamentarsi per la fame o la fatica o il freddo, ma si poteva cantare una bella canzone, specie sotto il temporale o nella nebbia fitta. E lanciare ululati buttandosi giú per i nevai”.

Direte voi è un argomento trito e ritrito, certamente vi rispondo io se visto nell’ottica di un luogo selvaggio, di cui aver paura, che non ha nulla da offrire se non alberi, dirupi, anfratti, in cui se ti perdi non sei in grado di ritrovare la strada perchè il cellulare non ha campo e tu, da bambino, non hai letto “Il manuale delle Giovani Marmotte”.

Cognetti, prima di essere uno scrittore, è un matematico ed alpinista, attento al mondo che lo circonda a tal punto da mettere su carta le bellezze e verità, vuoi che siano le strade della grande mela New York o le cime innevate del Nepal. Con i suoi scritti ci pone davanti al sempre presente dilemma: “e se l’acqua non sgorgasse più dal rubinetto? E se il metano non scorresse più nei tubi? E se…restassi solo in una landa sperduta cosa farei?” Ci fornisce le indicazioni su come sentirci liberi nella natura senza per questo ferirla.

Insomma ci porta a riflettere e “sognare” la possibilità di ritornare ad avere un mondo pulito e a costo zero se solo fossimo in grado di accettare, rispettare, capire, che ciò che ci circonda ci è stato dato per rispettarlo, amarlo, crescerlo.

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