Chiamami col tuo nome candidato all’oscar per miglior film, attore protagonista, sceneggiatura non originale, miglior canzone.

Chiamami col tuo nome è prima di tutto il libro di André Aciman e poi il film di Guadagnino (Call me by your name) candidato a ben 4 Premi Oscar la cui cerimonia è prevista per domenica 4 marzo. Il film è uscito nelle sale italiane il 25 gennaio scorso. Le nomination sono: miglior film, miglior attore protagonista (Timothée Chalamet), miglior sceneggiatura non originale e miglior canzone originale (Mistery of love di Sufjan Stevens).

Questo è il terzo e ultimo film della «Trilogia del desiderio» di Guadagnino, dopo Io sono l’amore (2009) e A Bigger Splash (2015).

La scenografia di Walter Fasano, la sceneggiatura di James Ivory, la fotografia di Sayombhu Mukdeeprom, le musiche di Sufjan Stevens concorrono a creare un elaborato profondo, articolato e complessa dove ogni momento si lega al successivo in modo chiaro e preciso.

L’Italia nel film

Guadagnino è regista molto attento e ogni particolare concorre a fare di questo film un’opera d’arte. Il momento storico dell’Italia è quello dell’evasione di Licio Gelli e del dominio politico di Bettino Craxi, qui è ben delineato ed è “protagonista” delle vicende principali ma senza diventarne il cardine. Il complicato momento politico e l’eterosessualità non erano certo un binomio positivo per quegli anni e soprattutto nella provincia tra Brescia e Bergamo.

E’ proprio qui, in un angolo remoto d’Italia, all’inizio degli anni ottanta, che Guadagnino fa vivere la giovane storia d’amore tra Elio (Timothée Chalamet) e Oliver (Armie Hammer). Altri protagonisti sono Michael Stuhibarg, Amira Casar e Esther Garrel.

L’ambientazione e l’arte sono parti integranti del film partendo dalla villa settecentesca per arrivare alle strade in cui si svolge il film e non ultimo alla statua che viene recuperata nel lago.

Ultima notizia è che alla Royal Albert Hall di Londra Chiamami col tuo nome ha avuto un riconoscimento ai Bafta. Il film si è aggiudicato il premio per il miglior adattamento firmato da James Ivory.

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