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Biblioteca Chetham

Autori in tasca: Johannes V. Jensen, nobel per la letteratura nel 1944

Alla scoperta del padre della letteratura moderna danese

Ancora una volta scrivere per questa rubrica dedicata ai grandi nomi della letteratura, diventa per me un momento di apprendimento e di studio. Oggi, infatti, andiamo insieme alla scoperta di Johannes Villhelm Jensen, autore danese, premiato con il Nobel nel 1944. 

Come spesso accade, quando mi trovo alle prese con Autori in tasca, scopro parola dopo parola l’autore protagonista dell’articolo, esattamente come te, amico iCrewer che leggi dimostrando fedeltà al nostro sito, nonostante la mia sia soltanto una ricerca e non un approfondimento.

In sostanza, è come se ci prendessimo per mano e studiassimo insieme la vita, le opere e le curiosità legate a Johannes V. Jensen. 

Johannes V. Jensen: il premio Nobel della letteratura nel 1944

Per prima cosa direi di contestualizzare il periodo storico in cui Jensen è vissuto: nato in un piccolo paese della Danimarca nel 1873, ha caratterizzato tutta la prima metà del ventesimo secolo con le sue opere di prosa e poesia, passando a miglior vita in quel di Copenaghen nel 1950.

i grandi classici della letteratura

Johannes V. Jensen è cresciuto in campagna e ha condotti gli studi universitari nella capitale danese. Forse sotto l’influenza del padre veterinario si è iscritto alla facoltà di medicina, lasciata dopo tre anni per via della voglia di intraprendere la carriera di scrittore, iniziata collaborando con un giornale proprio durante gli studi.

Per tutta la sua vita è stato un grande viaggiatore, molto amante dell’America. Uno degli autori che ha più influenzato la sua scrittura è proprio l’americano Walt Whitman, da tutti definito il padre della poesia statunitense. Jensen è stato per molti anni corrispondente estero per diverse testate giornalistiche.

Ha concentrato la sua produzione letteraria nella prima metà della sua vita, dal 1920 in poi, infatti, si è dedicato quasi esclusivamente a studi biologici e zoologici sull’evoluzione della specie. Tema a lui tanto caro, affrontato anche in una delle sue più grandi e importanti opere: Il lungo viaggio, un ciclo di sei romanzi in cui affronta, in prosa, l’evoluzione umana dall’era glaciale alla scoperta dell’America.

Le sue prime opere, invece, uscite in giovane età, sono ambientate nei luoghi della sua gioventù e sono state caratterizzate dalle influenze del movimento fin de siècle, di stampo decadentista.

Si tratta di un movimento culturale molto sviluppato nell’Europa centrale che dal 1880 ha iniziato a raccontare il cambiamento dei valori e della vita in virtù dell’arrivo del nuovo secolo. Un movimento pessimista, mi viene da dire.

Come detto, nel 1944, Jensen è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura; questa la motivazione:

per la sua fervida immaginazione poetica con la quale ha combinato una intellettuale curiosità e uno stile fresco e creativo

La caduta del re: il romanzo storico più importante di Jensen

Tra le tantissime pubblicazioni di Jensen, divise tra testi poetici, saggi e romanzi, il libro più conosciuto e più importante, anche a livello di letteratura danese, è senza dubbio La caduta del re. Si tratta di un romanzo storico scritto tra il 1900 e il 1901, che narra la storia di Cristiano II di Danimarca. 

È un romanzo attraverso il quale Jensen abbandona il pessimismo delle prime opere e rivaluta le possibilità e le opportunità figlie del cambio di secolo.

Ho scoperto, cercando informazioni su questo romanzo, che ne è uscita proprio quest’anno una edizione curata dalla casa editrice milanese Carbonio Editore, con traduzione di Bruno Berni.

Questa la sinossi:

La caduta del re Jensen

Considerato il romanzo più importante della letteratura danese, La caduta del re ripercorre le vicende di Mikkel Thøgersen, personaggio cinquecentesco dalle molte vite e dalle molte facce: inizialmente studente svogliato e sognatore, corroso dal desiderio di vendetta, Mikkel diventa mercenario e soldato, pellegrino e stupratore, e infine compagno di prigionia del re Cristiano II.

La sua storia, testimonianza di un’intera epoca, scorre parallela a quella del sovrano assurto a simbolo del declino della corona di Danimarca: Cristiano II, il re indeciso che, secondo la leggenda, trascorse un’intera notte a navigare avanti e indietro tra lo Jutland e la Fionia, incapace di affrontare la battaglia.

Un romanzo ricco di atmosfera che parla di passione, odio e gelosia, passando dalla crudeltà sanguinosa alla dolcezza estatica, con uno stile variegato e sorprendentemente moderno. Morte e amore, tragedia e idillio si avvicendano in un’opera maestosa e suggestiva, un capolavoro assoluto. Tradotto per la prima volta in italiano.


Mi fermo qui, amico iCrewer, con questa piccola, breve ed essenziale ricerca dedicata all’autore danese Johannes V. Jensen. Di certo non un articolo ben approfondito ma, a mio avviso, necessario a non domandarsi più “chi è Jensen?”, ogni volta che ne sentiamo parlare nei gruppi di lettura che amiamo frequentare.

A te, nel caso sia riuscito ad accendere una scintilla di curiosità che desidera diventare un rogo, il compito di scavare e cercare nella rete o sui libri. Le mie fonti sono state Wikipedia e Treccani.

Alla prossima.

 

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