Se un pò di tempo fa mi avessero detto che saremmo arrivati agli Audiolibri mi sarei fatta una bella risata.

Oggi, invece, in questa immensa esposizione che è l’era della globalizzazione e della digitalizzazione, che ha contribuito alla moltiplicazione delle occasioni di lettura, la possibilità di leggere altro che non sia carta stampata è diventata esponenziale.

Senza nulla togliere al cartaceo, ascoltare un audiolibro diventa un’esperienza nuova ed entusiasmante, un viaggio attraverso le parole “raccontate” da una voce narrante; è un ritornare bambini quando ascoltavamo le favole che ci leggevano accompagnate dalla mimica, dai suoni e rumori che il “cantastorie” del momento improvvisava per noi.

E’ nato con questo scopo il servizio Storytel in Svezia, nel 2005, che oggi conta oltre 80.000 audiolibri in tutte le lingue e più di 27 milioni di ascolti, che fornisce la possibilità di scegliere da un catalogo letterario, attraverso un’App (ho imparato anche io questa parola “virale” che sta per applicazione), tutti gli audiolibri e gli ebook.

L’uso degli audiolibri non è più marginale e la percentuale di ascoltatori è salita vertiginosamente con una crescita nelle vendite che pare si attesti intorno al 30 – 50% anno dopo anno

E sebbene l’Italia, storicamente, non sia un paese di lettori forti, Storytel è riuscita a stringere un accordo con i maggiori gruppi editoriali e moltissimi dei più importanti editori indipendenti presenti sul mercato, tra i quali il Gruppo Giunti (che comprende i marchi Bompiani e Disney e con cui Storytel Italia ha firmato un accordo di esclusiva), Mondadori (con Rizzoli, Einaudi, Piemme, Sperling & Kupfer), Marsilio, Feltrinelli, Iperborea, Minimum fax, Fazi, Manni, Astoria, Codice, SEM e non solo. In più sono presenti titoli in esclusiva e prodotti con i migliori narratori, alcune delle voci più famose del mondo del teatro, del doppiaggio e della lettura ad alta voce.

Ci si aspettava che tale realtà virtuale soppiantasse tutti gli “attori” in gioco, compreso il mondo del libro, ed invece non si è verificata nessuna apocalisse, anzi è vero il contrario, cioè si sono raddoppiate le possibilità di leggere. Pensate anche alla grande utilità che ne deriva che non è soltanto la comodità di poter ascoltare bensì la migliore accessibilità garantita dai servizi digitali; ne ho parlato in un altro articolo “Gli Apelibrai – un nuovo modo di accostarsi alla cultura” (che vi invito a leggere), in cui tratto la possibilità di raggiungere comuni senza libreria.

Pensiamo all’utilizzo che ne fanno le persone con disabilità visiva, le casalinghe che possono ascoltare mentre fanno le pulizie (diversamente dovrebbero rinunciarvi per gli ovvi motivi che tutti conosciamo!!!), facendo giardinaggio, oppure sdraiati mollemente ad occhio chiusi e cullati dalla voce che ti accompagna.

Penso che l’audiolibro sia nato per questo motivo, avvicinare al piacere di un racconto quante più persone possibili in quanto, se leggere è una delle cose primarie che si imparano nell’infanzia, ascoltare significa dare una voce alle emozioni più profonde presenti in ciascuno di noi e che ci vengono trasmesse dal tono di chi legge che, a sua volta, ce le comunica attraverso la flessioni della voce.

Insomma un audiolibro è come essere coccolati, e come qualcuno che ti prepara il tuo piatto preferito e te lo serve, come chi ti fa vento quando hai caldo, che ti accarezza quando sei triste.

E non vi spaventate se dopo un po’ cominciate a credere che il lettore sia il personaggio.

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Cry
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Un’articolo molto interessante, sono curiosissima di sapere quale sarà il futuro degli audiolibri.