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Alessandro Magno: il rapporto di Venamon di Adriano Petta

Alessandro Magno: il rapporto Venamon di Adriano Petta

Il rapporto Venamon
Il rapporto Venamon

In conclusione: se ti piacciono i romanzi storici belli e ben scritti, questo libro non fa per te, caro lettore.

Alessandro Magno: il rapporto Venamon, questo il libro di cui ti parlo oggi, caro lettore, e lo faccio con una certa dose di arrabbiatura e un’altra dose di dispiacere. Ti vado a spiegare il perchè.

Su Alessandro Magno e le vicende rocambolesche della sua esistenza, sul suo carattere, le sue storie, le sue amicizie e i suoi amori sono stati scritti fiumi e mari di inchiostri, eppure nessuno dei libri che ho letto sul grande Re gli ha mai reso meno giustizia. Succede spesso così quando autori di saggi, dotti, acculturai e espertissimi di certi periodi storici, decidono di scrivere un romanzo sui personaggi o gli avvenimenti storici che più li appassionano.

Ebbene, per mia esperienza personale, e parlo di esperienza da lettrice piuttosto esperta (bando alla finta modestia!), questa scelta è un disastro annunciato. Si contano sulle dita di una, ripeto, una mano i saggisti che hanno scritto romanzi storici degni di questa definizione: Maria Bellonci, Franco Cardini e davvero pochi altri. Adriano Petta non è tra questi e non me ne voglia, a ognuno il suo mestiere.

Il saggista mette in primo piano la storia e la sua interpretazione, con tutte le sfumature sociali e filosofiche che possono spiegare gli avvenimenti che studia. Il romanziere mette in primo piano la sua propria narrazione, la storia da raccontare prende il sopravvento su tutto, è quella che conta. La trama deve, obbligatoriamente, essere il filo conduttore che il romanziere segue e gli eventi storici, i pensieri filosofici, i personaggi realmente esistiti, solo degli arricchimenti che servono a rendere la trama credibile.

Alessandro Magno: il rapporto Venamon, di Adriano Petta, fa qualche sporadico tentativo di romanzo, ma cede alle sbavature saggistiche, a un linguaggio che non funziona per un lettore del 2020, cede a una narrazione farraginosa, lenta, con una scrittura pesante che annoia e fa perdere il segno al povero lettore abbrutito.

La storia narra in modo piuttosto confuso dell’invasione della polis di Tiro da parte di Alessandro Magno, alla ricerca di una collezione di papiri antichi e segretissimi usando i quali il grande Re potrebbe foraggiare il suo esercito per le guerre di conquista che intende intraprendere. Tra la città di Tiro e Alessandro, due guerrieri della guardia del Re macedone, una donna stupenda e coraggiosa che lotta contro la schiavitù e il suo innamorato. Troppi, troppi elementi e gestiti in modo caotico, tanto che il lettore davvero non riesce a tenere il filo della trama. Parti inutili alla narrazione e di contro una mancanza totale di descrizioni fisiche, ambientali e delle atmosfere.

Sorvolo sui complementi oggetto ripetuti con il pronome in più di un’occasione. Detto tra noi, caro iCrewer, se il linguaggio dei dialoghi fosse stato un po’ più contemporaneo potrei anche prenderlo per una nota di stile, ma visto che l’autore mette in bocca ai suoi personaggi un modo di parlare che scimmiotta quello delle fonti storiografiche greche, lo classifico come errore. Ma ripeto, sorvolo.

Alessandro Magno: il rapporto Venamon di Adriano Petta

Non posso però lasciar perdere la poca concretezza dei personaggi, mal definiti, raccontati e non mostrati, resi finti da dialoghi usati per provare a educare il lettore e non per far andare avanti la narrazione. Non riesco a lasciarmi alle spalle neanche la totale mancanza di pathos in una storia che vorrebbe essere un mistery.

In Alessandro Magno: il rapporto Venamon, Alessandro è presentato come un Re spietato, determinato, ambizioso e un po’ spaccone. Ecco forse Alessandro è l’unico personaggio reso davvero con una certa attenzione alla tridimensionalità ma non è uno dei protagonisti che, poveretti, sono bistrattati e trattati come marionette, senza personalità, senza tridimensionalità. L’autore ci racconta qualche lato del carattere dei due coraggiosi guerrieri ma non mostra le loro azioni, dice che sono, ma non mostra cosa fanno e come si comportano.

Pollice verso anche per la trama che comincia a scorrere solo dopo le prime cento pagine e con immensa fatica. Insomma, per quasi 24 euro, caro iCrewer, non riesco proprio a consigliarti questo libro. Sono curiosa invece di leggere i saggi di Adriano Petta che hanno titoli accattivanti e argomenti interessanti, parlano di donne forti che sfidarono il mondo nell’antichità. Mi sentirai ancora parlare di questo autore, ho voglia di riscattarlo!

 

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