Addio, Amos Oz

Lo scrittore israeliano ci ha lasciato all’età di 79 anni dopo una breve battaglia con il cancro

A pochi giorni dalla morte di Andrea Pinketts, un altro lutto si è abbattuto nel mondo letterario. Poche ore fa è stato infatti dato l’annuncio del decesso di un grande scrittore internazionale: l’israeliano Amos Oz. A darne la notizia è stata sua figlia maggiore Fania Oz-Salzberger sul social network Twitter, in cui annuncia che il padre è morto pacificamente dopo una breve lotta contro il cancro.

 

Amos Oz era una delle voci più importanti del panorama letterario israeliano, ma come i grandi autori, sicuramente lo resterà negli anni a venire. Nato come Amos Klausner  a Gerusalemme il 4 maggio 1939, cambiò il cognome in Oz dopo la morte della madre a dodici anni, l’iscrizione al Partito Laburista Israeliano e la decisione di stabilirsi da solo in un kibbutz, cioè una comunità associativa volontaria di lavoratori. La scelta del nuovo cognome è emblematica: in ebraico “oz” significa “forza” ed esprime il valore che ha guidato lo scrittore per tutta la sua vita.

Nel 1965 uscì il suo primo romanzo, Terre dello Sciacallo, e da allora si dedicò alla scrittura come romanziere, saggista e persino giornalista per testate internazionali. Protagonista di ogni sua opera è Israele, la quale viene descritta in maniera evocativa, quasi inarrivabile, tuttavia sempre concreta. Tra i molti titoli del suo ricco catalogo, ricordiamo Michael mio (1968), Una pace perfetta (1982), La scatola nera (1987) e Scene dalla vita di un villaggio (2010), ma anche i saggi In terra di Israele (1983), Contro il fanatismo (2004) e Cari fanatici (2017), in cui son ben evidenti i suoi ideali politici di pace e tolleranza. Le sue opere gli valsero l’assegnazione di molti premi e onorificenze, tra i quali la Legion d’Onore francese, il Goethe Prize, il Premio Principe delle Asturie, l’Heinrich Heine Prize, l’Israel Prize, il Premio letterario internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa e il Premio Internazionale Primo Levi.

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Il suo capolavoro fu tuttavia Una storia di amore e di tenebra (2002), la sua autobiografia. Il romanzo intreccia infatti racconti della sua infanzia a Gerusalemme negli anni in cui veniva istituito lo Stato di Israele e la storia della sua famiglia, per poi proseguire con gli anni nel kibbutz. Un’opera complessa, ma che per molti suoi lettori era meritevole del Premio Nobel. Si vocifera che Oz ne stesse scrivendo il seguito.

La redazione di iCrewplay Libri si stringe in cordoglio alla famiglia, ai suoi cari e ai suoi affezionati lettori.

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Alessia Baraldi
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Gioiabook
Gioiabook
3 anni fa

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