Il nostro momento imperfetto di Federica Bosco è un romanzo sulla perdita delle certezze e sulla possibilità di ripartire quando la vita prende una direzione diversa da quella prevista. Al centro c’è Alessandra, docente universitaria che si ritrova a rimettere in discussione relazione, famiglia, desideri e futuro dopo una rottura che arriva nel momento in cui pensava di avere raggiunto un equilibrio stabile.
La prima edizione Garzanti è uscita il 27 settembre 2018 e conta 304 pagine nella versione digitale indicata da Apple Books. Il romanzo è tornato negli anni successivi in nuove edizioni Garzanti, compresa l’edizione Elefanti pop del 2025. È un titolo che continua a essere cercato perché affronta temi molto riconoscibili: tradimento, paura di ricominciare, maternità, famiglie ricomposte e seconde possibilità.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Autrice | Federica Bosco |
| Editore | Garzanti |
| Prima pubblicazione | 27 settembre 2018 |
| Protagonista | Alessandra |
| Genere | Narrativa contemporanea con componente romance |
| Valutazione della recensione | 4/5 |

Di cosa parla Il nostro momento imperfetto
Alessandra ha superato i quarant’anni e pensa di avere messo ogni cosa al proprio posto: insegna fisica all’università, ha una famiglia presente e una relazione che considera solida. La scoperta del tradimento del compagno rompe questa sicurezza e la costringe a guardare con occhi diversi ciò che aveva dato per acquisito.
Nel momento più fragile entra nella sua quotidianità anche la custodia dei due nipoti. Quello che all’inizio sembra un ulteriore peso diventa un rapporto affettivo capace di far emergere un desiderio di maternità che Alessandra aveva accantonato. Il suo spazio personale cambia, così come l’idea stessa di famiglia.
È in questo nuovo equilibrio che incontra Lorenzo, padre divorziato con una figlia adolescente. Entrambi arrivano da relazioni difficili e portano con sé ferite, responsabilità e paure. Il loro rapporto non nasce in un momento ideale: è proprio questa imperfezione a dare senso al titolo.
Recensione: il punto di forza è Alessandra
La parte migliore del romanzo è Alessandra. Non è costruita come un’eroina impeccabile e non prende sempre le decisioni più facili da condividere. Ha bisogno di controllo, reagisce male quando sente di perderlo, cade in contraddizione e cerca una stabilità emotiva mentre tutto intorno a lei cambia. È proprio questa irregolarità a renderla credibile.
Federica Bosco lavora bene sui pensieri della protagonista e sulle piccole frizioni della vita adulta. La sofferenza non deriva da un unico evento: si sommano il tradimento, il tempo che passa, il rapporto con la famiglia, il desiderio di maternità e la difficoltà di entrare nella vita di un uomo che ha già una figlia e un passato importante.
La recensione originale pubblicata su iCrewPlay nel 2019 nasceva da una lettrice poco vicina al romance e assegnava al libro quattro stelle su cinque. Quel giudizio regge ancora: il romanzo funziona meglio quando osserva la quotidianità e le fragilità di Alessandra, meno quando spinge alcuni passaggi sentimentali verso una soluzione troppo ordinata.
Non è soltanto un romanzo rosa
Definirlo soltanto romanzo rosa riduce una parte del libro. La relazione con Lorenzo è centrale, ma la storia dedica molto spazio alla ricostruzione personale di Alessandra. Il nodo non è trovare in fretta un nuovo compagno: è capire chi resta quando l’immagine della propria vita crolla.
La maternità arriva da una direzione inattesa attraverso i nipoti; il rapporto di coppia si intreccia con una famiglia già esistente; la protagonista deve accettare che una seconda possibilità non cancella ciò che è successo prima. Il romanzo lavora bene proprio su questa idea: ricominciare non significa tornare alla versione precedente di sé.
I temi principali del romanzo
- Tradimento e perdita della fiducia: la rottura iniziale cambia il modo in cui Alessandra guarda gli altri e se stessa.
- Seconde possibilità: il libro non presenta il ricominciare come un ritorno al punto di partenza, ma come l’accettazione di una vita diversa.
- Maternità e famiglia: il legame con i nipoti apre una parte della protagonista che sembrava ormai chiusa.
- Età adulta e aspettative: superati i quarant’anni, Alessandra scopre che stabilità e felicità non coincidono sempre con il piano costruito negli anni.
- Famiglie ricomposte: Lorenzo non arriva da solo, ma con una figlia, un’ex moglie e legami che Alessandra deve imparare a rispettare.
Il significato del titolo
Il nostro momento imperfetto sintetizza l’idea che attraversa l’intero libro: non esiste una fase ideale in cui ogni elemento della vita è al posto giusto. Alessandra e Lorenzo si incontrano mentre entrambi portano ancora addosso le conseguenze delle relazioni precedenti. Il loro momento è pieno di ostacoli, ma proprio per questo richiede una scelta consapevole.
Il titolo funziona anche oltre la storia d’amore. Il momento imperfetto riguarda Alessandra come donna, zia, possibile figura materna e persona che deve accettare un futuro non previsto. La felicità proposta dal romanzo non coincide con il controllo totale, ma con la capacità di lasciare spazio a qualcosa che non era stato programmato.
Il finale funziona?
Il finale sceglie una direzione rassicurante e porta il percorso verso una seconda possibilità affettiva. È la parte che può dividere maggiormente. Dopo molte pagine costruite su dubbi, attriti familiari e paure molto concrete, la chiusura appare più ordinata del resto del romanzo.
Questo limite non annulla il messaggio centrale. Il lieto fine serve a chiudere il percorso di Alessandra con un’apertura verso il futuro, ma il passaggio più interessante resta ciò che avviene prima: il riconoscimento che una vita diversa da quella immaginata non è necessariamente una vita minore.

Lo stile di Federica Bosco
La scrittura di Bosco è scorrevole, molto vicina ai pensieri della protagonista e orientata al dialogo emotivo con chi legge. L’ironia alleggerisce diversi passaggi senza cancellare i temi più dolorosi. Il ritmo resta accessibile anche a chi frequenta poco il romance, uno degli aspetti che aveva convinto la nostra recensora già nel 2019.
Chi vuole proseguire con l’autrice può leggere anche il nostro articolo su Volevamo prendere il cielo, romanzo pubblicato da Garzanti nel 2023, oppure il contenuto dedicato a Mi dicevano che ero troppo sensibile, dove Bosco passa alla scrittura autobiografica e al tema dell’ipersensibilità.
Quale edizione si trova oggi
Il romanzo è rimasto nel catalogo Garzanti anche dopo l’edizione del 2018. Nel 2024 è comparso nella collana Super G e nel 2025 in Elefanti pop. La disponibilità può cambiare tra librerie e formati; la scheda IBS dell’edizione 2025 permette di verificare la versione più recente indicizzata al momento di questo aggiornamento.
Vale la pena leggerlo?
Sì, soprattutto se cerchi una storia sentimentale adulta che non parta dall’innamoramento ma da ciò che resta dopo una relazione fallita. Il nostro momento imperfetto parla a chi conosce la sensazione di avere seguito un piano per anni e di scoprire, a un certo punto, che quel piano non basta più.
Alcuni passaggi del finale risultano più accomodanti rispetto alla parte centrale, ma Alessandra resta una protagonista capace di sostenere il romanzo. La valutazione rimane 4/5: una lettura scorrevole, emotiva e più interessante quando racconta l’imperfezione che quando prova a ricomporla.