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Lizzie Borden: storia vera, processo e cosa sappiamo davvero

Dal duplice omicidio di Fall River all'assoluzione del 1893: fatti accertati, prove discusse e domande rimaste senza risposta

Valentina Paradiso 3 minuti fa Commenta! 9
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La storia vera di Lizzie Borden non si conclude con una confessione né con una condanna. Il 4 agosto 1892 suo padre Andrew Borden e la matrigna Abby furono uccisi nella loro casa di Fall River, nel Massachusetts. Lizzie divenne la principale sospettata, venne arrestata e affrontò uno dei processi più celebri dell’America di fine Ottocento, ma nel giugno 1893 una giuria la dichiarò non colpevole.

Contenuti
Cosa accadde il 4 agosto 1892 nella casa dei BordenPerché i sospetti si concentrarono su Lizzie BordenIl processo a Lizzie Borden e l’assoluzione del 1893Lizzie Borden era colpevole? Cosa possiamo dire davveroLa filastrocca dell’ascia e gli errori entrati nella leggendaChe fine fece Lizzie Borden dopo il processoCosa sappiamo e cosa resta un’ipotesi

Da allora il caso è stato trasformato in libri, film, serie e perfino in una filastrocca popolare che ha contribuito a fissare nell’immaginario l’idea di Lizzie con un’ascia in mano. Il problema è che leggenda e documentazione giudiziaria non coincidono. Per capire cosa accadde bisogna separare i fatti accertati dalle ipotesi formulate dopo il delitto.

Cosa accadde il 4 agosto 1892 nella casa dei Borden

Andrew Borden era un uomo d’affari benestante di Fall River. Viveva al numero 92 di Second Street con la seconda moglie Abby, le figlie adulte Emma e Lizzie e la domestica Bridget Sullivan. La mattina del 4 agosto Emma non era in casa. Poco prima di mezzogiorno Andrew venne trovato morto sul divano del salotto, colpito ripetutamente alla testa. Poco dopo, al piano superiore, fu scoperto anche il corpo di Abby.

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Le ricostruzioni mediche e investigative stabilirono che Abby era morta prima del marito. Lizzie si trovava nella proprietà durante almeno parte della mattinata e fu lei a richiamare l’attenzione della domestica dopo il ritrovamento del padre. La cronologia della Library of Congress fissa i passaggi fondamentali del caso: duplice omicidio il 4 agosto 1892, arresto di Lizzie una settimana più tardi e processo nell’estate successiva.

Perché i sospetti si concentrarono su Lizzie Borden

Gli investigatori non disponevano della quantità di prove scientifiche che oggi ci aspetteremmo da un’indagine per omicidio. Non esisteva un test del DNA e la gestione della scena del crimine era molto diversa dagli standard contemporanei. L’accusa costruì quindi un caso in gran parte indiziario, concentrandosi sui movimenti di Lizzie, sulle sue dichiarazioni e sulle tensioni interne alla famiglia.

Uno degli elementi più discussi fu una testa d’accetta trovata nel seminterrato, ma non venne dimostrato in modo conclusivo che fosse l’arma utilizzata per i delitti. Suscitò attenzione anche il fatto che Lizzie avesse bruciato un vestito alcuni giorni dopo gli omicidi: secondo la sua versione era macchiato di vernice e non aveva più utilità. L’episodio alimentò i sospetti, ma non fornì la prova materiale capace di collegarla direttamente alle uccisioni.

Anche i possibili moventi rimasero oggetto di discussione. I rapporti familiari non erano sempre sereni e il patrimonio di Andrew rendeva inevitabile l’attenzione sui contrasti economici e sull’eredità. Tuttavia un movente plausibile non equivale a una prova di colpevolezza.

Il processo a Lizzie Borden e l’assoluzione del 1893

Lizzie Borden fu arrestata l’11 agosto 1892. Dopo le successive fasi giudiziarie, il processo iniziò a New Bedford il 5 giugno 1893. Il procedimento attirò una straordinaria attenzione dei giornali e trasformò rapidamente un caso locale in un evento seguito in tutti gli Stati Uniti.

La difficoltà principale dell’accusa era evidente: mancava una prova fisica decisiva. Nessuno aveva visto Lizzie commettere gli omicidi, l’arma ritrovata non era stata identificata con certezza come quella usata contro Andrew e Abby e diversi elementi presentati durante le indagini non offrirono in aula il collegamento necessario tra sospettata e delitto.

Il 20 giugno 1893 Lizzie Borden fu assolta. È questo il dato giuridicamente essenziale del caso. La Fall River Historical Society, che conserva una vasta raccolta di materiali dedicati a Lizzie e al processo, sottolinea proprio la distanza fra la fama successiva della donna e l’esito effettivo del procedimento giudiziario: Lizzie venne processata secondo la legge e prosciolta dalle accuse.

Lizzie Borden era colpevole? Cosa possiamo dire davvero

La risposta storicamente corretta è che non sappiamo chi uccise Andrew e Abby Borden. Dire che Lizzie li assassinò significa trasformare una delle ipotesi sul caso in un fatto accertato. Fu sospettata, incriminata e processata, ma non condannata. Nessun’altra persona venne successivamente riconosciuta colpevole dei due omicidi.

Questo non significa che l’assoluzione dimostri necessariamente chi non commise materialmente il delitto: significa che la giuria non ritenne provata la responsabilità penale dell’imputata. È una distinzione fondamentale quando si legge una ricostruzione true crime o si guarda un adattamento televisivo.

Proprio per questo la vicenda continua a prestarsi a interpretazioni opposte. C’è chi considera sospetti il comportamento e alcune dichiarazioni di Lizzie, chi insiste sulle debolezze delle prove dell’accusa e chi ha proposto nel tempo scenari alternativi. Nessuna di queste teorie ha però portato a una soluzione giudiziaria definitiva.

La filastrocca dell’ascia e gli errori entrati nella leggenda

La memoria popolare del caso è stata condizionata da una celebre filastrocca americana che attribuisce direttamente a Lizzie l’uccisione della matrigna e del padre e parla di quaranta e quarantuno colpi. Non è una fonte storica e non descrive correttamente né il verdetto né i dettagli degli omicidi. Anche la parola mother può trarre in inganno: Abby era la matrigna di Lizzie, mentre sua madre biologica Sarah era morta quando lei era bambina.

La formula semplice della filastrocca ha però avuto una forza enorme. Trasforma un processo complesso e basato su indizi in una storia con assassina, arma e vittime già definite. È anche uno dei motivi per cui, più di 130 anni dopo, il nome Lizzie Borden viene spesso associato automaticamente alla figura della donna che uccise i genitori con un’ascia.

Chi vuole approfondire il rapporto tra documentazione storica e narrativa può partire dal nostro articolo su quale libro leggere su Lizzie Borden prima di Monster, dove confrontiamo un romanzo storico e una ricostruzione true crime disponibili in italiano.

Che fine fece Lizzie Borden dopo il processo

Dopo l’assoluzione Lizzie ed Emma ereditarono il patrimonio del padre e acquistarono una nuova casa a Fall River, conosciuta come Maplecroft. Essere stata dichiarata non colpevole non cancellò però il sospetto nell’opinione pubblica. Lizzie rimase legata per tutta la vita al duplice omicidio e visse in una posizione socialmente difficile nella stessa città in cui il caso era esploso.

Lizzie morì nel 1927, senza che il mistero fosse stato risolto. La casa degli omicidi, gli atti processuali, le fotografie e i documenti conservati negli archivi hanno permesso a generazioni di studiosi e appassionati di ricostruire minuziosamente quelle settimane, ma non di raggiungere una risposta definitiva.

Cosa sappiamo e cosa resta un’ipotesi

  • Fatto: Andrew e Abby Borden furono assassinati il 4 agosto 1892 nella loro casa di Fall River.
  • Fatto: Lizzie Borden fu arrestata, incriminata e processata per i due omicidi.
  • Fatto: il processo iniziò il 5 giugno 1893 e terminò con l’assoluzione il 20 giugno.
  • Fatto: nessuno venne successivamente condannato per il duplice omicidio.
  • Non provato: che la testa d’accetta rinvenuta dagli investigatori fosse certamente l’arma del delitto.
  • Non provato: che Lizzie abbia personalmente ucciso Andrew e Abby.
  • Non provato: le numerose teorie alternative formulate nei decenni successivi.

È proprio questa distanza fra ciò che possiamo documentare e ciò che possiamo soltanto ipotizzare a rendere il caso Borden ancora così resistente nel tempo. La storia vera non offre il finale netto che spesso cercano la narrativa e la televisione: offre un duplice omicidio, una sospettata celeberrima, un’assoluzione e un mistero che la giustizia non ha mai chiuso con l’identificazione di un colpevole.

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