Il viaggio di Ulisse da Troia a Itaca dura circa dieci anni. L’Odissea, però, non racconta una rotta lineare che si possa sovrapporre con certezza a una carta geografica moderna: alcuni luoghi sono riconoscibili o sono stati identificati dalla tradizione, altri appartengono a una geografia mitica. Le tappe principali, in ordine, sono Ismaro e i Ciconi, i Lotofagi, i Ciclopi e Polifemo, Eolo, i Lestrigoni, Circe, il regno dei morti, le Sirene, Scilla e Cariddi, Trinacia, Calipso, i Feaci e infine Itaca.
Il dato più importante per capire perché il ritorno sia così lungo è questo: Ulisse trascorre sette anni a Ogigia con Calipso e un anno nell’isola di Circe. A questi periodi si sommano soste più brevi, tempeste, naufragi e deviazioni. Se si aggiungono anche i dieci anni della guerra di Troia, Ulisse resta lontano da Itaca per circa vent’anni.
Viaggio di Ulisse: tutte le tappe in ordine
La sequenza delle avventure è ricostruibile soprattutto nei libri IX-XII dell’Odissea. Il poema, infatti, comincia quando Ulisse è già trattenuto da Calipso e racconta molte tappe precedenti come un lungo flashback davanti ai Feaci. La sintesi dell’Odissea di Treccani segue la stessa successione: Ciconi, Lotofagi, Ciclopi, Eolo, Lestrigoni, Circe, Ade, Sirene, Scilla e Cariddi, isola del Sole, Ogigia, Feaci e Itaca.
| Tappa | Cosa accade | Tempo indicato nel poema | Localizzazione moderna |
|---|---|---|---|
| Ismaro, terra dei Ciconi | Prima tappa dopo Troia, con lo scontro contro i Ciconi | Breve sosta | Tracia, identificazione abbastanza plausibile |
| Lotofagi | Alcuni compagni mangiano il loto e dimenticano il desiderio di tornare | Breve sosta, dopo nove giorni di tempesta | Nord Africa nella tradizione, ma non certo |
| Terra dei Ciclopi | Ulisse entra nella grotta di Polifemo e riesce a fuggire accecandolo | Non precisato con esattezza | Sicilia nella tradizione successiva, identificazione ipotetica |
| Isola di Eolo | Eolo consegna a Ulisse l’otre dei venti | Un mese | Spesso associata alle Eolie, ma il poema non offre una certezza geografica |
| Terra dei Lestrigoni | I giganti antropofagi distruggono tutte le navi tranne quella di Ulisse | Breve sosta | Molto incerta |
| Eea, isola di Circe | Circe trasforma i compagni in porci, poi aiuta Ulisse | Un anno | La tradizione antica la collega al Circeo, nel Lazio |
| Paese dei Cimmeri e regno dei morti | Ulisse interroga Tiresia e incontra le ombre dei morti | Non è una permanenza prolungata | Luogo mitico ai confini dell’Oceano |
| Ritorno da Circe, poi Sirene | Circe dà le ultime istruzioni; Ulisse ascolta il canto delle Sirene legato all’albero della nave | Transito | Le identificazioni con la costa campana sono tradizionali, non certe |
| Scilla e Cariddi | La nave attraversa lo stretto tra i due mostri | Transito | Tradizionalmente associate allo Stretto di Messina |
| Trinacia, isola del Sole | I compagni uccidono le vacche sacre di Helios e vengono puniti | Oltre un mese | Spesso identificata con la Sicilia |
| Ogigia, isola di Calipso | Calipso trattiene Ulisse dopo il naufragio | Sette anni | Non localizzata con certezza |
| Scheria, terra dei Feaci | Nausicaa e Alcinoo accolgono Ulisse e organizzano il viaggio verso casa | Pochi giorni | Tradizionalmente associata a Corfù, senza certezza omerica |
| Itaca | Ulisse torna in patria e prepara la vendetta contro i Proci | Fine del viaggio | Isola ionica di Itaca |

Quanto dura il viaggio di Ulisse da Troia a Itaca?
Il nostos, cioè il ritorno di Ulisse dopo la guerra di Troia, dura circa dieci anni. Non significa che per dieci anni l’eroe navighi senza fermarsi. Al contrario, una parte enorme del tempo viene consumata in poche soste.
Eolo trattiene Ulisse per un mese
Nel libro X, Eolo accoglie Ulisse e i suoi compagni per un mese intero. Poi consegna all’eroe l’otre che contiene i venti contrari e lascia libero solo quello favorevole al ritorno. Dopo nove giorni di navigazione Itaca è già visibile, ma i compagni aprono l’otre mentre Ulisse dorme e la nave viene spinta nuovamente lontano. È uno dei momenti in cui il ritorno sembra ormai concluso e riparte invece quasi da zero.
Ulisse resta un anno da Circe
Dopo la distruzione della flotta da parte dei Lestrigoni, l’unica nave superstite arriva a Eea. Circe restituisce forma umana ai compagni che aveva trasformato e Ulisse rimane presso di lei per un anno. Soltanto quando i compagni gli ricordano il desiderio di tornare in patria, l’eroe chiede di ripartire. Prima, però, deve raggiungere il regno dei morti e interrogare Tiresia.
A Trinacia passa più di un mese
L’isola di Helios viene spesso trattata come una tappa rapida, ma il testo racconta una sosta lunga. Un vento contrario blocca la nave per un mese intero. Quando finiscono le scorte, i compagni uccidono le vacche sacre nonostante il divieto. Per altri sei giorni mangiano la carne degli animali e ripartono il settimo, quando il vento finalmente cade. Poco dopo Zeus distrugge la nave.
Il testo omerico è molto preciso su questo passaggio: nel libro XII dell’Odissea viene indicato il mese di vento continuo e il successivo naufragio che lascia Ulisse come unico superstite.
Calipso trattiene Ulisse per sette anni
La sosta decisiva è quella a Ogigia. Dopo il naufragio seguito alla profanazione delle vacche di Helios, Ulisse raggiunge da solo l’isola di Calipso. Vi rimane per sette anni. È quindi questa permanenza, da sola, a spiegare gran parte dei dieci anni del ritorno. Quando gli dei decidono che Ulisse deve ripartire, Calipso lo lascia costruire una zattera e lasciare l’isola.
Per capire cosa avviene dopo il ritorno a Itaca, sul sito abbiamo ricostruito anche il finale dell’Odissea nel libro XXIV e ciò che la tradizione racconta nel seguito perduto della storia, la Telegonia e il destino di Ulisse dopo Itaca.
Il viaggio dura dieci anni o vent’anni?
Le due risposte possono essere corrette, ma indicano periodi diversi. Ulisse impiega circa dieci anni per tornare da Troia a Itaca. Prima del viaggio di ritorno ha però combattuto per circa dieci anni nella guerra di Troia. Per questo, contando guerra e nostos, resta lontano dalla sua casa, da Penelope e da Telemaco per circa vent’anni complessivi.
È anche il motivo per cui non conviene confondere Iliade e Odissea. L’Iliade racconta solo una fase della guerra, mentre l’Odissea ruota soprattutto intorno al ritorno. Nella nostra guida su Iliade e Odissea, differenze e ordine di lettura abbiamo separato cronologia dei due poemi e rapporto tra le storie.

Dove si svolge l’Odissea: i luoghi sono reali?
Una delle ricerche più frequenti sul poema riguarda la posizione esatta delle tappe. Il problema è che l’Odissea mescola luoghi riconoscibili, tradizioni geografiche e spazi mitici. Cercare una sola mappa esatta rischia quindi di attribuire a Omero coordinate che il testo non fornisce.
Itaca, la Tracia dei Ciconi e il Mediterraneo orientale appartengono a un orizzonte geografico reale. Altri luoghi sono stati identificati successivamente. L’isola di Circe, per esempio, venne collegata già nell’antichità al promontorio del Circeo; Scilla e Cariddi sono state associate allo Stretto di Messina; Trinacia alla Sicilia; Scheria a Corfù. Queste corrispondenze sono utili per seguire la tradizione del mito, ma non vanno presentate come coordinate certe dell’itinerario omerico.
Ogigia rende bene il problema. Omero la descrive come un’isola remota, lontana dagli uomini, ma non offre elementi sufficienti per identificarla senza dubbi. Nei secoli sono state proposte diverse localizzazioni nel Mediterraneo e oltre, nessuna delle quali può essere trasformata nella soluzione definitiva.
Qual è l’ordine corretto delle avventure più famose?
Se si vogliono ricordare soltanto gli episodi principali, l’ordine è questo: Polifemo viene prima di Eolo; Eolo viene prima di Circe; dopo Circe Ulisse scende nel regno dei morti; poi incontra le Sirene, Scilla e Cariddi; quindi arriva a Trinacia; dopo il naufragio resta da Calipso; infine raggiunge i Feaci e torna a Itaca.
Questo ordine è utile anche per leggere o rileggere il poema senza confondere la cronologia con l’ordine narrativo. Nei primi libri, infatti, Ulisse è già molto avanti nella propria storia. Per chi vuole recuperare oggi il testo in vista delle nuove trasposizioni, abbiamo confrontato anche Odissea di Omero, film di Christopher Nolan ed edizioni da leggere.
Perché il viaggio di Ulisse non è una linea retta
Il percorso di Ulisse funziona perché ogni tappa allontana o avvicina l’eroe alla stessa meta: Itaca. Non è un itinerario turistico antico, ma una successione di prove. La perdita dei compagni, la tentazione di dimenticare la patria, il desiderio di conoscenza, l’ospitalità e il rapporto con gli dei trasformano il viaggio in qualcosa di più di un semplice ritorno geografico.
La distinzione più utile resta quindi semplice: l’ordine delle tappe è ricostruibile, i tempi di alcune soste sono indicati dal poema, mentre molte localizzazioni moderne restano interpretazioni. È proprio questa combinazione di precisione narrativa e geografia aperta ad aver permesso al viaggio di Ulisse di essere rimappato per secoli senza esaurirsi in una sola carta.