Se hai chiuso Donnaregina con la sensazione di aver letto qualcosa a metà tra il romanzo e l’inchiesta, tra la confessione personale e la cronaca, ecco cinque libri di autori diversi che si legano al romanzo di Teresa Ciabatti: alcuni restano nel mondo della camorra da cui nasce il libro, altri esplorano lo stesso terreno del giornalismo narrativo che si mescola all’introspezione, altri ancora si concentrano sui rapporti familiari difficili al centro della storia.
Gomorra di Roberto Saviano
Non è un caso che sia stato proprio Roberto Saviano a proporre Donnaregina al Premio Strega: se vuoi tornare al mondo camorristico da cui nasce il romanzo di Ciabatti, Gomorra (Mondadori) resta il punto di riferimento. Saviano racconta dall’interno il sistema economico e criminale della camorra napoletana, con la stessa ambizione di trasformare materiale di cronaca in letteratura che attraversa anche Donnaregina, seppure con un approccio più inchiesta che confessione personale.
A sangue freddo di Truman Capote
Se quello che ti ha colpito è il modo in cui Ciabatti si avvicina al suo antagonista, il boss pentito, cercandone l’umanità senza mai perdere lo sguardo critico, A sangue freddo (Garzanti) di Truman Capote è il testo fondativo di questo genere. Capote ricostruisce l’omicidio di una famiglia in Kansas avvicinandosi ai due assassini fino a farne emergere la complessità umana, inventando di fatto il romanzo-verità: la stessa tensione tra empatia e giudizio che percorre le pagine di Donnaregina.
L’avversario di Emmanuel Carrère
Per un parallelo ancora più diretto con la scrittura di Ciabatti, che mescola cronaca e autobiografia mettendo costantemente in scena se stessa nel rapporto con l’antagonista, L’avversario (Adelphi) di Emmanuel Carrère è il libro da leggere. Carrère racconta il caso vero di un uomo che ha ucciso la propria famiglia dopo diciotto anni di menzogne sulla propria identità, entrando in contatto diretto con lui e interrogandosi costantemente sul proprio ruolo di scrittore di fronte all’orrore, esattamente come fa la narratrice di Ciabatti con il suo boss.
Addio fantasmi di Nadia Terranova
Se invece è il filo familiare di Donnaregina ad averti coinvolto di più, il rapporto complicato tra la protagonista e sua figlia, la ricerca di una connessione che sembra sempre sfuggire, Addio fantasmi (Einaudi) di Nadia Terranova racconta il ritorno di una donna nella casa d’infanzia a Messina, dove è costretta a fare i conti con l’abbandono del padre e con il rapporto irrisolto con la madre. Un romanzo che, come quello di Ciabatti, scava nella difficoltà di vedersi davvero dentro i legami più stretti.
La più amata di Teresa Ciabatti
Per chiudere il cerchio, vale la pena tornare indietro nella bibliografia della stessa Ciabatti: La più amata (Mondadori), finalista allo Strega nel 2017, è il romanzo in cui l’autrice ha iniziato a costruire quella voce a metà tra autofiction e confessione che ritrovi in Donnaregina, raccontando questa volta il rapporto con il proprio padre, medico influente e controverso nella Orbetello della sua infanzia.
Se vuoi restare tra i finalisti dello Strega 2026, trovi anche i nostri approfondimenti sui libri simili a I convitati di pietra di Michele Mari, Platone di Matteo Nucci e La sonnambula di Bianca Pitzorno.