Se hai chiuso La sonnambula con la voglia di restare ancora un po’ tra donne che si costruiscono una vita da sole, doni difficili da controllare e società che faticano ad accettarle, ecco cinque libri di autori diversi che si legano al romanzo di Bianca Pitzorno: due restano nella stessa Sardegna di fine Ottocento, altri si spostano tra Cile, Inghilterra vittoriana e provincia americana, ma condividono lo stesso filo conduttore.
Canne al vento di Grazia Deledda
Se ti ha conquistato l’ambientazione, non puoi non tornare alla scrittrice sarda per eccellenza. In Canne al vento (diverse edizioni disponibili, tra cui Mondadori e Feltrinelli) Grazia Deledda racconta il destino di tre sorelle nobili decadute nella Sardegna di inizio Novecento, tra fatalismo, tradizioni popolari e un rapporto strettissimo con la terra. Se in Pitzorno ritrovi la stessa attenzione per le voci femminili di un’isola sospesa tra arretratezza e desiderio di riscatto, qui trovi la fonte originaria di quell’immaginario, raccontata da chi quella terra l’ha vissuta davvero e per questo ha vinto il Nobel.
Accabadora di Michela Murgia
Restando in Sardegna ma avvicinandoti ai giorni nostri, Accabadora (Einaudi) di Michela Murgia racconta Bonaria Urrai, donna che nel paese ricopre in segreto un ruolo temuto e rispettato al tempo stesso: quello di accompagnare i moribondi verso la morte, quando la sofferenza è ormai insopportabile. Come la sonnambula di Ofelia Rossi, anche il ruolo di Bonaria vive in bilico tra sospetto e necessità, tra credenza popolare e solitudine di chi porta un peso che nessun altro vuole portare.
La casa degli spiriti di Isabel Allende
Se il dono di preveggenza di Ofelia è quello che ti ha colpito di più, La casa degli spiriti (Feltrinelli) è la lettura naturale. Isabel Allende racconta quattro generazioni della famiglia Trueba attraverso Clara, una donna capace di vedere il futuro e comunicare con gli spiriti, in un Cile attraversato da sconvolgimenti politici e sociali. Come in Pitzorno, il dono soprannaturale della protagonista diventa lo specchio attraverso cui osservare la condizione delle donne in una società che le vorrebbe sottomesse.
Affinità di Sarah Waters
Per restare nell’Ottocento ma spostarti nella Londra vittoriana, Affinità (Ponte alle Grazie) di Sarah Waters ti porta dentro il carcere femminile di Millbank, dove una giovane volontaria di buona famiglia incontra una detenuta accusata di frode per le sue attività di medium. Tra sedute spiritiche, sospetti di inganno e un’attrazione proibita, il romanzo condivide con La sonnambula la stessa domanda di fondo: quanto, in queste donne capaci di vedere oltre, c’è di vero dono e quanto invece di sopravvivenza inventata in un mondo che lascia loro pochissimo spazio.
Il giardino delle magie di Alice Hoffman
Se invece cerchi un registro più fiabesco e contemporaneo, Il giardino delle magie (Sperling & Kupfer) di Alice Hoffman segue le sorelle Sally e Gillian Owens, cresciute in una famiglia di donne considerate streghe da generazioni in una cittadina del Massachusetts. Qui trovi la stessa sorellanza femminile e lo stesso sospetto della comunità verso donne che vivono ai margini delle convenzioni, raccontati però con un tono più leggero e romantico rispetto al romanzo di Pitzorno. Se vuoi restare tra i finalisti dello Strega 2026, trovi anche il nostro approfondimento sui libri simili a I convitati di pietra di Michele Mari e quello sui libri simili a Platone di Matteo Nucci.