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1968 Accadde che: l’anno della controrivoluzione

Breve viaggio nel 1968, l'anno che cambiò il modo di vedere il mondo e l'arte in tutti i suoi aspetti.

Finalmente è arrivato anche il mio turno di salire sulla nostra macchina del tempo e di fare un salto nel 1968 giusto il tempo di mettere insieme i fatti storici principali e di focalizzare l’attenzione sui libri che sono usciti in quell’anno o che ne trattano tematiche facilmente avvicinabili.

Ho preso da tempo un impegno con te lettore: quello di non tradire mai la mia vocazione alla verità, la mia verità, dettata dalle mie passioni e da tutto quello che muove le mie emozioni. Perciò se è vero che quando ti parlo di un libro ti racconto quello che l’autore smuove nel mio profondo, è altrettanto vero che dovendo fare una ricerca su un periodo storico ben definito, scopo di questa nuova splendida rubrica, sarò felice di accarezzare il fiore che più attira la mia attenzione con il suo profumo: poche parole per la storia e i fatti politici, grande entusiasmo per tutto il movimento di arte e di pop che proprio in quegli anni prendeva forma.

Iniziamo col dire che io ancora non ero nato. Per mettere i puntini sulle “i”.

Basta solo pronunciare “1968” che già ci si rende conto che non ci si trova davanti a un anno come gli altri. Il “sessantotto” è diventato un modo dire, è diventato un identificativo di qualcosa che tende a rivoluzionare. Non serve certo che sia io a ricordarti che nel 1968 si è sviluppato il movimento del sessantotto, una forte aggregazione di massa che andava contro il sistema e contro i pregiudizi socio politici. Un movimento spesso accostato alla sinistra che aveva lo scopo di rendere migliore il mondo attraverso gli ideali della libertà e della pace. Nato negli Stati Uniti per contestare la Guerra del Vietnam ha visto una diffusione su ampia scala mondiale, specie nei ragazzi di giovane età, che manifestavano e contestavano liberamente il loro dissenso verso un sistema che secondo loro metteva al guinzaglio gli ideali per cui l’uomo era pronto ad emanciparsi.

Sull’onda di questa contro rivoluzione anche l’arte ha avuto un nuovo rinascimento e una nuova evoluzione. A parer mio non c’è periodo storico migliore di questo per attingere a pittura, musica, cinema trovando solo capolavori e sopratutto identificando le basi e le fondamenta per tutto quello che è venuto dopo. È in questo anno che si iniziano a conoscere le opere di Roy Lichtenstein e di Andy Warhol, il vero padre della pop-art. Sono figli della controcultura, o forse padri, nomi come quelli di Jim Morrison, Jimi Hendrix, John Lennon, Joan BaezBob Dylan.

Non so a te, ma a me vengono i brividi soltanto a citarli. Tutti nomi che non smetterò mai di ringraziare per aver influito categoricamente a farmi diventare quello che sono oggi.

Ma guardiamo velocemente quali sono stai i più importanti fatti storici di quell’anno: il 4 Aprile a Memphis veniva assassinato Martin Luther King, il grande leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani. Il 5 giugno a Los Angeles veniva assassinato il candidato democratico Robert Kennedy, fratello di John. Restando negli Usa, quell’anno Nixon diventerà presidente.

Per me che sono anche un appassionato di sport, il 1968 è l’anno in cui la nostra nazionale di calcio ha vinto gli Europei, battendo in finale a Roma la Jugoslavia. Se la mia memoria non fa cilecca, quella è stata l’ultima volta che abbiamo alzato la coppa del vecchio continente, e visto che nel 2020 ci sarà una edizione del Campionato d’Europa con alcune partite che si giocheranno anche in Italia, speriamo sia di buon auspicio anche questo ricordo, in questo articolo, per arrivare ad un trofeo che manca davvero da molto tempo.

Restando in ambito sportivo, il ’68 resterà nella storia per le pantere nere, a proposito di ribellione e contro rivoluzione: alle Olimpiadi di Città del Messico, durante la premiazione dei 200 metri piani, gli atleti americani Tommie Smith e John Carlos alzeranno al cielo un pugno chiuso in un guanto nero per porre l’attenzione sulla discriminazione razziale negli USA. La foto di questo gesto è passata alla storia e sicuramente anche tu lettore l’avrai ben presente nella tua memoria.

il libro più bianco dei beatles

Ma veniamo a quello che è per me il motivo d’orgoglio di quell’anno: il White Album dei Beatles. Uno dei dischi più belli di tutta la storia della musica. Per intenderci quello che contiene canzoni come Revolution, While my guitar gently weeps, Obla di obla da e Helter Skelter.

La storia della musica.

Infatti ci sono molti libri dedicati a questo album, e in generale ai fab four, uno di questi è Il libro più bianco dei Beatles di Franco Zanetti. Si tratta di uno scritto recente, edito da Giunti nel 2019. Un libro che raccoglie tutte le canzoni degli scarafaggi di Liverpool e ne racconta i retroscena e le curiosità. Prendendo spunto per il titolo e per la copertina dall’album del ’68 guida il lettore in una straordinaria immersione nel mondo Beatles.

In Italia quello è l’anno di Azzurro di Adriano Celentano e visto che siamo in pieni giorni di Festival di Sanremo trovo doveroso segnalarti che in quell’edizione, vinta da Sergio Endrigo, debuttava come presentatore sul palco dell’Ariston un certo Pippo Baudo, che attualmente è ancora colui che detiene il record di presentazioni al Festival. Tutto questo e molto di più lo puoi trovare nell’Almanacco del Festival di Sanremo uscito a novembre e scritto dal giornalista Marino Bartoletti che proprio recentemente ho intervistato in merito a questo suo nuovo libro. Consentimi, caro iCrewer, anche se mi sto leggermente dilungando, di ricordare un altro grande nome della televisione italiana: Corrado, che proprio nel 1968 debuttava in radio con il programma La Corrida divenuto poi col tempo una icona popolare della cultura italiana.

2001 odissea nello spazio

Il 1968 è anche l’anno di 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, il film considerato il capolavoro assoluto della storia del cinema. Non tutti sanno, però, che contemporaneamente al lungometraggio è uscito anche il libro scritto da Arthur C. Clarke, autore britannico che fu contattato dal grande regista per esporgli il progetto della sceneggiatura del film. I due collaborarono tutti i giorni nella stesura della storia e si può affermare senza dubbio che libro e film sono due splendidi gemelli. Si tratta di un libro, o film, di fantascienza ambientato in un futuro non troppo lontano, che tocca i grandi temi della vita dell’uomo a partire dal suo rapporto con il destino… ma davvero serve che io ti scriva la trama di questo colossal?

Un altro libro da ricordare di quell’anno è Michael Mio di Amos Oz, autore che proprio grazie a questo romanzo si è fatto conoscere in tutto il mondo abbandonando così la sola popolarità israeliana. Importante anche citare il Nobel per la letteratura che nel 1968 è andato al giapponese Yanusari Kawabata.

Nel nostro paese il ’68 viene ricordato per La boutique del mistero di Dino Buzzati, una antologia che raccoglie i migliori racconti scritti dall’autore surrealista.

Ultimo, ma non per ordine di importanza, merita una segnalazione speciale anche il capolavoro di Beppe Fenoglio, Il partigiano Johnny. È considerato uno dei più importanti romanzi della resistenza italiana e del novecento, nonostante l’autore non sia riuscito a pubblicarlo in vita. La pubblicazione ed il titolo vengono attribuiti ai curatori della prima edizione che appunto è stata in quell’anno da parte di Einaudi. Nel romanzo viene narrata la storia di Johnny, un partigiano di stanza nelle Langhe, dalla formazione delle prime bande nel 1944 fino alle imboscate contro gli automezzi fascisti.

Insomma il 1968 è un anno che ha segnato profondamente la cultura del nostro paese.

Io ne sono estremamente affascinato. Come avrai capito lo sono per la imponente aura di movimenti artistici e progetti artistici che l’hanno contraddistinto.

Consentimi di congedarti con una citazione, un breve stralcio del famoso discorso I have a dream che Martin Luther King, come detto assassinato nel 1968,  pronunciò a Washington nel 1963, dimostrando lungimiranza e umanità. Un discorso che trovo ancora oggi clamorosamente attuale:

Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione dove non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per ciò che la loro persona contiene. Io ho un sogno oggi!

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Tu c’eri? Hai vissuto in prima persona quell’anno di rivoluzione? Se si, che ricordi hai? Se no, che idea ti sei fatto?
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