XLove: un amore extra large

Recensione: XLove: un amore extra large, Hanna M., Flora A. Gallert

XLove: un amore extra large, una storia molto carina ed anche significativa

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Xlove: un amore extra large è una storia molto carina, anche significativa, che si legge d’un fiato e che ti fa riflettere su quei canoni di bellezza oggi tanto decantati ed osannati: il famoso dualismo persistente tra essere ed apparire.

Xlove: un amore extra large: uno sguardo alla cover

Lo sfondo della cover è azzurro, quindi un colore che di per sé trasmette serenità, proprio sulla parte destra si intravede una donna, si scorge solo metà del suo corpo: indossa dei calzoncini bianchi, la parte superiore del busto è coperta da un minuscolo top sempre di colore bianco.XLove: un amore extra large

Ciò che salta agli occhi, però, non è tanto questa sinuosa figura femminile, ma il fatto che la stessa si stia misurando il girovita con un classico metro da sartoria: cosa ci vorrà dire questo? Che quello che conta è il fatto di avere un vitino da vespa oppure il contrario?

Samantha Baker è una giovane ragazza londinese, un po’ curvy, ma lei si piace così. Il suo sogno nel cassetto è quello di aprire una pasticceria. Sam, come confidenzialmente viene chiamata, ha anche un ragazzo, Rick, ed un lavoro che, seppur non ama, le dà comunque da vivere. Il destino, però, sembra che voglia metterci lo zampino e la giovane donna – in una sola giornata – vede andare in frantumi, quasi fosse vetro soffiato, la propria vita.

Lei, che non è mai stata amante dello sport e per ragioni dettate dalle vicende poco piacevoli che le sono accadute, incapperà in un personal trainer piuttosto affascinante e dall’apparente arroganza: come dire quando una ragazza con un dolce in mano inciampa al cospetto di un ragazzo per il quale le flessioni sono il suo pane quotidiano… le conseguenze possono condurre a situazioni inaspettate.

Xlove: un amore extra large, quando avere un fisico mozzafiato non è tutto nella vita, quando ciò che conta davvero è quello che tu sei

Il libro si compone di venti capitoli, ciascuno di lunghezza varia. Il linguaggio utilizzato è semplice e scorrevole, la storia viene narrata in modo lineare e si legge velocemente. La narrazione avviene in terza persona e ci fa conoscere le varie situazioni attraverso gli occhi dei protagonisti di modo che sapremo sempre cosa pensano – e come vivono le vicende – gli stessi.

I dialoghi tra i personaggi avvengono in maniera naturale, sprazzi di ironia si colgono durante l’esposizione e ciò rende la storia più accattivante e divertente, naturalmente.

Ho riscontrato qualche refuso, quanto meno nella versione ebook e qualche espressione da sistemare.

I protagonisti sono due: Sam e Mark, ed è su di loro che si concentra la nostra storia, c’è anche un terzo personaggio che assumerà, ad un certo punto della narrazione, un ruolo maggiormente di rilievo. Gli altri soggetti presenti sono ben delineati ed hanno dei ruoli marginali.

Sam e Mark mi sono piaciuti entrambi e per ragioni diverse. Sam è una ragazza che non si fa problemi se il suo fisico non è esattamente filiforme o comunque come quello di una modella, riesce ad esaltare le proprie caratteristiche ed è una persona allegra e positiva.

«Sam iniziò a salire le scale con il suo caffè in mano, allegra e di buonumore quando un altro ragazzo, molto alto, scese le scale di corsa e andò a sbatterle contro rovesciando tutto il caffè sulla sua maglietta nuova, costata anche parecchie ore di lavoro.»

Questo aspetto trattato dalle autrici mi è molto piaciuto; oggi pare di vivere in una società ove la bellezza (fisica) viene prima di tutto: del tuo modo di pensare, della cultura, del tuo modo di essere. Basta veramente poco per sentirsi inadatti se i canoni non sono quelli ricercati, voluti, pretesi. Invece, in questa storia, vediamo la protagonista femminile leggermente in carne  e ciò non rappresenta assolutamente un problema per la stessa, anche se ci saranno momenti nei quali penserà che forse se avesse avuto un altro fisicità, certe vicissitudini non sarebbero andate come, di fatto, sono andate.

Va bene, nel corso della storia subirà dei cambiamenti, ma non vedrà come un dramma il fatto di poter prendere qualche chilo o comunque non idealizzerà mai o sposerà quelle idee di bellezza fisica a tutti costi.

Mark, dal canto suo, è un ragazzo atletico, bello e professionalmente ambizioso; inizialmente ti potrà apparire come il bel ragazzo strafottente che dinanzi a ragazze come Sam si diverte a dileggiarle.

«Mark aveva solo trent’anni e si sentiva nel pieno delle proprie potenzialità, non poteva desiderare una vita migliore o quasi. Aveva aperto già una palestra nel centro di Londra perché lui era anche un personal trainer, aveva una fidanzata top model, Lara, che era bellissima e famosa.»

Invece Mark ti stupirà. Mi sarebbe piaciuto che le autrici avessero dedicato qualche riga in più al rapporto tra i due protagonisti, mi è sembrato che tutto scorresse velocemente.

Ad ogni modo, consiglio di leggere XLove: un amore extralarge per tutti i motivi che ho elencato, ma soprattutto perché ti regala una visione diversa di quella che è la vera bellezza.

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XLove: un amore extra large di Hanna M. e Flora A. Gallert è una storia molto carina, che ci pone dinanzi a quelli che sono i canoni di bellezza, ma al tempo stesso ci fa riflettere e ci fa capire che la vera bellezza non è quella fisica.

Caro lettore, hai letto anche tu XLove: un amore extra large? Cosa ne pensi?

Alessandra Di Maio
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