Stop alla violenza sulle donne

Stop alla violenza sulla donne, stop ai femminicidi

Perché è sempre possibile dire basta... perché fermare la violenza sulla donne si può, tutti insieme...

Stop alla violenza sulle donne: usualmente, il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Questa è una giornata molto sentita, vissuta, un giorno durante il quale un lungo grido silenzioso si eleva sino al cielo a ricordare tutte le Donne vittime di quel mostro assurdo e soffocante quale è il femminicidio o chi per lui.

Questa giornata, però, al tempo stesso prepotentemente ci infonde la speranza che presto ogni singola Donna possa essere veramente rispettata, che presto ciascuna di esse possa liberamente decidere cosa fare della propria vita, senza che nessuno pianti dei paletti lungo il suo percorso e senza il suo consenso, che presto tutte le Donne possano decidere in totale libertà se amare un uomo oppure no, senza poi dover necessariamente pagare a caro prezzo la decisione di aver volutamente interrotto quella storia d’amore o presunta tale.

Stop alla violenza sulle donne: quando l’amore assume tinte rosso sangue

L’amore è quella sensazione di benessere, quella emozione che ti fa guardare con positività alla vita, un sentimento che ti fa battere il cuore sapendo che la causa di questo dolce batticuore è la persona che ti è accanto: quella persona che ti tende la mano nei momenti di bisogno e che è sempre pronta a regalarti uno dei suoi sorrisi speciali per rallegrarti la giornata.

Purtroppo, non sempre l’amore è questo, purtroppo, non sempre la persona che ti è accanto ti tende la mano né ti dispensa sorrisi, semmai la mano te la poggia addosso – e non per carezzarti -, i sorrisi si tramutano in amare lacrime silenziose che rigano il tuo viso e ti senti come se ti mancasse l’aria o come se tu fossi diventata afona.  Allora rifletti, pensi a lui e a com’era diverso, o come pensavi in realtà che fosse, che forse i bei modi, le belle parole erano solo una vetrina che luccica al sole ma che dietro cela solo orrori.

E pensi a quanto sei stata stupida a credergli, pensi a come hai fatto a cadere nella sua rete, pensi di non essere niente, di non valere nulla… d’altro canto te lo ripete sempre anche lui sei solo una buona a nulla, una sgualdrina, non vali niente, guardati: come ti sei ridotta? Ti credi bella? Sei solo buona a pulire e cucinare, vattene, non voglio vederti. Queste ed altre frasi ti si arrovellano nella mente, si rincorrono, fanno a pugni, si affollano come persone in una stanza troppo piccola e hai l’impressione che la tua testa stia per scoppiare.

Eppure pensi che è quasi impossibile che si sia rivelato così. Ricordi quando lo hai conosciuto, la tua ingenua felicità, di come lo hai raccontato a tua madre e alle tue amiche, i ricordi fanno breccia a uno ad uno, dolStop alla violenza sulle donne, Favole da incuboorosi come quegli schiaffi in pieno viso, forti come quelle mani che ti hanno stretto la gola… Ho incontrato un uomo, mi ha sorriso, mi ha detto che ho degli occhi bellissimi, che brillano come le stelle del cielo, mi sono emozionata, mi ha anche fatto ridere, come non mi succedeva da tempo. Mi ha anche offerto la colazione, mi ha detto che vuole rivedermi.

E a quel primo incontro ne è seguito un altro, poi un altro ancora, e lui era sempre più l’uomo perfetto: l’uomo dei tuoi sogni.

Radiosa come non mai, non ti capacitavi della fortuna che ti era capitata, fino a quel fatidico momento intimo, in quel ristorante da sogno in riva al mare, la sua proposta che si infrangeva dolcemente nel tuo cuore  come le onde sulla spiaggia: mi vuoi sposare? Ma certo, certo che sì! Non vedevi l’ora di andare a vivere in quella casa che sarebbe stato il vostro castello, lui il tuo re, tu la sua regina.

Ma si sa, le cose non vanno mai come ce le aspettiamo… spesso ci cuciamo addosso quella felicità forzata, ci ricamiamo su un sorriso che non è il nostro, solo per compiacere gli altri e per far pensare che tutto vada a gonfie vele.

E così, inaspettatamente il tuo re diventa il tuo aguzzino: colui che credevi fosse la fortuna piombatati dal cielo, diventa la tua più grande paura e spesso non solo psicologica. 

Ti ritrovi come se fossi senza via d’uscita, come se fossi in apnea e stessi per terminare l’ossigeno. Spesso ti ritrovi a giustificarlo È successo solo una volta, non accadrà più me lo ha promesso, aveva ragione quella camicetta era troppo scollata o ancora dovevo fargli trovare il pranzo pronto… e credi alle sue vane promesse, alle sue lacrime da coccodrillo, pensi che è davvero cambiato che mai più ti sfiorerà con un dito se non darti una carezza.

E quando succede di nuovo, e di nuovo ti senti una povera illusa, un’ingenua sognatrice che sperava di aver trovato la sua metà della mela. Trovi finalmente la forza di correre via, cercare riparo, chiedere aiuto, ma lui diventa il tuo incubo peggiore, ti pare di vederlo anche quando non c’è, iniziano gli appostamenti, le minacce, ma tu pensi di essere oramai al sicuro o ti mostri forte per le persone che ti stanno accanto.

La verità è che dentro di te la paura alberga costantemente, la verità è che speri che questo incubo abbia finalmente fine, che lui esca definitivamente dalla tua vita, che ti lasci libera… libera di essere te stessa, libera di ridere, libera di sognare, libera di credere che le cose belle esistano davvero.

Stop alla violenza sulle donne: panchine rosse per dire no ai femmincidi, per ricordare ogni Donna, vittima di un amore malato.

Stop alla violenza sulle donne
Panchina rossa, Comune di San Filippo del Mela, Messina

Ti sarà capitato di vedere sparse per le vie della città, o comunque in luoghi di incontro, delle panchine rosse, immagina che su ciascuna di esse ci sia seduta una persona, nella fattispecie una Donna, che ti sorride e che sprona le tante Donne che si sono trovate nella sua medesima situazione, le incita a ribellarsi, a fuggire dalla tana di quello che in tutto e per tutto ha assunto le fattezze di un lupo cattivo, di non credere alle sue illusorie promesse: non cambierà. Mai.

E  mentre tu sarai sempre pronta a credergli, lui prenderà sempre un po’ più potere, di controllo sulla tua vita, sulla tua persona: non permettere che questo accada e soprattutto non pensare che tu sia sola, ci sarà sempre chi sarà pronto ad ascoltarti, ad aiutarti, a tenderti sinceramente la mano per farti uscire dall’incubo.

Le panchine rosse, nate nel 2014, sono state volute dagli Stati generali delle donne, il loro invito è rivolto alla sensibilizzazione di Comuni, scuole, associazioni, tanto che negli ultimi tempi l’Italia si è costellata di tanti puntini rossi sparsi per le città, in un sorta di messaggio volto ad essere tutti uniti in questa lotta alla violenza perpetrata sulle Donne.

Fermare la violenza sulle donne è possibile se urliamo tutti il nostro no!

Perché ogni Donna possa vedere il cielo azzurro e non grigio, il sole splendente e non adombrato da nuvole oscure, perché il cuore di ogni Donna possa sempre battere di felicità e non di paura.

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Ricordiamo insieme questa giornata, stringiamoci per fermare la violenza, uniamoci tutti per dire basta!

Alessandra Di Maio
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