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Sport in book. Andare per silenzi, di Franco Michieli

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Amo perdermi per ritrovarmi…

AFFEZIONATI SPORTIVI HO PER VOI UNA NOTIZIA CHE VI FARÀ CERTAMENTE PIACERE…

Abbiamo deciso, infatti, di aggiungere alle rubriche che solitamente affrontiamo ogni settimana, una rubrica dedicata allo sport e ai suoi autori. A noi della redazione è sembrata subito una idea eccellente. Ogni martedi, vi segnalerò i libri dei vostri protagonisti preferiti, senza distinzioni, dall’atletica al nuoto, al trekking, alle attraversate straordinarie, il rugby, protagonisti del calcio e della formula uno, e se sarà di vostro gradimento, vi consiglierò qualche buon libro di psicologia sportiva e sull’alimentazione. Insomma di tutto di più.

Ho deciso di dedicare il primo articolo, agli amanti delle imprese straordinarie. Mi è venuto subito in mente “Andare per silenzi, edito da Sperling &Kupfer” scritto da Franco Michieli, classe 62, geografo, scrittore, ma soprattutto un grande esploratore e, aggiungerei, permettetemelo, uomo straordinario. E non sbaglio quando dico che le imprese di un certo tipo, così uniche, le possono affrontare, senza dubbio, uomini fuori dal comune, con una grande sensibilità. Probabilmente è il mio pensiero, ma andare per ghiacciai correndo, o attraversare da soli la Lapponia, senza sapere dove arriverai e cosa potrebbe esserci, non è per tutti bisogna avere oltre che coraggio, anche la capacità critica di vedere la vita, totalmente, con occhi diversi.

  • Esplorare significa non conoscere a priori la meta che si raggiungerà o la via che si seguirà” afferma Michieli “Significa vivere il cammino alla giornata, adattandosi piano piano a ciò che s’incontra, osservando le cose dal vivo con calma. Scelte che aiutano a non forzare, a non andare oltre ma che permettono di varcare limiti spirituali”

L’aspetto che più mi ha colpito di quest’uomo, nato e cresciuto sulle Alpi, è la sua semplicità, la sua calma interiore, quel suo modo Zen di vivere la vita, di guardare oltre, di sentire la necessità di scoprire cosa, ancora, la Natura può donare, e di avvicinarsi a lei come il punto di riferimento al quale, tutti, dovremmo rivolgerci, per ritrovare noi stessi. Il suo è un pensiero in controtendenza rispetto la realtà che ci circonda, sempre più virtuale e sempre meno capace di guardare all’essenziale.

Da quasi quarant’anni, lo straordinario esploratore parte per il suo viaggio “nei silenzi del mondo” camminando o scegliendo di correre. Dall’attraversata completa delle Alpi durata 80 giorni, ai Pirenei, alla Norvegia percorsa in 150 giorni, e poi l’Islanda, impresa fatta da giovanissimo e la Lapponia, le Ande, tutte senza l’aiuto di GPS, cartine geografiche, ricetrasmittenti, bussole o orologi. A tracciare la via solo le sue orme e gli uccelli migratori e a fargli compagnia, il rumore degli alberi e gli animali incontrati durante il percorso.

“Per comprendere i nostri limiti,” continua l’autore, “bisogna tornare un po’ più umili, sperimentare le nostre forze, senza protesi tecnologiche o economiche. Entrare nella Natura con pochi mezzi.”

Ascoltando le sue interviste, mi sono resa conto di quanto, tutti noi, in questo mondo così controverso e frenetico, per ritrovarci, avremmo bisogno delle sue verità, di quei silenzi, come più volte ha sottolineato Michieli, che fanno rumore, per non rischiare di sentirci troppo soli in mezzo a tanta gente.

Vi lascio con uno dei video di quest’uomo così unico; sono certa che quando lo ascolterete, anche voi rimarrete in religioso silenzio. Noi ci ritroviamo la prossima settimana con un altro articolo sullo sport tutto per voi!

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