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Grande classico

Spazio ai classici: Cos’è un grande classico e cosa no?

Sappiamo davvero cos'è un grande classico?

Che cos’è il tempo? Che cosa è il potere? Che cos’è l’amore? Che cos’è un grande classico? Quante cose sappiamo ma che se dobbiamo spiegare andiamo in crisi o abbiamo bisogno di un dizionario? Ecco, i grandi classici della letteratura fanno parte di questi termini difficili da definire.

Che cos’è un grande classico? Grande classico

Appena pensiamo a cos’è un grande classico ci vengono in mente la Divina Commedia di Dante Alighieri, Il Decamerone di Giovanni Boccaccio, Il Principe di Niccolò Machiavelli. Ma pensiamo anche a libri come L’ idiota di Fëdor Dostoevskij, a Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen fino ad arrivare ai romanzi di Virginia Woolf. Pensiamo al Diario di Anna Frank e alle poesie di Alda Merini.

Ma conosciamo la definizione? Grande classico

Purtroppo il dizionario ci da una definizione molto approssimativa e poco accurata. Il termine “Classico” ha come etimologia la parola “Classicus” che in epoca romana si riferiva ai cittadini di classe elevata: i nobili, gli aristocratici, i ricchi. Ok, ma adesso in senso letterale? In letteratura un grande classico è quel libro o quel autore che ha raggiunto il “primato”.

Per Italo Calvino un grande classico è un libro “che non ha mai finito di dire quel che ha da dire […] e ci consente di capire chi siamo e dove siamo arrivati”.
Proprio il grande Calvino ha scritto un saggio che parla di cosa sono e perché vadano letti:
Non necessariamente il classico ci insegna qualcosa che non sapevamo; alle volte vi scopriamo qualcosa che avevamo sempre saputo (o creduto di sapere) ma non sapevamo che lʹaveva detto lui per primo […] E anche questa è una sorpresa che dà molta soddisfazione, come sempre la scoperta dʹuna origine, dʹuna relazione, dʹuna appartenenza.
– Italo Calvino
Possiamo definire un grande classico Isabel Allende? J. K. Rowling? Haruki Murakami? Oriana Fallaci? Andrea Camilleri?
Difficile rispondere a questa domanda perché come disse Umberto Eco, un grande classico è “un sopravvissuto, proprio in quel senso darwiniano: sopravvissuto a una selezione”. Questi libri sopravviveranno secondo voi ai tempi futuri?
Insomma i Grandi classici sono come i sentimenti: prettamente personali.
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