Caro iCrewer, come ben sai, da poco si è svolto il Festival Romance italiano a Milano e noi di libri.icrewplay.com non potevamo mancare.

L’emozione è stata fortissima, soprattutto perché ho incontrato una scrittrice che amo molto. Pitti Duchamp, autrice di Arabesco, Lupo di Primavera e Il pugnale e la perla nera ha gentilmente risposto alle mie domande.

  • Tre aggettivi per descriverti

Non possiamo partire da una domanda un po’ più facile? Sono una persona leale, sincerissima fino alla stupidità e anche molto disordinata.

Il disordine a me piace è segno di creatività.

  • Se potessi incontrare te stessa di vent’anni che consigli le daresti?

Le direi di avere più stima in sé stessa e di curare più il suo dentro piuttosto che il suo fuori.

  • I tuoi romanzi sono ambientati in un periodo storico importante in cui l’Europa e l’Italia sono cambiate dal punto di vista sociale ed economico. Secoli comunque difficili. Perché hai scelto questo particolare periodo, cosa ti ha portato a questa scelta?

Tutto sta in un amore letterale, io sono profondamente, visceralmente e carnalmente innamorata di Tomasi di Lampedusa e del Gattopardo che è ambientato in Sicilia in quel periodo storico. Da questo amore è venuto fuori l’attaccamento a questo secolo piuttosto che ad un altro. Veramente mi piacerebbe fare qualche escursione nel 1400, nel 1300, in un Medioevo un po’ fumoso in Toscana nei suoi castelli meravigliosi, però adesso sono molto legata al 1800 italiano.

E io ti ringrazio perché mi hai fatto apprezzare questo periodo storico che non conoscevo.

  • Quanto c’è di te nelle protagoniste dei tuoi libri?

Ahimè! Secondo me niente, secondo gli altri tutto. Per me niente perché io scrivo di getto e dopo la prima stesura ci si mette a tavolino e si stabilisce per ogni personaggio un codice di comportamento, un modo di parlare, un modo di esprimersi, un modo di essere, un carattere. Io sono sempre convinta di dare ai miei personaggi un carattere diverso dal mio. In realtà mi rendo conto che un po’ di cose di me le metto sempre nei miei personaggi, inconsapevolmente però. Quindi mio malgrado dico: in ognuno c’è un pezzettino di me.

  • Delle tre protagoniste femminili, tra Alida, Francesca e Giovanna, a mio avviso, quella che è cambiata, è cresciuta e che ha formato di più il suo carattere è Giovanna. Alida e Francesca erano già ben delineate, mentre Giovanna ha avuto un percorso di crescita diverso dalle altre. 

In realtà il perché è da ritrovare nel tempo. “Il pugnale e la perla nera” comincia quando Giovanna ha diciassette anni, è una ragazzina con una personalità già complessa ma completamente da formare. La ritroviamo quando è più grande a 25 anni, ha subito e ha vissuto tanto, tanto dolore, tanta gioia, tanto di tutto. Per cui ha un arco di trasformazione più lungo, più complesso, più completo delle altre, perché l’arco temporale è più ampio.

  • Il personaggio che hai creato a cui sei più legata?

Il principe Filippo. Io sono innamorata di Filippo, mi sono innamorata di lui descrivendolo, è cresciuto piano piano, durante le pagine prendeva sfumature sempre diverse, è un personaggio complessissimo, pieno di contraddizioni, pieno di tutto e di niente, pieno di generosità e di egoismo, pieno di slealtà ma anche di grande senso del dovere.

  • Per l’Arabesco, Lupo di primavera e Il pugnale e la perla nera abbina tre emozioni

Per l’Arabesco più che un’emozione è uno stato d’animo, il patriottismo. 

Il Lupo di primavera è molto severo, perché il giudizio che Francesca dà di Sebastiano molto spesso è severo. Lei pretende tutto e lo pretende senza vie di mezzo.

Per Il pugnale e la perla nera sicuramente è la passione.

  • Hai progetti futuri? Stai lavorando a qualche nuovo romanzo?

Sì, per l’estate uscirà un contemporaneo con Dri Editore. Sicuramente uscirà uno storico sempre con Dri Editore alla fine dell’anno inizio anno prossimo e spero nel frattempo di mettere un altro mio self storico, forse un’escursione nel Medioevo.

Bene, io l’aspetto con ansia, perché mi piace molto.

Grazie a Pitti Duchamp per aver risposto alle mie domande.

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