Sogni di carta: Intervista a Desy Icardi

Una donna tutta da scoprire

Lettori di Icrewplay, udite udite!! Tranquilli amici, la testa ancora mi funziona, è che oggi mi sento un pò menestrella e come i piccoli giullari che, saltando e cantando, annunciavano al loro re, gli artisti o i ballerini, vi annuncio che sono, finalmente, riuscita ad intervistare Desy Icardi!!  Ricordate?? L’autrice di “Tacchi e Taccheggii”, romanzo molto divertente, la storia delle due donne ladruncole che si ritrovano, chiuse, in un supermercato? Bravi!  Ricordo molto bene il libro e vi assicuro che è davvero simpatico ma Desy Icardi non è solo scrittrice, è davvero molto altro… sono certa che vi piacerà ascoltarla e conoscerla meglio.

1) Scrittrice, regista, dal’94 attrice di teatro, commediografa, autrice comica, quante cose le piace fare… ma qual è quella in cui si sente più a suo agio?

Ognuna delle mie esperienze è collegata a quella precedente, mi piace immaginarle come Matrioske, l’una dentro l’altra ma indipendenti tra loro: recitare mi ha portato a scrivere testi teatrali, i copioni mi hanno condotto alla regia e al cabaret (che poi è una miscellanea di scrittura, recitazione e regia) e lo scrivere monologhi di cabaret mi ha portato alla narrativa umoristica. Non ho mai cambiato direzione per fare qualcosa di più congeniale, semplicemente, ho seguito il percorso che si delineava spontaneamente sotto ai miei piedi, ecco perchè non posso dire di avere un’attività preferita.
Alcune volte, il passaggio da un “universo” all’altro è stato trasversale, altre più diretto, come nel caso di “Tacchi e taccheggi”(Buendia Books edizioni) che prima di diventare un libro è stata una commedia teatrale.
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2) Quando ha scoperto questa sua poliedricità?

Quando alla domanda “cosa fai nella vita?”, ero costretta a invitare l’interlocutore a sedersi! Scherzi a parte, non sono davvero poliedrica, le mie passioni sono soltanto tre: la scrittura, l’umorismo e la recitazione. La combinazione di due o più di questi elementi può generare “prodotti” molto diversi tra loro, dal romanzo, allo skech teatrale, sino ad arrivare alla pubblicità.

 

3) Da cabarettista comica, ha sempre impreziosito i suoi lavori con humour e allegria, fa parte del suo carattere?

L’humour si, l’allegria sempre.Temo di avere un’indole tragicomica, sono più musona di quanto si possa sospettare.
3) Nei suoi libri, da Le profumiere, a Dove scappi? per finire alla riedizione di Tacchi e taccheggi, il comune denominatore è sfogliare l’animo umano, studiare i suoi aspetti e le reazioni rispetto agli eventi della vita, in questo caso, delle donne. E’ così?
Questo è ciò che percepisce il lettore, io non mi pongo l’obiettivo di indagare l’animo umano, troppa fatica! Mi limito a osservare la realtà e rilevarne le contraddizioni e gli aspetti intriganti. Parlo spesso di donne, ma non esclusivamente, perchè ritengo che si debba scrivere di ciò che si conosce bene, ed essendo io una donna, mi sento ferrata in materia.

 

4) A quale tipo di pubblico pensa di rivolgersi?

So che i miei libri attirano, prevalentemente, le lettrici, ma non è soltanto a loro che mi rivolgo. Il mio lettore ideale è ironico e onirico, due parole che per significato e assonanza stanno molto bene insieme.

5) A proposito di Tacchi e Taccheggi, libro estremamente divertente, le donne sono tutto tranne quello che dicono di essere, con un finale che ricorda  Bonnie and Clide o Thelma e Louise… donne coraggiose e fuori dagli schemi… un po’ come lei?

Tutt’altro, io negli schemi ci sguazzo, anzi, talvolta prendo uno schema e lo sminuzzo in tanti sotto schemi: sono una maniaca del controllo! In ogni caso, credo che stare fuori dagli schemi sia pressocchè impossibile: uscendo dagli schemi si va ad infoltire lo schema di chi vive (o crede di vivere) fuori dagli schemi.

6) Ci sono autori che preferisce e alla quale si è, in qualche modo, ispirata?

L’idolo della mia adolescenza è stato Stefano Benni, a vent’anni adoravo Pennac e oggi ammiro la prosa onirica di Angela Carter. Ho anche un grande amore per i classici, ad esempio io adoro Honorè de Balzac e la sua Commedia umana.

 

7) Lei ha dichiarato che le piace “partorire” sempre nuove idee, nuovi progetti, cosa ha in serbo, nel cassetto pronto ad uscire?

Davvero l’ho dichiarato?, Non ricordo, ma, in effetti, è vero, anche se non userei il termine “partorire” che evoca dolore e fatica. Scrivere romanzi, commedie o qualunque altro testo non è una sofferenza nè una fatica, almeno in prima stesura. Sono mille revisioni a essere non dico un parto, ma quanto meno un lungo travaglio.

La mia ultima creatura per continuare a utilizzare la terminologia ostetricia, è una commedia scritta per una compagnia teatrale di Asti, chiamata Fuori di quinta. Sei anni fa gli attori di quella compagnia assistettero ad uno spettacolo di cui io ero l’autrice, e mi chiesero di scrivergli una commedia. Nacque cosi” Vengo a vivere da te”, una commedia ridanciana nella quale i figli cercano di emanciparsi e i genitori di trattenerli. Quest’anno, forse, complice la moda dei sequel che sta dilagando tra le serie tv, mi hanno commissionato una seconda commedia che, pur indipendente dalla prima, ne fosse l’ideale continuazione. La nuova commedia si intitola “Torno a vivere da… me (se mi riesce)” e questa volta saranno i genitori a volersi liberare dei figli, per recuperare la propria indipendenza.

 8) Se dovesse scegliere, cosa consiglierebbe di leggere ai nostri amici di Icrewplay

Vi suggerisco di visitare “Patataridens” il mio blog dedicato alla comicità, dove troverete una rubrica dedicata alle autrici ironiche. Il mio blog non offre soltanto consigli letterari, ma parla di comicità femminile in tutte le sue forme: teatro, cinema, serie tv e cabaret.Si possono, inoltre trovare brevi racconti o articoli comici su più svariati argomenti.

Fateci un giro, cari lettori di Icrewplay, e grazie per l’ospitalità!

Grazie a te Desy, da parte mia e da parte di Icrewplay, e mi raccomando, anche tu, se non hai un libro da leggere sottomano , vienici a trovare, te lo consiglieremo noi!!!

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Donatella De Filippo
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