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Un bel giorno ti accorgi che esisti, che sei parte del mondo anche tu.

Non per tua volontà e ti chiedi chissà siamo qui per volere di chi.

Il re leone

 

Cenzie Loparco e La Mano

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Cari iCrewers è un piacere per me presentarvi la protagonista di oggi: Cenzie Loparco. Scrive da solamente due anni, anche se la sua passione per la scrittura risale a quando era bambina, ma lascerei a lei la parola.

Cara Cenzie ci racconti chi sei?

Salve a tutti e grazie per l’ospitalità! 

Il mio nome è Cenzie Loparco e sono un’autrice italo-olandese. Vivo in Basilicata con la mia famiglia e dopo aver lavorato per anni negli uffici del personale di un’industria metalmeccanica, mi sono concentrata sugli affetti e sulle mie grandi passioni.

Prima fra tutti la vita nella sua stupenda unicità.

Come è nata la tua passione per la scrittura?

Mi sono avvicinata alla scrittura da quando ero una bambina, intervallando questa attività a lunghi periodi di riflessione.

Ho deciso di confrontarmi con un vero pubblico soltanto da un paio di anni. Mi hanno spronato amici e familiari. Sono infatti una persona molto riservata e fare questo passo è stato un meraviglioso traguardo.

Quali sono le tue passioni?

Oltre ad amare la scrittura, adoro leggere spaziando dalle biografie ai grandi classici, non disdegnando storie romantiche e gialli, anche se le mie letture preferite sono di tipo horror, avventura e azione.
Da poco ho iniziato a studiare chitarra e la cosa mi appassiona parecchio. Mi piace anche viaggiare, andare alla scoperta di posti sempre nuovi e stimolanti che possano farmi crescere.

Ma in questi due anni ne hai scritte di opere…

Ho collaborato a diverse raccolte di racconti.

Mi sono cimentata in una storia gotica con Chi di spada ferisce, di spada perisce edito da Lettere Animate per la collana Buio, per passare a un viaggio nello spazio dal sapore fantascientifico con Dalla sera alla mattina, che è stato pubblicato nell’ebook Io scrivo per voi, i cui proventi sono andati ai terremotati di Amatrice.

Nel racconto La perquisizione, racchiuso all’interno dei Racconti fuori tema a cura di Paolo Pagnini, ho ripercorso un fatto realmente accaduto alla mia famiglia durante la seconda guerra mondiale e in Luce riflessa, all’interno di Racconti senza spine, osservo con molta semplicità e un pizzico di ironia, ciò che accade a una donna che prende troppo seriamente il suo ruolo di madre.

Infine, last but not least, ne Il professore, che fa parte della raccolta Io me lo leggo 2 a cura di Monika M. writer blog, ho rappresentato una storia comica dal retrogusto un po’ amaro.

Attualmente sto revisionando una raccolta di racconti tutta mia, che spero di pubblicare nei prossimi mesi e sto scrivendo un thriller paranormale.

Ci parli della reale star di oggi: La Mano…

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Ho pubblicato il mio romanzo d’esordio dal titolo La mano, con la casa editrice Lettere Animate nel 2016. Si tratta di un giallo che ha per protagonisti quattro ragazzini ed è ambientato nei luoghi che conosco meglio, quelli della mia terra.

No! No! Non girovagare! Sai che voglio scoprire di chi è la mano nella cover!

La mano della cover è un po’ la guest star del mio romanzo. Il personaggio secondario senza il quale non ci sarebbe la storia.

In realtà la mano appartiene a mia figlia Giulia, che si è gentilmente prestata al mio set fotografico. Spesso trovo delle cover accattivanti che non hanno assolutamente nulla a che vedere con il contenuto del romanzo che rappresentano. Una specie di imbroglio.

In questo caso invece ho voluto dare al lettore un indizio di ciò che avrebbe trovato nella mia storia. L’elaborazione grafica è merito della mia casa editrice, che è riuscita a cogliere esattamente ciò che desideravo.

Ci lasci la sua sinossi?

In una rovente mattina di un’estate lucana, quattro amici decidono di andare in escursione al bosco delle rose.Ciò che doveva essere un’avventura divertente, si trasforma ben presto in un incubo inquietante, quando il gruppo scorge una mano con un anello particolare spuntare dal terreno.

Dopo una fuga iniziale, uno di loro, Salvo, ritorna sui propri passi, recandosi dai carabinieri guidati dal maresciallo Nisticò. Quando gli uomini dell’Arma lo accompagnano sul luogo del macabro ritrovamento, scoprono però che della mano non vi è traccia. Per Salvo iniziano i guai e solo l’appuntato Gargiulo sembra volergli dare credito, indagando per conto proprio.L’unico indizio è quell’anello particolare che appartiene a una sorellanza universitaria americana…

La domanda ora mi sorge spontanea: cosa provi quando cammini in un bosco?

Un senso di serenità e di appagamento. Il contatto con la natura mi aiuta a fermarmi e a riflettere sul senso della vita. Le nostre esistenze sono sempre più frenetiche; andiamo perennemente di corsa, all’inseguimento del tempo che non basta mai. Gli alberi, il verde, la natura, il silenzio, hanno il potere di ridimensionare le mie priorità, facendomi godere l’attimo.

Qual è la tua paura più grande?

La mia paura più grande è la malattia e quindi la sofferenza. Ho il terrore che un giorno debba dipendere dagli altri, rendendo la loro vita triste. Tremo all’idea di lasciare prematuramente i miei figli.

Come l’affronteresti?

Bella domanda… alla quale sinceramente non so bene cosa rispondere. Per amore, cercherei di trovare un modo per pesare quanto meno possibile su chi mi è accanto.

Quale immagini possa essere il futuro dei libri?

Credo che il futuro del libro sia già stato scritto e che poco alla volta verrà rivoluzionato. Un po’ come è accaduto nel mondo della musica dove gli amati Lp della mia giovinezza sono stati progressivamente soppiantati dai cd e dagli mp3.

Nella nostra era digitale, la carta stampata verrà sostituita dagli ebook e da un punto di vista ecologico non è un male. Penso che tra un po’ di anni l’offerta si allargherà e magari al lettore si darà la possibilità di interagire direttamente con i romanzi, attraverso l’utilizzo di programmi e dispositivi particolari con cui creare scenografie, dialoghi, finali alternativi e chi più ne ha, più ne metta!

Personalmente continuo a preferire i libri in versione cartacea; poterli toccare con mano, sfogliarli, piegare la parte superiore della pagina per mettere il segno, annusarne l’odore non ha eguali, ma in futuro ce ne faremo una ragione.

Devo dire che la tua idea di app che consentano ai lettori di interagire con i romanzi mi piace proprio. Ti saluto cara Cenzie, e come dico sempre:

IN ALTO I NOSTRI CUORI!

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