L’amore è molto simile a una tortura o a una operazione chirurgica.

Anche se i due amanti sono molto innamorati e colmi di reciproci desideri, uno dei due sarà sempre più calmo o meno invasato dell’altro.

«Quello, o quella, è l’operatore, ovvero il carnefice; l’altro, o l’altra, l’assoggettato, la vittima».

Charles Baudelaire

 Andy Ben e il fascino del carnefice

Cari iCrewers, per la rubrica Sogni di Carta ho il piacere di presentarvi lo scrittore Andy Ben. Sono molto soddisfatta di questa intervista, visto che Andy Ben è il primo scrittore di thriller che ho avuto il piacere di intervistare.

Inizierei subito presentandovi la sua Biografia:

Andy Ben inizia la sua avventura come scrittore con “Ti ho scritto una mail”, edito da Gruppo Albatros – Il filo, nel novembre 2010. Prosegue poi, nel 2015, con il primo capitolo di quella che è diventata la fortunata “Serie Montorsi”. Essa, è composta dal cruento Squarcio e dall’affascinante Cruore (2016), editi entrambi da Lettere Animate.

Per concludere, nella Biografia di Andy Ben possiamo trovare anche un racconto, dal titolo “Il mio ultimo giorno” che appare nell’antologia Buio (Storyteller), edita da Lettere Animate, nel 2015.

Caro Andy Ben ti va di presentarti? Immagino che Andy Ben sia uno pseudonimo?

Buon giorno a tutti è un piacere essere qui. Confermo: Andy Ben è lo pseudonimo di Andrea Calvi.

Sono nato a Milano il 10 dicembre del 1972, mi sono diplomato come perito in elettronica e, in seguito, laureato in Ingegneria Elettronica.

Lavoro come progettista hardware e firmware nel ramo dell’automazione industriale, ma ho anche lavorato nel settore ferroviario, avionico militare e automotive (n.d.a. detto così non si capisce un cavolo ah ah ah ah!! Più semplicemente progetto schede elettroniche, ovvero dai cellulari all’elettronica degli aerei).

Complimenti! Non solo i tuoi romanzi,
ma anche il tuo lavoro mi mette i brividi.

Hai un’altra passione oltre la scrittura?

Tra il 1988 e il 1990, insieme a diversi amici, ho fondato la Pop Band I Bionici. Suonavamo cover e pezzi nostri, tra cui Ragazza e Ragazzo disperato, di cui ho scritto e/o arrangiato i testi, sotto lo pseudonimo Andy Ben. Da allora lo uso per tutto ciò che riguarda la mia sfera artistica.

La scrittura e la musica si possono considerare le mie due passioni. Poi ho un altro hobby che seguo assiduamente fin da quando ero giovanissimo: i Bonsai. Sono anche iscritto al primo anno della famosa Università del Bonsai.

Come è iniziata la tua avventura da scrittore?

A posteriori, non riesco a individuare un vero e proprio momento in cui ho detto: “adesso mi metto a scrivere un romanzo”. Mi è venuto veramente naturale.

Probabilmente, l’esperienza di buttare giù testi di canzoni mi ha stimolato. Comunque è una cosa che è maturata nel tempo: fai conto che ho iniziato ad avere l’idea di scrivere THSUM nel 1997 o giù di lì, e ci ho messo oltre 10 anni per trasformare l’idea in qualcosa di concreto.

Cos’è THSUM?

THSUM è una storia pseudo-biografica decisamente rosa, ma è l’unica storia rosa che ho scritto.

Io adoro i gialli/thriller, diciamo anche mistery, tendenti all’horror e, in seconda battuta la fantascienza.

I miei gusti si sono decisamente ribaltati con l’età: da giovane leggevo solo Asimov, Benford e qualsiasi cosa fosse pubblicato da Editrice Nord o fosse della collana Oscar fantascienza di Mondadori. Poi mi è capitato in mano qualche King e soprattutto Agatha Christie e mi sono orientato principalmente in questa direzione.

Hai citato dei grandi autori. Ce n’è uno in particolare che ti ha ispirato?

Adoro quasi tutto ciò che è considerato storico o cult nel paese del Sol Levante: maestri del calibro di Katsura, Nagai, Takahashi, Miyazaki, Toriyama. Apprezzo anche qualcosa di nuovo.

Ma nulla di tutto ciò ha mai ispirato un mio personaggio. Sicuramente le letture adolescenziali influenzano il mio modo di scrivere, quindi se dovessi cercare una qualche ispirazione inconscia, credo che proverei probabilmente dal mondo di Dylan Dog.

Vuoi spiegarci cosa significa il titolo del tuo romanzo Cruore?

Sui titoli dei miei romanzi sono piuttosto contorto. Però, per quanto riguarda la Serie Montorsi, mi sono dato la regola di esprimere tutto in un’unica parola. Cruore è un latinismo (usato pochissimo), consistente in un altro modo di dire sangue. O meglio, quest’ultimo si dovrebbe usare riferendosi al sangue che scorre nelle vene, mentre cruore è quello che scorre fuori dalle vene: è una finezza. Comunque cruore è sicuramente molto più originale, e forse accattivante, di sangue. Quindi  l’ho scelto così.

Le cover dei tuoi romanzi sono molto impressionanti come le hai scelte?

La chicca è che due cover su tre le ho scelte io.

Quella di THSUM è stata editata dal grafico della CE, ma la foto originale e gli effetti sono stati fatti da un amico fotografo a cui avevo spiegato cosa fare (me la cavo con le foto, ma lui lo fa di professione ed è veramente bravo, pure con photoshop). Quella di Squarcio è stato un colpo di genio della CE: me ne sono innamorato subito.

Per Cruore invece è stato più complicato: mi era stata proposta una cover che proprio non mi piaceva, però sono riuscito a trovare lo spunto giusto e la CE mi ha assecondato.

Hai un sogno nel cassetto?

Sogni, sempre tanti, soprattutto relativi ai miei hobbies. Progetti letterari… beh sì, c’è in cantiere il 3° volume della “serie Montorsi”… ma i miei cantieri sono molto lunghi. Per ora, forse, ho deciso il titolo, ho impostato la trama, scritto l’incipit e 2-3 capitoli: sarà piuttosto onirico e…

… basta altrimenti svelo troppo!

Hai un concerto che ti è rimasto nel cuore?

Ricordo in modo piacevole il mio primo concerto: 15 anni… una ragazza… che mi diede buca… i Bon Jovi.

Poi seguirono Carboni, Bowie, Litfiba, Scorpions, Zero, Subsonica, Subsonica, Subsonica e… Subsonica: li seguo da quando non erano nessuno e li adoro.

Ultimamente, mia moglie mi ha trascinato al concerto di Jovanotti, allo stadio. Premesso che non mi piace Jovanotti, devo però ammettere che è un “animale da palcoscenico” come Pelù e Zero.

Il mio legame con la musica è piuttosto forte. Come ti ho detto prima, la “carriera” di Andy Ben parte da lì e, quando possibile, non perdo occasione di citare qualcuno nei miei romanzi.

Per darti un’altra anticipazione, il nuovo giallo è ispirato dai Lacuna Coil e dagli Edguy. Quindi, come puoi capire, ho dei gusti piuttosto eclettici: anche se prediligo il rock e la musica elettronica, non disdegno Bach.

Nell’augurare Buona Fortuna a Andy Ben vi saluto e vi ricordo che la nostra prossima intervista sarà dedicata al primo volume della Serie Montorsi, Squarcio e quindi avremo il piacere di avere ancora Andy Ben con noi!!

Ciao a tutti e come dico sempre:

In alto i nostri cuori.

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