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sin sentido

“Sin sentido”, ecco la nostra recensione del libro di Sabrina Tonin

Un tuffo nel passato senza annegare nei ricordi

Oggi parliamo di Sabrina Tonin e del suo romanzo d’esordio intitolato Sin Sentidoedito da Elison publishing.

“Estrella, stella mia, ecco a te un cuore perché il cuore porta sempre sulla strada giusta, un violino perché dove è la felicità si sente il suono di un violino, ed una casa perché la meta è una casa che ti accoglie, dove a comandare è sempre il cuore, dove si sente l’eco di un violino. Se la tua strada sarà quella che stai percorrendo ora, io starò al tuo fianco.”

Sin Sentido. Un aspetto della società spagnola durante la Seconda Guerra Mondiale

Prima di recensire il libro vorrei parlare un attimo del titolo; non è difficile intendere il suo significato; queste due parole potremmo tradurle come “senza senso”, ma anche “assurdo” e “insignificante”. Ecco sì, soffermiamoci su quest’ultime due. E’ assurdo come l’uomo possa essere così crudele e malvagio, è assurdo come possa aver fatto cose che nemmeno gli animali fanno. Mi riferisco alla deportazione della Seconda Guerra mondiale, mi riferisco al rastrellamento e la persecuzione degli ebrei e di come si possano esser sentiti schiacciati dalla società del tempo, considerati “insignificanti”, trattati peggio delle bestie, quando non sono altro che esseri umani come noi.

Ma torniamo alla storia di Estrella e di Sin Sentido – Senza Senso

sin sentidoEstrella è una giovane ebrea nata nella casa del primo Rabbino di Toledo. Si innamora di un giovane cristiano che frequenta l’Accademia dell’Alcazar, per lui abiura la sua religione e va verso una nuova vita a San Sebastiàn nel Golfo di Biscaglia, terra basca già scossa da moti indipendentisti.

Si troverà coinvolta in una guerra senza senso, una guerra tra fratelli, la Guerra Civile spagnola che dividerà il paese in due. Nel tentativo di sottrarre i figli allo strazio di una guerra emigrerà in Francia. Scappata dal conflitto fratricida, si ritroverà nell’uragano di un’altra battaglia, la seconda Guerra Mondiale.

Come disse Forrest Gump: “La vita è come una scatola di cioccolatini… non sai mai quello che ti capita“; ed è proprio vero… per un errore commesso da lei stessa, Estrella finirà la sua esistenza lontana dalla terra per cui ha lottato e per la quale ha perso un figlio, ma tornerà a casa sospesa nel vento come cenere uscita da un camino, per posarsi sulla terra che le ha dato la vita.

Considerazioni personali

La lettura di Sin Sentido è scorrevole, il linguaggio è semplice e fluido, non ci sono termini complessi e i periodi sono corti senza troppe subordinate; inoltre la scrittrice va dritta al punto senza fare troppi giri di parole. Il romanzo è  breve, circa cento pagine, ma pesa quanto un macigno per il significato al suo interno e per la storia che racconta.

Sono stata con gli occhi incollati alle pagine; la storia cambia in pochi attimi e gli eventi si susseguono così velocemente che alla fine  sono rimasta cinque minuti buoni a guardare il PC che segnalava che il libro fosse terminato, ero incredula, non ci volevo credere e dovevo metabolizzare il tutto…

Perchè dovreste leggere questo libro?

L’ideologia ancora oggi crea scontri e difficoltà. In questo caso, in Sin Sentido, vengono raccontati con la sensibilità di una donna diventata madre che vive sulla propria pelle tutte le contraddizioni di questo sentimento umano. Un racconto effettuato tramite parole semplici  le quali arrivano dritte al cuore e che fanno più male di lame affilate.

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Per concludere, non posso fare altro che consigliare questo libro; una storia che tocca il cuore e che fa riflettere molto. All’interno del romanzo ci sono molti temi su cui ci si dovrebbe soffermare come il tema dell’odio, ad oggi, purtroppo, molto diffuso oppure il tema del rastrellamento del quale si parla sempre troppo poco.

I pochi sopravvissuti a questo abominio ci stanno lasciando e c’è sempre più gente che non conosce questo termine, gente che continua a negare l’esistenza dei campi di concentramento e di quello che accadde settant’anni fa, quando invece si dovrebbe ricordare sempre, tutti i giorni, sperando di non sentire più in futuro di errori come questi.

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