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Sport in book: Sara Gama “La mia vita dietro un pallone”

Sara Gama, centravanti della nazionale azzurra di calcio femminile, si racconta nella sua autobiografia

Sara Gama
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A breve in pubblicazione

  • Cover reveal: Hot in kilt di Michela Piazza e Pamela Boiocchi sarà pubblicato alle 12:00 del 28.09
  • Recensione: Non essere cattiva, di S. E. Lynes, Newton Compton editori sarà pubblicato alle 14:00 del 28.09

Di Sara Gama ti ho già parlato in un mio articolo dedicato al calcio femminile. Il periodo era quello che io definirei “storico” per l’esclusione della nazionale maschile dai mondiali di calcio. Un momento buio del calcio italiano. È stato difficile accettare di essere “fuori dai giochi” soprattutto per la tradizione che ha visto l’Italia del calcio da sempre e comunque protagonista. Nella delusione generale l’impresa delle azzurre ai mondiali in Francia del 2019 ha smorzato le critiche degli scettici dando lo spazio giusto ad un settore da sempre dietro le quinte. Ammetto che lo smacco è stato enorme!

Sara Gama, un grande capitano

ara Gama capitano nazionale femminile di calcio

Al contrario degli uomini, la nazionale femminile di calcio è entrata di diritto tra le più grandi del mondo e lo schiaffo morale, a chi di questo mondo non si è mai curato, si è sentito, eccome. Finalmente le abbiamo scoperte. Donne grintose, fortemente motivate, determinate ad occupare il meritato posto al sole da sempre oscurato dalle imprese maschili.

A guidarle due donne importanti, entrambe legate da un forte valore simbolico. Milena Bartolini, ex giocatrice e ora commissario tecnico della prima squadra e Sara Gama il suo grande e incredibile capitano!

Un compito difficile di cui conosco bene il significato. Ho avuto anch’io il privilegio e l’onere di ricoprire questo ruolo. Vuol dire “fare spogliatoio”, essere di esempio, moderare gli animi, motivare, comprendere gli stati d’animo. Al tecnico è affidato il compito di selezionare, circondarsi di elementi adeguati alla situazione, a un capitano il compito di aggregare, mantenere vivo l’agonismo giusto. Un capitano è colui che sostiene nel momento di difficoltà, redarguisce gli eccessi, esulta per il risultato raggiunto. Aiuta a comprendere quanto le sconfitte siano spesso più importanti  delle vittorie, che i risultati si ottengono con sacrifici, impegno e tanta correttezza.

Sara Gama è tutto questo! Una guerriera da cui prendere ispirazione! Non solo sul campo. Qualche numero social? Giusto per usare un punto di riferimento generale. Ha più di 130 mila followers su Instagram e nel 2017 è stata inserita nella classifica Top 50 delle calciatrici mondiali. Il 5 febbraio scorso, è stata inserita nella Hall of fame del calcio italiano. È un riconoscimento che la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e la Fondazione Museo del Calcio di Coverciano assegnano ogni anno con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio, la storia e i valori del calcio italiano.

Sara Gama

Hai voglia di conoscerla meglio? Giunto a questo punto mi sembra doveroso…

Devi sapere intanto che, è nata sotto il segno dei Pesci come canta il bravo Venditti! Ha visto la luce a Trieste il 27 marzo del ’89 dall’unione tra il padre di origini congolesi e madre italiana.

Comincia a giocare a calcio all’età di sette anni, le prime esperienze le vive nello Zaule e nella Polisportiva San Marco di Villaggio del Pescatore prima di passare al Tavagnacco dove inizia a farsi conoscere al grande calcio. Nel frattempo si laurea in Lingue e Letterature Straniere all’Università di Udine e non mi ha sorpreso leggere che attualmente è Presidente della  Commissione federale per Sara Gamalo sviluppo del calcio femminile in Italia.

Sara sa di essere diventata un personaggio. Lo ha compreso quando l’americana Mattel, la multinazionale che costruisce la mitica Barbie, si è interessata a lei. Nel 2018, infatti, l’ha considerata una delle diciassette donne ispiratrici della collezione speciale “Shero”, dedicata ai modelli femminili per le generazioni future. Oltre lei la collezione include personaggi come Frida Khalo, Ashley Graham e tante altre. In un mondo che ha bisogno di essere valorizzato e guardato con occhi diversi, il capitano della nazionale e della Juventus, ha accettato l’invito della Nike e della Head & Shoulders, come testimonial delle loro compagne pubblicitarie.

Essere il capitano della nazionale significa anche avere i riflettori puntati ogni istante e ricevere a volte offese gratuite per il colore della sua pelle. La scelta è soccombere o andare avanti a testa alta…

Non si diventa guida perché lo decidi tu, sono gli altri che ti scelgono.

Dai il massimo, diventi un esempio, non esiste altro segreto.“„

Sono felice dei mondi che mi attraversano. La mia famiglia è metà istriana, ho sangue misto: croato, congolese e il risultato è che sono italianissima.“

Un’altra impresa importante Sara l’ha compiuta scrivendo la sua autobiografia. La mia vita dietro un pallone  edito dalla De Agostini racconta la sua vita e la sua passione per il calcio, le sue vittorie, l’esperienza della nazionale.

Sara Gama La mia vita dietro a un pallone

Sara ama il calcio più di ogni altra cosa. Da piccola, quando non è a scuola, passa tutto il tempo libero tirando calci a un pallone. I Topolini di Barcola, sul lungomare di Trieste, sono il suo campo da gioco preferito, e ogni volta che la palla finisce in acqua lei e i suoi amici ne approfittano per esibirsi in una gara di tuffi a clanfa…

È l’unica femmina in una squadra di maschi, ma non si sente strana né fuori posto. Tra bambini, se ti impegni e ci metti passione, ti guadagni facilmente l’amicizia degli altri.

In una cosa però Sara è diversa dai suoi compagni: non sogna, da grande, di fare la calciatrice. Perché, in quegli anni, il calcio femminile è così nascosto da risultare quasi invisibile, ed è difficile immaginare qualcosa che sembra non esistere…
Capitana della Nazionale che ha disputato i Mondiali di Francia 2019 conquistando milioni di tifosi, e della Juventus, tra i primi club ad acquisire un titolo di Serie A femminile, Sara ci fa battere forte il cuore ripercorrendo sin dai primi passi la sua incredibile avventura, l’amore per questo sport, le sfide, le partite, le vittorie e le sconfitte che hanno scritto la storia nel momento magico del calcio femminile italiano.

E ci insegna che, per diventare una vera campionessa, servono grinta e tenacia, la voglia di dare il massimo, il coraggio di superare gli ostacoli, e che i migliori risultati si ottengono rimanendo unite, perché nel gioco di squadra si condivide tutto – dolori, gioie, fatica, divertimento, impegno, sacrifici – e non si è mai sole.

Cara Sara hai ragione da vendere!

A te raccomando di leggere l’autobiografia di questa grande campionessa del calcio, sono certa che ti coinvolgerà moltissimo. Il libro è in uscita per il 27 settembre ma lo puoi prenotare su Amazon.

Buona lettura!

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Se ti piace il calcio femminile, non puoi non conoscere Sara Gama. Leggi la sua storia attraverso la sua autobiografia,è molto interessante!
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