Gli autori reclutati per l’iniziativa “Adotta uno scrittore” dello scorso anno, hanno deciso di farsi sentire.

Stiamo parlando di una situazione paradossale. A detta di questi autori, che hanno deciso finalmente di rompere il silenzio perdurato per tutta l’estate, non ci sarebbe stata alcuna risposta da parte dei responsabili dell’ente che avrebbe dovuto retribuirli. Dopo molti “forse” e “vedremo” e decine di mail di sollecito, gli autori che hanno aderito alla scorsa edizioni di “Adotta uno scrittore” si sono ribellati.

La scintilla è stata riaccesa dalla notizia che “Adotta uno scrittore” sarebbe tornato anche quest’anno.

Inutile dire che gli autori si siano sentiti presi in giro per il lavoro non remunerato e il trattamento ricevuto.

La portavoce di questo sdegno sottolinea quanto il comportamento dell’associazione sia stato irrispettoso a livello umano oltreché professionale invece di dare una spiegazione plausibile di come stavano realmente le cose. E’ indubbio che, se ci fosse stato un dialogo limpido, molti autori non si sarebbero comunque tirati indietro. Molti scrittori avrebbe infatti aderito all’iniziativa nonostante il lavoro non remunerato. Questo perché  la loro è una militanza a favore del libro e alla diffusione della lettura.

Insomma, nonostante le difficoltà del Salone, gli organizzatori hanno mostrato di avere scarsa fiducia nei confronti di persone che avrebbero potuto collaborare senza problemi.

Ciò che sdegna maggiormente gli autori vittime dell’accaduto, è che stiamo parlando di un ente pubblico che ha dichiarato di avere i mezzi per un progetto per poi fare un passo indietro.

La richiesta degli autori è molto chiara, le scuse non sono sufficienti.

Chiedono al Salone semplice trasparenza, correttezza e professionalità. Tutto per l’onore dei libri.

Il Salone è nato per questo, per il luogo in cui si celebra la lettura e tutte le sue virtù.

 

 

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