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Rubrica animalibri: il camoscio

Il camoscio, un bravissimo alpinista scalatore

Camoscio
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Camoscio con cuccioli

Caro lettore, oggi ti voglio parlare del camoscio. Non ti sarà facile osservarlo in natura, a meno che non ami fare escursioni in alta montagna, vive infatti tra i 1000 – 1500 m d’inverno e fino ai 2800 m d’estate. E’ un artiodattilo, ha quindi 4 dita al  termine delle zampe. Appartiene alla famiglia dei Bovidi, quella delle mucche, sottofamiglia dei caprini, quella delle pecore, a cui assomiglia veramente tanto! E’ un animale diurno. I suoi sensi difensivi sono molto acuti: vista, olfatto e udito sono molto fini. Il suo verso assomiglia ad un abbaio, ma quando ha paura inizia a fischiare. La sua struttura corporea è perfetta per l’arrampicata lungo i pendii e per la fuga, quando avverte un pericolo. La sua nutrizione è distinta tra la stagione calda e quella fredda: durante la primavera e l’estate è composta da foglie e ramoscelli di arbusti e graminacee, con l’abbassarsi delle temperature all’alimentazione si aggiungono licheni e gli aghi di piante resinose. Mangia sei pasti al giorno, per un totale di 3 chili di cibo giornalieri. Ha un unico predatore oltre all’uomo, l’aquila, che si nutre dei cuccioli.

 

 

Consigli letterari

Il primo libro consigliato per piccoli lettori è Il tata: storia di un camoscio in val d’Ossola di Luigi Rondolini, una tenera storia colorata e avvincente, da leggere e sfogliare. Dalla Germania un libro con bellissime illustrazioni, una storia commovente, La storia di Jana, il piccola camoscio che ha paura di saltare di Wolfgang Wilhelm, le illustrazioni sono di Luidmilla Dorn, Carolina Moreno, Thomas Matzeit e Sarah Röser. Un altro libro da sfogliare e osservare, con le sue oltre 130 foto è Ornata. Il camoscio più bello del mondo di Bruno D’Amicis, autore e fotografo, con il supporto zoologico di Sandro Lovari e i disegni di  Stefano Maugeri. Lo zoologo Sandro Lovari  ha scritto Il popolo delle rocce – La prima straordinaria storia del camoscio d’Abruzzo. Cuor di camoscio e altri racconti di Ruggero Casse, racconti di lupi, pastori, boscaioli e spazzacamini, ambientati in alta Val di Susa. Stefano Camòrs Guarda, più famoso con il suo pseudonimo Camòrs che vuol dire camoscio, ha trasmesso la sua passione per la natura in racconti e poesie che potrete leggere in La traccia del camoscio. L’ultimo libro di oggi per i piccoli lettori è Il camoscio bianco. Quattro storie di montagna di Gianfranco Bertolotto: potrai leggere di amicizia, arrampicate e di caccia.

Ora ti voglio parlare di due libri dove questo animale è utilizzato come metafora, per la sua grande capacità di scalare le montagne. In Il camoscio e il borraccino. Vito Taccone di Gianluca Arcopinto ed Elisabetta Pandimiglio è narrata la vita e le imprese ciclistiche di Vito Taccone. In Il camoscio delle cinque valli. L’impresa di Pippo Platinetti, un partigiano «garibaldino» di Franco Giannantoni e Carlo Meazza, puoi leggere l’avventura del partigiano che attraversa le Alpi per combattere i nazifascisti.

Leggete… con la lettura volerete! Buona lettura!

Hai mai incontrato un camoscio? Hai letto qualche racconto su questi bravissimi scalatori?

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