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Recensione: Rosa. Storia culturale di un fiore di Claudia Gualdana

Un saggio sulla regina dei fiori: significati e simboli della rosa nel corso della storia

rosa di claudia gualdana
rosa di claudia gualdana

E dopo due saggi, interessanti ma consistenti, letti e recensiti di fila, (la mia precedente recensione ha avuto come argomento la storia della chiesa) mi sento un po’ più saggia anch’io. Se è vero però che non c’è saggezza senza follia mi chiedo (e ti chiedo) che grado di follia può avere chi scrive o chi legge un saggio (anzi due) senza quasi battere ciglio?
(Consentimi di alleggerire così, seppur nel finale, questa recensione.)

Se Zeus volesse donare un regno ai fiori, la rosa regnerebbe su tutti.
(Saffo)
Probabilmente non sarà stato questo verso ad ispirare Claudia Gualdana, quando ha cominciato a scrivere Rosa. Storia culturale di un fiore, probabilmente non sarà stata ispirata da nessun verso ma semplicemente dalla curiosità che invade la mente di uno studioso quando travalica l’apparenza delle cose.

Sarà nato così Rosa. Storia culturale di un fiore, edito da Marietti 1820, in libreria dal 14 Ottobre 2019? Al momento non ci è dato sapere. Quello che posso dirti dopo aver letto il libro è che l’autrice Claudia Gualdana fa un excursus lungo i secoli, dall’antica Grecia ai tempi moderni, dei vari significati e della simbologia che la regina dei fiori per eccellenza, ha avuto nella storia culturale. Un piccolo saggio con una tematica inedita e originale che tocca epoche storiche e relativa letteratura, ruotando intorno ad un fiore: la rosa.

Un saggio dedicato ad un fiore è senza dubbio un’idea estrosa, l’autrice Claudia Gualdana nella premessa di Rosa. Storia culturale di un fiore, definisce la rosa un archetipo della coscienza collettiva: amata, recisa e cantata centinaia di migliaia di volte dai nostri antenati è simbolo d’amore, devozione e gentilezza […] Così come il fior di loto è simbolo d’Oriente, la rosa lo è dell’Occidente. L’attenzione dell’autrice al fiore-simbolo si dipana come matassa attraverso i secoli a partire dall’antica Grecia dove la rosa simboleggiava la bellezza ma anche la sacralità. Un’indagine accurata, piena di riferimenti bibliografici, fornisce al lettore tutta una lunga serie di informazioni sull’uso ma sopratutto sui significati intrinseci che i Greci, i Latini e in seguito le altre epoche storiche, diedero alla regina dei fiori.

Dall’Iliade a Borges la rosa è un fiore che accompagna la storia della nostra cultura sul piano letterario, figurativo, favolistico e del costume. 

Curioso ed interessante è vedere come il significato della rosa cambia attraverso i secoli: non a caso Claudia Gualdana, usa come sottotitolo per il suo libro Storia culturale di un fiore. In effetti il tema fondamentale del saggio è la storia della rosa vista ed osservata scrupolosamente attraverso una vasta selezione di opere letterarie indagate con (immagino) pazienza certosina: un lavoro di ricerca minuzioso che coglie ed estrapola a partire dall’Iliade, passando per i numerosi scritti di santi, di autori medievali, di Dante, di Boccaccio, fino ai più recenti autori come per esempio Borges, quei passaggi che fanno riferimento alla regina dei fiori. L’autrice compone il suo saggio come un puzzle, concatenando i vari tasselli, incastrandoli e orchestrandoli fra loro, armonicamente.

rosa. storia culturale di un fiore

Non voglio raccontarti il contenuto del libro in questa recensione, ma è doveroso sottolineare alcuni passaggi per comprendere il gran bel lavoro che Claudia Gualdana ha compiuto scrivendolo. Quindi è opportuno dirti che la lettura risulta avvincente (ammesso che mastichi di saggi e saggezza) a partire dalle prime pagine: dagli albori della civiltà umana e già nell’Iliade di Omero si trova l’accenno alla rosa e al suo olio, usato da Venere per ungere il corpo senza vita di Ettore. Dagli scritti dell’antica Grecia, dove la rosa veniva usata anche per decorare gli altari delle divinità (Venere), si passa all’epoca dei Romani, quando il fiore era il simbolo della passione, della vita e del trionfo militare. Nel primo Cristianesimo la rosa assunse il significato del dolore e del martirio, non a caso più che i petali, prevalsero le sue spine e sarà solo col passare del tempo che ci si rese conto di come il Cristianesimo non era solo dolore, ma anche amore per la vita e speranza. Pensiamo alla rappresentazione della Madonna, madre di Gesù, spesso è accompagnata da fiori e tra di essi spiccano le rose, un’eredità di epoca pagana, che nel cristianesimo assume valore di carità, purezza e santità. Nel libro della Gualdana si fa riferimento anche al valore simbolico del fiore in rapporto ai numeri e si pone l’attenzione su quello che accadde in epoca medievale, quando la rosa visse un momento di oblio, nel senso che il suo valore erotico e sensuale la portò ad essere messa un po’ in disparte. Rivalutata in seguito popolò non solo il mondo della cultura ma anche i giardini di case e monasteri, poichè la si riteneva un fiore in grado di curare i malumori e le infezioni. Ma non solo. L’autrice evidenzia soprattutto il valore simbolico e metaforico della rosa che in alcuni periodi della storia umana, diventa quasi un linguaggio cifrato per cospiratori: così nella Britannia del Quattrocento, per esempio, la rosa bianca pallida di collera è quella degli York, mentre quella rosso sangue è dei Lancaster, se ricordi la sanguinosa guerra delle due rose, combattuta tra i due rami della casa regnante inglese.

Religione, arte, storia e letteratura. Nelle opere letterarie la rosa è protagonista di poesie. È simbolo di amore, di passione, di bellezza e spesso la donna amata e desiderata dal poeta è paragonata ad una rosa. 

Diviso in sette capitoli che raccontano il destino e l’uso della rosa nelle varie epoche storiche, più un florilegio di poesie di vari autori alla fine del libro, Rosa. Storia culturale di un fiore è un saggio che si legge con attenzione ed interesse. Brava Claudia Gualdana a comporre il suo quadro dedicato alla rosa: il linguaggio usato è dotto, da ricercatrice attenta e precisa; lo stile elegante e ricercato, numerosi sono i brani o i versi riportati ad arricchire e ad avvalorare le sue tesi. Queste particolarità, insieme ad alcuni passaggi che richiedono un’agilità mentale e un’attenzione non indifferenti per la complessità dei temi trattati, forse rendono il libro non fruibile da chiunque, del resto un saggio non è una lettura d’evasione ma di formazione e di approfondimento.

Notevole la veste grafica nella sua essenziale eleganza: la copertina presenta una rosa rossa stilizzata su un fondo uniformemente bianco, dove le scritte rosse e nere rendono piacevole, essenziale ed elegante nell’insieme, l’impatto visivo. Nella quarta di copertina, una breve sinossi anticipa per sommi capi il contenuto del libro e una breve biografia presenta l’autrice al lettore… E adesso tocca a me farti conoscere brevemente Claudia Gualdana

claudia gualdana

Recensisce libri dai tempi dell’Università. Ha scritto su Il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Il Giornale. Ora collabora con Il Foglio e Libero. Ha curato Il catechismo buddhista e scritto Eva e la rosa. Ha pubblicato un saggio in Martin Heidegger. La verità sui quaderni neri di F.W. von Herrmann e F. Alfieri, in corso di traduzione nelle maggiori lingue del mondo. Segni particolari: eremita e animalista, vive in collina tra libri, cani e gatti.
Che dire caro lettore? Una biografia breve ma che ti può dare l’idea delle ampie conoscenze culturali della nostra autrice, oltre alla curiosità per il suo essere eremita: una saggia eremita che scrive libri al profumo di rosa…
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