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Recensione: Sarà una lunga notte di Dov Alfon, DeA Planeta edizioni

sarà una lunga notte
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Un giallo a tinte forti, un intricato intrigo internazionale firmato Dov Alfon per DeA Planeta, Sarà una lunga notte, con la traduzione italiana di Valentina Zaffagnini.

Si colora di giallo intenso la recensione di oggi, come nei primi thriller della Mondadori, la cui copertina gialla era segno incontrovertibile della storia che conteneva, Sarà una lunga notte di Dov Alfon, sebbene non abbia la copertina gialla e non è edito da Mondadori ma da DeA Planeta nel Giugno 2019, è un giallo che più giallo non si potrebbe ed è il primo acclamato romanzo di questo autore un po’ anomalo.

Sarà una lunga notte, di Dov Alfon
Dov Alfon autore di Sarà una lunga notte

Perchè un po’ anomalo ti starai chiedendo? Perchè l’autore, Dov Alfon, arriva nel settore spy story, direttamente dal sistema intelligence israeliano: è un ex ufficiale dell’Unità 8200, (sezione speciale dell’intelligence militare israeliana). Lasciata la divisa, ha rivestito la carica di redattore capo del più influente quotidiano israeliano, Haaretz, inoltre è stato caporedattore della prestigiosa casa editrice Kinneret-Zmora.

Sarà una lunga notte è un giallo che ci introduce nel mondo dei servizi segreti internazionali, dove lo spionaggio e il controspionaggio, collaborano, si confondono  e si interscambiano  con una facilità estrema e se da un lato stupisce perchè la realtà supera la fantasia, dall’altro fa realizzare al lettore che la fantasia di uno scrittore può attingere a realtà inimmaginabili per i comuni mortali. In questa storia la miscellanea di azione, relazioni affettive, rapporti di intelligence tra superpotenze, rapporti umani tra militari, catapulta il lettore in un mondo assolutamente sconosciuto: tra ordini e contrordini, politica, polizia, delinquenza organizzata, morti ammazzati  e intrighi, tra spionaggio, furti di somme colossali, sofisticate armi tecnologiche e traffici internazionali di droga, soldi e potere:  globalmente condito e shakerato attraverso collegamenti telematici in cui è possibile tutto e il contrario di tutto.

Il romanzo si svolge ed  è racchiuso in una sola notte, da qui il titolo: un’interminabile notte tra Parigi e il deserto del Negev in Israele, nella quale, fra continui colpi di scena, il più potente servizio di antiterrorismo del mondo, subisce un grosso scacco alla sua efficienza,  con la sparizione di un cittadino israeliano, all’aeroporto Charles De Gaulle.

Sarà una lunga notte, esordisce con un rapimento e va avanti circa quattrocentocinquanta pagine, divisi in ben centoventuno brevi capitoli dal ritmo incalzante e dai repentini cambi di scena che inducono il lettore ad acrobazie mentali non indifferenti, per non perdere il filo logico della storia narrata. La lunghissima, interminabile notte vede protagonisti un commissario francese, un colonnello dei servizi israeliani, la tenente israeliana del gruppo 8200, bella e coraggiosa, (una delle poche volte in cui personaggi femminili assumono un ruolo diverso da quello della bellona di turno) e altri personaggi minori di contorno ai protagonisti e, come di rito, non può mancare l’antagonista cattivo: un potentissimo uomo d’affari cinese che definire miliardario è poco, ai comandi di un esercito di feroci sicari, pronti a scattare ad ogni ghiribizzo del capo, a disposizione.

SARà UNA LUNGA NOTTE
Sarà una lunga notte: Parigi, uno degli scenari della storia

La Parigi notturna, descritta dallo scrittore in modo quasi  capillare, fa da fondale a questo movimentato romanzo, in cui la velocità dei cambi di scena possono destabilizzare il lettore che quasi fatica a seguirne le fasi: una storia un po’ troppo intricata per le sue troppe implicazioni internazionali con un finale a sorpresa, ma neanche tanto… E non anticipo nulla, come di rito, in un romanzo giallo.

Sarebbe un vero peccato non vedere questa storia sugli schermi

Sarà una lunga notte di Dov Alfon, con 60.000 copie vendute e 24 settimane in testa alle classifiche in Israele,  è un caso editoriale in corso di traduzione in 12 paesi (a proposito la traduzione italiana è di Valentina Zaffagnini): potrà essere una storia adatta ad una sceneggiatura da film d’azione ma, anche se lo scrittore franco-israeliano ne ha voluto fare un romanzo, risulta troppo intricato e contorto.

La lettura, alla fine,  lascia un vago retrogusto di inquietudine se  si pensa che il futuro o la realtà attuale, è già sicuramente nell’orbita e nel contesto degli scenari che Sarà una lunga notte,  propone. Come dicevo all’inizio, a volte, la realtà supera la fantasia.

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