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Recensione: P.S. Ti odio da morire di Winter Renshaw

P.s. Ti odio da morire
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Caro iCrewer oggi ti parlo di un Romance: “P.S. Ti odio da morire” di Winter Renshaw.

Questo romanzo è il primo della serie “P.S.” di questa autrice americana, che ha pubblicato per la prima volta in Italia con la casa editrice Newton Compton.

La storia è molto semplice e non particolarmente nuova, il punto di forza è, secondo me, la scelta dell’uso dello strumento della lettera all’interno della narrazione.

Maritza è la protagonista: una giovane è bellissima ragazza, nipote di una nota attrice, che in attesa di decidere cosa fare della sua vita, lavora come cameriera al “Brentwood pancake and coffee”, un locale molto conosciuto a Los Angeles. Proprio qui incontra Isaiah, attraente e misterioso, che scoprirà essere un militare. Maritza lo nota subito, e nonostante i suoi modi un po’ sgarbati e schivi, per lui trasgredisce la regola del locale di non servire più di un pancake ai clienti. Maritza rimane colpita dalla mancia lasciata dall’uomo ma pensa di non incontrarlo più. Invece il destino ha qualcosa in serbo per loro. Nonostante l’iniziale reticenza di Isahia, i ragazzi decidono di vedersi tutti i giorni prima della sua partenza con il patto di sincerità e di non legarsi in alcun modo. Prima della partenza Maritza gli strappa la promessa di scriversi per i sei mesi successivi, ma dopo le prime lettere la corrispondenza si interrompe bruscamente da parte di Isahia. Cosa sarà successo?

I personaggi

Anche se ci sono diversi personaggi, tutto ruota intorno a Maritza ed Isaiah: infatti nessuno degli altri spicca particolarmente.

Maritza rappresenta una donna molto intelligente, simpatica, spumeggiante che sa godersi la vita e prenderne il meglio. Sa dire di no ed è molto determinata. Mi è piaciuta molto la sua consapevolezza, la sua capacità di ascoltarsi.

“Mi sotterro la testa tra le mani quando mi rendo conto dell’aspetto peggiore dell’intera situazione.
Mi sto innamorando di lui.
E ne sono sicura perché altrimenti oggi non sarei stata così nervosa.
«Vuoi ancora uscire?», domanda. Le sue parole spazzano via il mio risentimento.
Non riesco a dire di no.
Perciò non lo faccio.”

Isaiah è un uomo cupo, segnato dalla sua esperienza di vita, che ha chiuso il suo cuore perché non vorrebbero più soffrire, fin da subito si capisce che i suoi modi sono solo una corazza.

“Sebbene non sia lontanamente un appuntamento, e affezionarsi a questa donna sia l’ultima cosa di cui ho bisogno, c’è una piccolissima, e intendo proprio una minuscola, parte di me che vorrebbe non dover partire la prossima settimana per poter restare nei paraggi e conoscerla un po’ meglio.
Qualcosa mi dice che mi potrebbe piacere.
E questo la dice lunga perché, sul serio, a me non piace nessuno.

Cosa mi è piaciuto?

Le lettere! Le ho lette tutte d’un fiato e l’attesa della missiva successiva mi ha coinvolto come se fossero indirizzate a me.

L’idea di proporre una corrispondenza cartacea e non via mail per poter tenere tra le mani qualcosa di lui mi ha affascinato e, riflettendoci, leggere una lettera scritta a mano è tutt’altra cosa di una mail con caratteri impersonali.

Mi è piaciuta anche l’evoluzione del personaggio dì Isaiah, che aveva già dall’inizio tutte le carte in regola per essere speciale, che si rende conto, proprio quando sta per perdere tutto, che  l’amore è un sentimento libero, che non accetta regole.

Cosa, invece, ho apprezzato meno?

La storia l’ho trovata poco originale soprattutto nella seconda parte del racconto quando, trascorsi i sei mesi di missione di Isaiah, entra in scena un nuovo personaggio.

La scena hot mi ha lasciata un po’ perplessa a causa del linguaggio utilizzato, per quanto mi riguarda, poco curato.

La narrazione ha alternato parti molto convincenti e ben scritte a parti più lente e meno coinvolgenti.

La lettura di P.S. ti odio da morire risulta nel complesso comunque piacevole.

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