Recensione : “L’unica – Storia vera di un viaggio” di Linda Pines

Questa sono io!!

Mi capita, e in questo periodo più spesso che in altri, nell’accostarmi alla lettura di un libro, di guardarne la copertina, carpirne i primi significati dalle immagini, i colori… sono importanti perchè colpiscono, cosi come la descrizione (sono certa che è capitato anche a voi), si legge per capire, magari, anticipare l’essenza di ciò che andrai a leggere, ti mette in attesa. L’ho fatto anche questa volta, e vi assicuro che l’approccio al romanzo è stato diverso, più attento, più rispettoso, non perchè gli altri libri non fossero meritevoli di attenta osservazione, sia chiaro, ma in questo caso, la delicatezza nell’avvicinarsi alla tematica del libro ma soprattutto alle persone, mi è sembrata doverosa.

La storia di Linda ed Emanuela è, senza dubbio, una storia vera, forte, di quelle storie che, apparentemente, nell’immaginario collettivo, possono sembrare scontate e, culturalmente, superate, ma che nella realtà subiscono ancora forti ripercussioni emotive difficili da superare. Io, come Linda, la voglio considerare una meravigliosa storia d’amore, di quelle per le quali, in qualche modo, è normale soffrire, sorridere, piangere, tempestarsi di domande, lasciarsi per poi magari riprendersi per continuare a tormentarsi, ma quando tutto questo è frutto di una deformazione mentale che, limita l’accettazione dell’altrui felicità, allora la sofferenza è esagerata e non giustificabile.

Nel libro,” L’Unica”l’autrice, con un linguaggio diretto ma comprensibile, rivendica la sua vera natura, la sua identità sessuale in cui sono le domande a prevalere sulle risposte, sentirsi, improvvisamente  “diverse” senza riuscire a focalizzare appieno i sentimenti ma capendo, nonostante tutto, che la strada da percorrere è quella del dovere, dove tutto è deciso fin dall’inizio, un percorso obbligato fatto di tappe ormai consolidate nel tempo, regole eticamente imposte dalla società, come figlia, moglie e madre.

 

Linda, in qualche modo, si ribella a tutto questo, scalpita e non ci sta a compiacere l’egoismo di chi la vorrebbe uniformata e catalogata come un libretto d’istruzioni. Reagire non è facile, non vuole deludere, è più facile nascondere che affrontare. Lo fa accettando un matrimonio di convenienza senza futuro, lascia la città, portandosi via i due figli che, a causa della depressione, sarà tuttavia costretta a lasciare in affidamento al padre, dieci lunghi anni tra tra falsi amori e gioie improvvise.

Per capire a fondo la storia delle due protagoniste, basta conoscere Linda e la sua passione per la scrittura, probabilmente evocata da un disarmante desiderio di dare voce ai pensieri, quelli non detti perchè nascosti nell’anima. Nelle sue priorità letterarie, è palese la ricerca di una verità interiore, raccontare le vicende della vita; lo ha fatto soprattutto con le sue poesie , il suo primo romanzo, “La bottega del caffè di calle del Volto”  scritto nel 2003 e  premiato come romanzo avvolgente e delicato, con la sua prima autobiografia, “[amazon_textlink asin=’8862050151′ text=’Brandelli:autobiografia di una piccola vittima’ template=’ProductLink’ store=’game0ec3-21′ marketplace=’IT’ link_id=’9a4b212b-ba8d-11e8-9921-373a2063700b’]” il primo tentativo di spiegare un’infanzia per nulla facile, per arrivare alla “Verità di Ester”e a [amazon_textlink asin=’8831987054′ text=’L’Unica’ template=’ProductLink’ store=’game0ec3-21′ marketplace=’IT’ link_id=’d8e3255e-ba8d-11e8-9dde-c952400ddece’], pubblicato nel 2018 e nel quale, prosaicamente, dichiara la sua omosessualità rivendicando il diritto ad amare e alla sua autenticità.

Il romanzo, infatti, al di là del percorso autobiografico, segnato comunque da un’infanzia difficile, è una vera e propria  dichiarazione d’amore in piena regola che l’autrice, con accorata ricerca verbale, dedica alla sua attuale moglie Emanuela, conosciuta e subito amata nel 2005, che tuttavia, riuscirà a sposare, solo nel dicembre  2016, dopo anni di vicissitudini contrastanti. Emanuela con il suo equilibrio e la sua pazienza, spinge Linda a scavare dentro se stessa, trovare le motivazioni per superare un vissuto dove, l’accettazione delle regole e la lotta per imporsi sulle convenzioni era ormai diventata  fatica quotidiana. Il loro sarà un continuo perdersi per ritrovarsi, prima nei pensieri, e poi, finalmente nel coraggio delle proprie azioni.

Linda ed Emanuela ora, sono più legate che mai. La loro,ancora adesso, non è una storia facile, inutile negarlo, la pochezza umana le ha costrette a lasciare il loro paese per il timore di continue aggressioni, limitando la loro serenità, ma  il desiderio di amare e di amarsi è più forte di qualsiasi cosa e mi piace Linda quando dice che …

“L’amore che guarda, ascolta, scruta e studia, che non giudica e non critica,ma attende silenziosamente perchè è puro, incondizionato,è libertà!

 

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Donatella De Filippo
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