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Recensione: “Lena e la tempesta” di Alessia Gazzola

"Lena e la tempesta" di Alessia Gazzola è il racconto di una estate che fa da transizione tra i demoni del passato e un nuovo solare futuro.

Lena e la tempesta
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Lena e la tempesta è il mio ultimo appiglio all’estate che ormai se ne è definitivamente andata. Sì, perchè è l’ultimo libro che ho acquistato prima delle vacanze estive, e di conseguenza è anche l’ultimo che ho letto in attesa del primo freddo. Sarà forse per questo, per questa incredibile voglia di tenere la bella stagione legata alle gambe del tavolo, che scrivo questa recensione qualche settimana dopo aver terminato la lettura. Persino l’ambientazione della trama aiuta in questo nobile scopo, la storia che si svolge a Levura, isola vulcanica della Sicilia, si sviluppa nell’arco di tempo di una estate.

Ci tengo a dire che è un libro che ho letto a letto, e ci tengo a dirlo così con questo gioco di parole che mi piace tanto, perchè davvero non ho letto nemmeno una riga fuori dalle coperte. Mi sono lasciato coinvolgere e rapire dall’isola ogni sera, per una settimana, prima di addormentarmi. Chiudere gli occhi dopo essere stato idealmente a Levura in compagnia di Lena e Tommaso è stato bellissimo.

La Gazzola è a mio avviso una autrice straordinaria. Ha la capacità di fare entrare entrare il lettore nel cuore dei personaggi, ha la capacità di farli sentire davvero. Così è stato per me con Lena, la protagonista. Una ragazza con un grosso segreto legato al passato che la mangia dentro, che le impedisce di vivere con la “V” maiuscola e che è ancora disperatamente alla ricerca di trovare il suo posto nel mondo. L’autrice ci fa scoprire pagina dopo pagina le diverse sfere che caratterizzano la vita di Lena: una storia d’amore finita, la vita professionale che non decolla, la difficoltà nei rapporti interpersonali, la difficoltà nel sentirsi legata alla sua famiglia e ancora quel grosso macigno che si porta dentro fin dai tempi dell’adolescenza. Sono le parole riferite alla sfera professionale quelle che più mi hanno fatto sentire legato alla protagonista, di professione grafica, in forte crisi di ispirazione e con una carenza di commissioni che pende sempre su di lei e sul suo conto in banca. Il tema del lavoro creativo, del dover dipendere dal proprio stato d’animo e dall’ispirazione, dall’essere compresi e dalla difficoltà nell’essere gratificati fa certo parte di questo particolare momento della mia vita, e mi piace pensare che Lena non sia arrivata per caso, sul mio comodino, la sera.

Non farò certo, in questo articolo, un riassunto dell’opera, ne svelerò nulla di quello che accade tra le viuzze e le spiagge di Levura, lascio a te lettore la curiosità di prenderti qualche giorno di “vacanza virtuale” e portare le tue valigie sull’isola per vivere spiagge bellissime, amori sbocciati all’ombra di un faro, amicizie particolari cresciute nei giardini di ville bellissime e sassi grossi come gli scogli che arginano si l’impeto del mare ma anche l’impeto della vita che freme per guardare avanti.

Perchè è così, a costo di essere ripetitivo, tutta la storia gira intorno a quel segreto che Lena Santoruvo si porta dentro. Un segreto legato alla villa di famiglia e all’estate di parecchia anni fa, quando era soltanto una ragazzina. Può un brutto ricordo, un trauma del passato, condizionare l’intera vita?  Sì.

Quali sono le risorse per superarlo? Si può ricorrere a psicologi, specialisti, ci si può attaccare alle persone vicine, si può trovare riparo in un grande amore o immergersi nel lavoro, ma i mostri si sconfiggono solo trovando il coraggio dentro se stessi. E Lena è una donna che coraggio ne ha da vendere, nonostante tutta la sua umana fragilità. Lena è una donna a cui si vuole per forza bene.

Concludendo trovo che Lena e la tempesta, sia un bel romanzo. Un romanzo che consiglio, oltre che per i motivi già descritti, per la forte facilità con cui l’autrice ti fa sentire spettatore attivo della storia. La Gazzola ti fa sentire sul set di un film a pochi passi dai protagonisti che giorno dopo giorno si scoprono, si lasciano conoscere e ti fanno l’occhiolino sapendo che tu li stai osservando con passione.

In conclusione su

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