La più amata Book Cover La più amata
Teresa Ciabatti
romanzo autobiografico
Mondadori
28 febbraio 2017
cartaceo e ebook
218

“Mi chiamo Teresa Ciabatti, ho quattro anni, e sono la figlia, la gioia, l'orgoglio, l'amore del Professore." Il Professore - un inchino in segno di gratitudine e rispetto - è Lorenzo Ciabatti, primario dell'ospedale di Orbetello. Lo è diventato presto, dopo un tirocinio in America, rinunciando a incarichi più prestigiosi, perché è pieno di talento ma modesto, un benefattore, qualcuno dice, un santo. Tutti lo amano, tutti lo temono, e Teresa è la sua figlia adorata. È lei la bambina speciale che fa il bagno nella smisurata piscina della villa al Pozzarello, che costruisce un castello d'oro per le sue Barbie coi 23 lingotti trovati in uno dei cassetti del padre. Teresa: l'unica a cui il Professore consente di indossare l'anello con lo zaffiro da cui non si separa mai. L'anello dell'Università Americana, dice lui. L'anello del potere, bisbigliano alcuni - medici, infermieri e gente del paese: il Professore è un uomo potente. Teresa che dall'infanzia scivola nell'adolescenza, e si rende conto che la benevolenza che il mondo le riserva è un effetto collaterale del servilismo nei confronti del padre. La bambina bella e coccolata è diventata una ragazzina fiera e arrogante, indisponente e disarmante. Ingrassa, piange, è irascibile, manipolatrice, è totalmente impreparata alla vita. Chi è Lorenzo Ciabatti? Il medico benefattore che ama i poveri o un uomo calcolatore, violento? Un potente che forse ha avuto un ruolo in alcuni degli eventi più bui della storia recente? Ormai adulta, Teresa decide di scoprirlo, e si ritrova immersa nel liquido amniotico dolce e velenoso che la sua infanzia è stata: domande mai fatte, risposte evasive. Tutto, nei racconti famigliari, è riadattato, trasformato. E questa stessa contrarietà della verità a mostrare un solo volto Teresa la ritrova quando si mette a scrivere, ossessivamente prova a capire, ad aggrapparsi a un bandolo e risalire alle risposte. Esagerazione, mitomania, oppure semplici constatazioni? Con una scrittura densa, nervosa, lacerante, che affonda nella materia incandescente del vissuto e la restituisce con autenticità illuminandone gli aspetti più ambigui, Teresa Ciabatti ricostruisce la storia di una famiglia e, con essa, le vicende di un'intera epoca. Un'autofiction sincera, feroce, perturbante, che nasce dall'urgenza di fare i conti con un'infanzia felice bruscamente interrotta.

“La più amata” di Teresa Ciabatti è candidato al Premio Strega 2017 che si assegnerà nella serata di domani

“La più amata” di Teresa Ciabatti è un’autobiografia o meglio la biografia di una famiglia. Un’inchiesta fatta da Teresa Ciabatti per scoprire la verità sulle sue origini e soprattutto su suo padre Lorenzo.

Il primario, il Professore con la P maiuscola, a cui tutti si inchinano, a cui tutti fanno favori senza chiedersi il perché. Lorenzo Ciabatti è difficile da inquadrare caratterialmente. Ha dei segreti che si porterà nella tomba e che lo rendono affascinante agli occhi del lettore.

“La targa fuori dello studio recita: Professor Lorenzo Ciabatti, primario chirurgo. Ma per medici e infermieri dell’ospedale, il San Giovanni di Dio di Orbetello, è semplicemente il Professore. Anche per l’intero paese è semplicemente il Professore”

Teresa e il fratello gemello vivono a Orbetello con la madre, anche lei medico, in un ambiente alto borghese che protegge loro da tutto ciò in cui è implicato il padre e che lei scoprirà, in parte, solo in età adulta. La figlia è innamorata di questo padre e della sua ricchezza. Vive “sbandierando” la sua condizione economica che le consente di primeggiare in tutto.

Accanto a Teresa c’è la madre, Francesca, che arriva in Toscana da Roma, dove tornerà con i figli alla fine del matrimonio. Una donna forte, sessantottina, di città, che non riuscirà a far fronte alla richieste del marito e verrà trattata solo come la moglie del Professore. Anche lei all’oscuro dei loschi traffici del Ciabatti, quando si ribellerà sarà ormai tardi per salvare la famiglia.

La visione che Teresa si è costruita nel tempo del padre sarà distrutta quando inizierà a vedere la realtà con più distacco. Questo nel momento in cui la ricerca su chi era veramente Lorenzo Ciabatti la porterà a ricordare incontri fatti con politici, esponenti della P2, viaggi in America…

Teresa diventerà una donna piena di debolezze, insicura e fragile perché non si rivedrà più nel suo passato dorato ma lo scoprirà pieno di ombre.

Il libro è diviso in quattro parti.

Nelle prime tre Teresa racconta la sua vita di ragazza ad Orbetello. Quello che ha saputo del matrimonio dei genitori, i rapporti difficili con la madre e migliori col padre, la solitudine di una ragazzina egoista e egocentrica. Lorenzo Ciabatti è descritto come l’uomo che ottiene tutto quello che vuole e che vuole tutto.

La lettura è veloce e ben ritmata, il non susseguirsi degli avvenimenti lascia sempre aperta la volontà di andare avanti.

La quarta parte è dedicata esclusivamente a Teresa, alla sua vita adulta. Si viene ben coinvolti nel susseguirsi degli eventi e nelle contrastanti emozioni che l’autrice, psicologicamente debole, prova e non riesce a vivere completamente.

Coinvolgente, vero, uno spaccato dell’alta borghesia italiana di quegli anni: dunque un’autobiografia, una storia vera. Secondo me molti, che hanno vissuto quegli anni, si ritroveranno in qualche riga scritta dalla Ciabatti.

Adesso attendiamo la proclamazione del vincitore il 6 luglio a Roma al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

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