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Recensione: “La più amata” di Teresa Ciabatti

“La più amata” di Teresa Ciabatti è candidato al Premio Strega 2017 che si assegnerà nella serata di domani

“La più amata” di Teresa Ciabatti è un’autobiografia o meglio la biografia di una famiglia. Un’inchiesta fatta da Teresa Ciabatti per scoprire la verità sulle sue origini e soprattutto su suo padre Lorenzo.

Il primario, il Professore con la P maiuscola, a cui tutti si inchinano, a cui tutti fanno favori senza chiedersi il perché. Lorenzo Ciabatti è difficile da inquadrare caratterialmente. Ha dei segreti che si porterà nella tomba e che lo rendono affascinante agli occhi del lettore.

“La targa fuori dello studio recita: Professor Lorenzo Ciabatti, primario chirurgo. Ma per medici e infermieri dell’ospedale, il San Giovanni di Dio di Orbetello, è semplicemente il Professore. Anche per l’intero paese è semplicemente il Professore”

Teresa e il fratello gemello vivono a Orbetello con la madre, anche lei medico, in un ambiente alto borghese che protegge loro da tutto ciò in cui è implicato il padre e che lei scoprirà, in parte, solo in età adulta. La figlia è innamorata di questo padre e della sua ricchezza. Vive “sbandierando” la sua condizione economica che le consente di primeggiare in tutto.

Accanto a Teresa c’è la madre, Francesca, che arriva in Toscana da Roma, dove tornerà con i figli alla fine del matrimonio. Una donna forte, sessantottina, di città, che non riuscirà a far fronte alla richieste del marito e verrà trattata solo come la moglie del Professore. Anche lei all’oscuro dei loschi traffici del Ciabatti, quando si ribellerà sarà ormai tardi per salvare la famiglia.

La visione che Teresa si è costruita nel tempo del padre sarà distrutta quando inizierà a vedere la realtà con più distacco. Questo nel momento in cui la ricerca su chi era veramente Lorenzo Ciabatti la porterà a ricordare incontri fatti con politici, esponenti della P2, viaggi in America…

Teresa diventerà una donna piena di debolezze, insicura e fragile perché non si rivedrà più nel suo passato dorato ma lo scoprirà pieno di ombre.

Il libro è diviso in quattro parti.

Nelle prime tre Teresa racconta la sua vita di ragazza ad Orbetello. Quello che ha saputo del matrimonio dei genitori, i rapporti difficili con la madre e migliori col padre, la solitudine di una ragazzina egoista e egocentrica. Lorenzo Ciabatti è descritto come l’uomo che ottiene tutto quello che vuole e che vuole tutto.

La lettura è veloce e ben ritmata, il non susseguirsi degli avvenimenti lascia sempre aperta la volontà di andare avanti.

La quarta parte è dedicata esclusivamente a Teresa, alla sua vita adulta. Si viene ben coinvolti nel susseguirsi degli eventi e nelle contrastanti emozioni che l’autrice, psicologicamente debole, prova e non riesce a vivere completamente.

Coinvolgente, vero, uno spaccato dell’alta borghesia italiana di quegli anni: dunque un’autobiografia, una storia vera. Secondo me molti, che hanno vissuto quegli anni, si ritroveranno in qualche riga scritta dalla Ciabatti.

Adesso attendiamo la proclamazione del vincitore il 6 luglio a Roma al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

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