Il mistero del collegio abbandonato Book Cover Il mistero del collegio abbandonato
Massimo Binarelli
Giallo, Storico
Newton Compton editori
30 maggio 2019
Cartaceo/E-Book
224

Roma. Quartiere Garbatella, 1959. Antonio Piccillo, un brigadiere in pensione, assiste al ritrovamento di un corpo dentro al pozzo di un convitto abbandonato. Il cadavere è mummificato e avvolto in un lenzuolo. I capelli rossi spiccano sul panno bianco. Di fronte a quell’immagine, la memoria di Piccillo torna indietro nel tempo, a un caso irrisolto che lo ha personalmente coinvolto: Marta Vincenzi, una ragazzina di tredici anni, scomparsa nel 1943 dal collegio che la ospitava. All’epoca l’ipotesi più accreditata era stata la fuga d’amore, ma Piccillo non ne era mai stato convinto. Gli interrogatori delle compagne di Marta e della direttrice del convitto erano stati condotti senza il rigore necessario. Per la polizia, il caso della mummia riemersa dal pozzo è un bel grattacapo ed è per questo che il commissario che segue le indagini chiede aiuto al vecchio Piccillo: lui conosce tutto del quartiere, ricorda fatti, storie e volti di persone legati agli anni in cui la ragazzina sparì. Muovendosi in una Roma piena di misteri, scavando negli anni in cui il regime fascista era in pieno declino, il giovane commissario e il brigadiere in pensione scopriranno una verità a lungo occultata…

Il giallo vincitore del concorso Ilmioesordio 2018 convince con un caso ben strutturato e dalle tinte fosche

Caro iCrewer, ho da poco terminato la lettura de Il mistero del collegio abbandonato di Massimo Binarelli, vincitore del concorso Ilmioesordio 2018 e pubblicato da Newton Compton, e l’ho trovato un ottimo giallo storico per l’indagine appassionante e la sua atmosfera cupa.

ilmioesordio 2018
Dettaglio della locandina del concorso “Ilmioesordio” 2018

Lo definisco “storico”, perchè il romanzo è ambientato nella Roma di fine anni Cinquanta e l’autore ha saputo ricreare il clima di quegli anni, a mio parere. Innanzitutto, le descrizioni sono particolareggiate e ci sono vari riferimenti ai prodotti culturali dell’epoca, che aiutano nell’immaginarsi il contesto storico. L’altro dettaglio che crea l’atmosfera è l’uso del dialetto romano nei dialoghi, che rende più autentici e spontanei i personaggi. La presenza di questi elementi mi ha trasportato nell’Italia del secondo dopoguerra e, anche se sono nata molti decenni dopo, mi ha dato una chiara idea di come potesse essere la vita  a Roma in quei tempi.

L’etichetta “giallo” è invece più comprensibile: la narrazione si concentra su di un’indagine poliziesca. Durante i lavori di recupero di un vecchio convitto femminile alla Garbatella, viene ritrovato un cadavere mummificato nel pozzo sottostante l’immobile. Il commissario Trevi viene chiamato ad indagare e, grazie all’intuito del brigadiere in pensione Piccillo, la mummia viene ricollegata ad un’ospite del collegio, misteriosamente scomparsa nel 1942.

Ho trovato il caso davvero interessante e per niente scontato. Di esempi di cold case, cioè di omicidi collegati a misteri irrisolti del passato, ne è piena la letteratura poliziesca, tuttavia Il mistero del collegio abbandonato si distingue per la sua doppia ricerca nel passato fascista e negli anni del dopoguerra, due periodi della storia italiana per nulla facili da trattare. L’atmosfera è infatti molto cupa, così come sono torbide le rivelazioni che l’indagine porta a galla. Il commissario Trevi si ritrova quindi impelagato in un passato scomodo e pieno di contraddizioni, che nessuno poteva prevedere, tanto meno il lettore! Davanti alla sola trama, nemmeno io immaginavo un caso così fosco e ambivalente, ma incredibilmente affascinante. Ho trovato questa linea dark decisamente azzeccata: mi ha incantata e mi ha appassionata, tanto che ho terminato il romanzo in pochi giorni.

Non mi resta dunque che fare i più sinceri complimenti a Massimo Binarelli per il notevole lavoro fatto: per essere il suo esordio letterario, Il mistero del collegio abbandonato è un ottimo giallo storico, perchè l’indagine è ben costruita e l’autore ha saputo trasmettere l’atmosfera dell’Italia degli anni Cinquanta, che si trovava a fare i conti con la pesante eredità della dittatura.

 

 

Lascia un commento!

avatar
  Subscribe  
Notificami