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Recensione: I LOVE SHOPPING di Sophie Kinsella

Della serie, ogni tanto ritornano, mi piace sottoporre alla vostra attenzione un libro che nel 2000 ha fatto un bel botto, soprattutto fra le adolescenti, e non solo.

I Love Shopping è il primo romanzo scritto da Madeleine Wickham con lo pseudonimo di Sophie Kinsella, e una delle più celebri opere della letteratura inglese chick lit.  È il primo di una serie di romanzi con la stessa protagonista.

Prima pubblicazione: 2000
Autore: Sophie Kinsella
Traduzione: Annamaria Raffo
Genere: Chick lit
Adattamenti: I Love Shopping (2009)
Becky è una giornalista che dalle colonne di un prestigioso giornale londinese consiglia risparmio e investimenti sicuri. È carina, piena di inventiva, determinata. E ha un’irrefrenabile passione: lo shopping. Irrefrenabile al punto da diventare una sorta di malattia, che la spinge a comprare abiti, accessori, cosmetici, ma anche dolci, biancheria e articoli per la casa… Per lei comprare è “come svegliarsi al mattino e rendersi conto che è sabato. È come i momenti migliori del sesso”. Esce di casa per comprare un litro di latte, e torna con l’ennesimo golfino, convinta che ne ha proprio bisogno; le vetrine la incantano, la scritta SALDI la manda in fibrillazione. Salvo poi aprire con terrore l’estratto conto della carta di credito.”
Nel leggere queste pagine ti accorgi di quanto sia stata “lungimirante” l’autrice nello scegliere il  leitmotiv “acquisto” – “carte di credito” legati, ad esempio, ad alcuni personaggi o situazioni che aiuta ad amalgamare il racconto  in un susseguirsi di gag e trovate, forse un pò folli ed anacronistiche (per i tempi di oggi), ma tanto di moda allora…(ricordo che era il 2000 quando ancora l’euro non aveva cominciato a produrre i danni che viviamo oggi)…
Ed alzi la mano chi è riuscita a non fare tutto quello che ha combinato la nostra protagonista…
Sfido una che sia una… perchè io, in primis, sono stata preda dell’acquisto compulsivo. Dimenticate forse che c’era l’abitudine di “fare il corredo” per le “figlie femmine”; io sono proprio quella che ha “perpetrato” questa furiosa mania di comprare per poi trovare… Ed invece mi ritrovo con tutto il corredo “conservato” perchè i tempi sono cambiati…
Ma ritorniamo al nostro libro; ho scritto che è un pò anacronistico perchè è impensabile riuscire ad “eludere” con espedienti così innocenti  (le lettere che Becky scrive in risposta ai ripetuti solleciti di pagamento) i tentativi delle banche di rientrare in possesso delle loro somme, ma sono proprio queste che danno vivacità e movimento al testo.
quello che vorremmo far tutte sempre

Insomma le azioni sono tante ed a volte così intricate che solo una come Bex, anzi Sophie Kinsella poteva immaginarle per arrivare alla fine del libro e chiuderlo in bellezza… ma… lasciando uno spioncino su un eventuale prosieguo… ed infatti… ne ha scritti altri 5 sul medesimo filone… ma il primo, secondo me, rimane il migliore.

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