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Scarlett Thomas Oligarchia, Newton compton, recensione

Recensione: Oligarchia di Scarlett Thomas

Oggi recensisco il romanzo Oligarchia di Scarlett Thomas! Chissà come mi sarà parso?

Buongiorno iCrewer! Giungo per esporti il mio pensiero riguardo l’ultimo libro che ho letto: Oligarchia di Scarlett Thomas, edito da Newton Compton.

Non ti nascondo di essere stata parecchio perplessa da questa lettura. Era la prima volta che mi cimentavo con un romanzo che tratta disturbi alimentari e, permettimi di dirlo, ora ho anche capito come mai. Però, ovviamente, questa è soltanto la mia opinione e, prima di dare qualsivoglia giudizio, l’opera di Scarlett Thomas necessità di essere analizzata più nel profondo (anche perché ho visto che altri suoi lavori hanno ricevuto decisamente più stelle, quindi magari sono stata sfortunata io a non trovare quello giusto per me).

Due parole sulla trama

Per Natasha questo è un mondo nuovo. La sua vita è cambiata soltanto qualche settimana fa, trasformandola da comune adolescente russa a figlia di un oligarca milionario. E insieme a questo mutamento di status sono arrivati regali, abiti e l’iscrizione a un collegio inglese frequentato soltanto da signorine con genitori dai conti in banca con molti, molti zeri.

Tuttavia, tra quelle stanze antiche non tutto è come sembra. La tecnologia fa a pugni con l’antico e qualcosa di insidioso, pericoloso si annida nelle tenebre.

Oligarchia: la mia recensione

Come forse avrai intuito, iCrewer, mi trovo abbastanza in difficoltà nello scrivere questa recensione. Non tanto perché il libro di Scarlett Thomas non mi sia piaciuto (fidati, in quel caso sarei probabilmente in grado di farti una lunga, lunga lista delle mie motivazioni), ma perché non so cosa pensare di questo lavoro. Ero perplessa mentre lo leggevo e sono perplessa ora che l’ho finito.

Di per sé lo stile di Oligarchia è scorrevole, la lettura scorre veloce e senza intoppi, l’editing è fatto bene e il frequente cambio di punti di vista e salti temporali tiene vivo l’interesse, non permettendo alla trama di ristagnare. Tuttavia, non mi ha convinto.

Per la maggior parte dell’opera ciò su cui le ragazze si concentrano è il loro rapporto conflittuale con il cibo, e i tentativi maldestri che la scuola fa per rattoppare una situazione davvero complessa. E fino a qui nulla di male, no? Un romanzo con protagoniste adolescenti che soffrono di disturbi alimentari: un tema molto attuale, complesso (e che non mi ha messo del tutto a mio agio, ma questo non dipende certo dall’autrice).

Poi, a narrazione speditamente avviata, la protagonista improvvisamente cambia rotta e diventa un po’ una detective. Il che ci starebbe anche, se magari il passaggio fosse stato più approfondito e, chessò, descritto dettagliatamente. Mi è sembrato come se piombasse in un discorso diretto in un’altra direzione e che in quattro e quattr’otto portasse a casa il risultato necessario per concludere la storia. Mi ha lasciato un gusto strano in bocca (tanto per rimanere in tema).

Le protagoniste, poi, sono un altro aspetto che non riesco a spiegarmi. Qual era lo scopo di Scarlett Thomas? Fare un ritratto di una determinata categoria di ragazze appena entrate nell’età adolescenziale? Provocare una reazione di indignazione nel lettore? Mettere in qualche modo in guardia o descrivere la facilità con cui si può cadere vittima dei disturbi alimentari e quanto possa essere difficile accorgersene dall’esterno? Sinceramente non sono riuscita a darmi una spiegazione, e, se devo essere sincera fino in fondo, è già parecchio strano che sia andata a cercarla (di solito, leggo un libro assaporandolo, gustandolo, vivendo le emozioni e sensazioni che dà a me, e lasciando per un secondo momento le intenzioni dell’autore nello scrivere l’opera).

Fatto sta che mi sono trovata di fronte ragazzine tutte simili, con solo qualche accenno di diversità, che non dimostrano, se non in brevi tratti, una profondità psicologica e introspettiva. Tutte le loro azioni sembrano essere capricci, o guidate da impulsi di superfice. Ripeto, magari ho interpretato io nel modo sbagliato Oligarchia, perché altrimenti non so davvero cosa pensare.

Purtroppo non riesco a salvare nemmeno la cover. O meglio, di per sé è molto carina, sia nei colori che nell’illustrazione, ma mi da vibrazioni fantasy, non da collegio della campagna inglese in cui ragazzine dell’élite convivono con problematiche di ogni sorta.

In conclusione, mi vedo costretta a inserire Oligarchia di Scarlett Thomas in una zona grigia, tra quei romanzi di cui non so nemmeno cosa dire di preciso, tanto l’impressione che hanno lasciato in me è sfocata o poco profonda. Ammetto che sicuramente non è il mio genere preferito (non che sia la prima volta che capita, ma di solito, se un libro è bello, lo è e basta), e forse non sono dell’età più giusta per leggerlo, ma penso anche che se mi ci fossi imbattuta da adolescente, il mio pensiero non sarebbe stato troppo diverso.

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La scrittrice inglese Scarlett Thomas

Scarlett Thomas

Classe 1972, Scarlett Thomas è originaria di Londra e ora insegna scrittura creativa all’Università del Kent. I suoi romanzi sono stati tradotti in più di venti lingue e le hanno valso la candidatura a svariati premi.

Con Newton Compton ha pubblicato la trilogia per ragazzi formata da Il drago verde, Il potere del drago, Il gatto dell’altro mondo; e il più recente Oligarchia.

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Voto iCrewers

Purtroppo Oligarchia di Scarlett Thomas non è un libro che ho trovato nelle mie corde, ma, come sempre, questa è solamente la mia opinione personale.

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