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Recensione: “Con il casco azzurro” di Alessandra Giorgi

Casco azzurro
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A breve in pubblicazione

  • Novità in libreria: Newton Compton editore sarà pubblicato alle 10:00 del 08.07
  • News: Il 9 luglio a Milano l'inaugurazione della nuova libreria Libraccio Canonica sarà pubblicato alle 12:00 del 08.07

Perfetto bilanciamento tra quantità di vita e qualità di vita

Caro lettore,                                                                                                       qualche giorno fa ho fatto la segnalazione a questo libro, “Con il casco azzurro verniciato a spruzzo” è come se mi chiamasse, se mi dicesse “Leggimi!”. Nessun errore, tra il titolo e l’inizio di questo articolo, ma solo un titolo originale molto lungo, così in molti casi lo troverete in forma abbreviata, proprio come nel titolo di questo articolo. L’ho letto, o per meglio dire l’ho bruciato in poco più di un’ora. Dalle ricerche che avevo fatto, ai miei capi avevo detto di volerlo leggere perché sembrava una storia breve, ma intensa. Impressioni confermate al 100%, ammetto che mi è scivolata qualche lacrima.

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Mi è piaciuta la storia: il legame della figlia nei confronti del padre, malato ma molto combattivo. Ad un certo punto arriva il giorno in cui dice alle figlie e alla compagna che è stanco e decide di interrompere la dialisi accettando tutte le conseguenze della sua scelta. Come mi aspettavo mi sono sentita in sintonia con il personaggio di Giorgio, questo papà, amante delle motociclette, costretto a fare il chimico, esperienza che gli consente di sperimentare numerose ricette, partendo dalle molecole che le compongono. Ha addirittura inventato un “latte” meno proteico, per i suoi problemi con il diabete. La trama risulta scorrevole, piacevole da leggere e interessante come modo di affrontare la vita. Non ho riscontrato errori di battitura. Mi è piaciuto moltissimo come racconto, perché aggiunge un ulteriore tassello alle esperienze che sto vivendo! I miei complimenti alla scrittrice per questo suo primo romanzo in cui ha tratto la forza e la voglia di vivere, descrivendo la morte con lo stesso rispetto e la stessa delicatezza che solo una figlia poteva trasmettere.

Ti riporto una frase che mi insegna sempre mio marito: “Per ogni lavoro con l’attrezzo giusto fai meno fatica e non rischi di farti male.” Forse ora la imparerò!

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