500 Chicche di riso Book Cover 500 Chicche di riso
Alessandro Pagani
Humor
96, rue de-La-Fontaine
Libro
116

Prefazione a cura di Cristiano Militello

Ho scritto più prefazioni che libri, evidentemente mi vengono benino. Come funziona? Un autore ti fa leggere il suo libro in anteprima e tu devi scrivere qualcosa di brillante, spiegando grossomodo al lettore cosa troverà all'interno del volume e se quest'ultimo ti è "garbato" o meno. Naturalmente nel 99,99% dei casi il prefatore scrive bene del libro in questione e l'esercizio diventa una sorta di trip advisor a senso unico: si articola una sorta di recensione dell'opera cercando di non spoilerarla eccessivamente. Il tutto contrappuntato da note che riferiscano del legame, dell'empatia e dei punti di contatto tra l'autore e il prefatore.

Quando esistono.

Mentre quando i due non si conoscono nemmeno bisogna "ravanare" e produrne di freschi!

Pur trovando singolare che uno che si chiama Pagani si rivolga a uno che si chiama Cristiano, ritengo che tra noi sussistano diversi tratti comuni.

Entrambi siamo toscani e si sa, la Toscana ti dà una lente tutta sua per mettere a fuoco le cose, per filtrarle, per giocarci su. Questo è un imprinting che non viene rimosso né spostato dalla latitudine. Io vivo a Milano da 13 anni ma continuo a vedere il mondo con lo stesso sguardo toscano.

L'autore è un batterista, io sono o, meglio, sono stato un percussionista. Entrambi dunque amiamo andare a tempo, probabilmente anche con la vita, una vita il più possibile ritmata, s'intende. Chi sa tenere il tempo musicale è avvantaggiato coi tempi comici.

Il Pagani è un umorista, portatore sano di sorrisi e per questo, come il sottoecritto, a pieno titolo impegnato nel sociale. Come poter definire altrimenti, visti i grami che viviamo, chi riesce a distogliere un lettore, un ascoltatore, uno spettatore dai problemi e dai brutti pensieri?

In "Chicche di riso" il Pagani, si mette nel solco dei Bartezzaghi e dei Campanile, passando per Woody Allen - la numero 499 avrebbe potuto scriverla tranquillamente lui -

Il nostro ci regala o, meglio, ci fa pagare il giusto, una valanga di freddure con predilezione per il calembour, anzi, ad esser precisi, per i metaplasmi, le metatassi e i metasememi. Non vi spaventate: nel mesozoico (1994) mi sono laureato con una tesi dal titolo "aspetti comunicativi e pragmatici del cabaret come tecnica di satira" e nel capitolo 5 misi in fila, appunto, tutte le tipologie di battuta esistenti. Da allora le ho sempre genericamente chiamate "battute", diamine, ma vedi che alla fine arriva un momento nella vita in cui il pezzo di carta serve davvero?

 

“500 Chicche di riso” fa parte della collana juste pour rire scritto da Alessandro Pagani per 96, Rue de La Fontaine Editori, con prefazione a cura di Cristiano Militello

Alessandro Pagani è nato a Firenze nel 1964 , dove vive e lavora. Artista del movimento underground fiorentino Pat Pat Recorder durante gli anni ’80, nel 1988 inizia un percorso come musicista con svariati gruppi. Attualmente è batterista del gruppo rock Stolen Apple. Ha pubblicato Perché non cento? (2016), Io mi libro (2018).

Cristiano Militello è nato a Pisa nel 1968, è un comico, giornalista e personaggio televisivo, attualmente vive a Milano per motivi di lavoro. Laureato in Scienze Politiche con una tesi dal titolo “Aspetti comunicativi e pragmatici del cabaret come tecnica di satira”

Due toscani doc ed è risaputo mai criticare i toscani, loro sono super partes, egocentrici, fanatici, burloni, hanno quel qualcosa in più, tipo la madre lingua italiana e i più grandi scrittori della storia della letteratura.

Apri una pagina di questo libro.
Leggi una chicca.
Ripeti l’operazione per altre 499 volte.

La prefazione di Alessandro Militello ci apre le porte su quello che troveremo nel libro di Alessandro Pagani.

500 Chicche, sono battute che attraverso il mondo dell’ironia, la satira, sarcasmo e ingannevoli nonsense, il cui tema surreale sovverte ogni tipo di aspettativa, conducendoti oltre il pensiero razionale e la dialettica, servendosi dell’assurdo per accendere provocazioni, allusioni e paradossi più o meno espliciti, – il marito della cuoca è geloso del suo passato – Le 500 frasi oltre a sfatare luoghi comuni e personaggi sia reali che dell’immaginario collettivo, tentano di ridicolizzare la consuetudine, la monotonia della vita quotidiana, attraverso l’uso delle parole in chiave di gioco anche con l’ausilio di situazioni umoristiche, che tutti almeno una volta nella vita sia da “protagonisti” che da “spettatori” ci siamo imbattuti.

Come miti lui prende a battesimo Bartezzaghi e Campanile, passando per Woody Allen, la numero 499 avrebbe potuto scriverla tranquillamente lui – Io e mia moglie abbiamo raggiunto un’intesa sessuale perfetta: ieri avevamo mal di testa, e i nostri amanti pure

Quindi leggiadro, ironico, goliardico, avvolte anche ludico, insomma, questo è un “libricino” leggero ricco di freddure e nonsense.

Non ha bisogno di un segnalibro, non ci sono personaggi da ricordare, eventi suggestivi, narrazioni “logorroiche” sui paesaggi, non ha un genere letterario tipo: thriller, romance, poliziesco, giallo – buongiorno vorrei un libro giallo – mi spiace, i gialli sono finiti. Sono rimasti verdi, rossi e blu

Ti basta aprire una qualsiasi pagina per leggere una chicca, il tutto condito da giochi di parole, avvolte in italiano altre volte in inglese – traduca: questi termometri sono gelati! Freddy Mercury -. In modo spassoso si esplorano personaggi e situazioni per descrivere in “pillole” circostanze paradossali o paradossalmente umoristiche, circondate da nonsense. Per certi versi mi ricordano molto le frasi irrazionali usate dal fervido Groucho – che ci fai col tuo gemello in giro? Lasciami perdere, oggi sono fuori di me – assistente di Dylan Dog, per questo motivo mi sono molto piaciute. Anche se alcune peccano di essere “vetus” come i vecchi faceti, uscite dalle pagine dei rotocalchi enigmistici degli anni ottanta – quegli ortolani che hanno avuto l’incidente si lamentano dal dolore. Poverini perchè non li sedano?Due napoletani che s’incontrano all’estero sono conterronei

Belle anche le immagini a cura di Massimo Zatini, che insieme alle 500 chicche completano un quadro che contiene già in sé il sarcasmo e l’ironia.

In sintesi recensire 500 Chicche con un’altra chicca: – chicche usate come se fossero pillole esilaranti, essenziali per un elisir di lunga vita, oppure usate come i confetti Falqui, rilassano e rilasciano

Si consiglia una lettura a saltelli secondo l’umore del momento.

 

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