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Recensione: “500 Chicche di riso” di Alessandro Pagani

500 Chicche di riso

“500 Chicche di riso” fa parte della collana juste pour rire scritto da Alessandro Pagani per 96, Rue de La Fontaine Editori, con prefazione a cura di Cristiano Militello

Alessandro Pagani è nato a Firenze nel 1964 , dove vive e lavora. Artista del movimento underground fiorentino Pat Pat Recorder durante gli anni ’80, nel 1988 inizia un percorso come musicista con svariati gruppi. Attualmente è batterista del gruppo rock Stolen Apple. Ha pubblicato Perché non cento? (2016), Io mi libro (2018).

Cristiano Militello è nato a Pisa nel 1968, è un comico, giornalista e personaggio televisivo, attualmente vive a Milano per motivi di lavoro. Laureato in Scienze Politiche con una tesi dal titolo “Aspetti comunicativi e pragmatici del cabaret come tecnica di satira”

Due toscani doc ed è risaputo mai criticare i toscani, loro sono super partes, egocentrici, fanatici, burloni, hanno quel qualcosa in più, tipo la madre lingua italiana e i più grandi scrittori della storia della letteratura.

Apri una pagina di questo libro.
Leggi una chicca.
Ripeti l’operazione per altre 499 volte.

La prefazione di Alessandro Militello ci apre le porte su quello che troveremo nel libro di Alessandro Pagani.

500 Chicche, sono battute che attraverso il mondo dell’ironia, la satira, sarcasmo e ingannevoli nonsense, il cui tema surreale sovverte ogni tipo di aspettativa, conducendoti oltre il pensiero razionale e la dialettica, servendosi dell’assurdo per accendere provocazioni, allusioni e paradossi più o meno espliciti, – il marito della cuoca è geloso del suo passato – Le 500 frasi oltre a sfatare luoghi comuni e personaggi sia reali che dell’immaginario collettivo, tentano di ridicolizzare la consuetudine, la monotonia della vita quotidiana, attraverso l’uso delle parole in chiave di gioco anche con l’ausilio di situazioni umoristiche, che tutti almeno una volta nella vita sia da “protagonisti” che da “spettatori” ci siamo imbattuti.

Come miti lui prende a battesimo Bartezzaghi e Campanile, passando per Woody Allen, la numero 499 avrebbe potuto scriverla tranquillamente lui – Io e mia moglie abbiamo raggiunto un’intesa sessuale perfetta: ieri avevamo mal di testa, e i nostri amanti pure

Quindi leggiadro, ironico, goliardico, avvolte anche ludico, insomma, questo è un “libricino” leggero ricco di freddure e nonsense.

Non ha bisogno di un segnalibro, non ci sono personaggi da ricordare, eventi suggestivi, narrazioni “logorroiche” sui paesaggi, non ha un genere letterario tipo: thriller, romance, poliziesco, giallo – buongiorno vorrei un libro giallo – mi spiace, i gialli sono finiti. Sono rimasti verdi, rossi e blu

Ti basta aprire una qualsiasi pagina per leggere una chicca, il tutto condito da giochi di parole, avvolte in italiano altre volte in inglese – traduca: questi termometri sono gelati! Freddy Mercury -. In modo spassoso si esplorano personaggi e situazioni per descrivere in “pillole” circostanze paradossali o paradossalmente umoristiche, circondate da nonsense. Per certi versi mi ricordano molto le frasi irrazionali usate dal fervido Groucho – che ci fai col tuo gemello in giro? Lasciami perdere, oggi sono fuori di me – assistente di Dylan Dog, per questo motivo mi sono molto piaciute. Anche se alcune peccano di essere “vetus” come i vecchi faceti, uscite dalle pagine dei rotocalchi enigmistici degli anni ottanta – quegli ortolani che hanno avuto l’incidente si lamentano dal dolore. Poverini perchè non li sedano?Due napoletani che s’incontrano all’estero sono conterronei

Belle anche le immagini a cura di Massimo Zatini, che insieme alle 500 chicche completano un quadro che contiene già in sé il sarcasmo e l’ironia.

In sintesi recensire 500 Chicche con un’altra chicca: – chicche usate come se fossero pillole esilaranti, essenziali per un elisir di lunga vita, oppure usate come i confetti Falqui, rilassano e rilasciano

Si consiglia una lettura a saltelli secondo l’umore del momento.

 

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