La classifica è stata stilata dal New Yorker, famoso periodico statunitense.

Il termine podcast nasce dall’unione di altre due parole: iPod e Broadcasting. L’iPod è il nome dato da Apple ai suoi lettori MP3 portatili, Broadcasting è un termine tecnico del mondo radiofonico. Il podcast è quindi un programma o un contenuto radiofonico o in video registrato digitalmente, disponibile su Internet e caratterizzato da un codice che permette di riprodurlo in un secondo momento anche su un lettore portatile.

Quindi, se abbiamo perso una puntata del nostro programma radiofonico preferito, possiamo andare sul sito della radio, trovare la registrazione della puntata e scaricarla sul Pc o sul lettore portatile, per ascoltarla poi in qualunque momento e in qualunque luogo. il podcast sta diventando sempre più popolare, all’estero ma anche in Italia, sono tanti i giornalisti e i conduttori ad affidarsi a questo mezzo per diffondere i lori contenuti. L’offerta è vasta, va da quelli dedicati all’informazione giornalistica, a quelli culturali, ma anche quelli solo di intrattenimento.

In occasione della fine dell’anno, la rivista americana New Yorker ha stilato la classifica dei dieci podcast migliori del 2018, si tratta ovviamente di produzioni americane.

Al decimo posto c’è Bear Brook, un podcast crime. Nel 1985 vicino a Bear Brook State Park a Allenston, nel New Hampshire, furono trovati quattro cadaveri in barili. Il caso, per decenni, ha conservato un alone di mistero, perché fino a poco tempo fa nessuno sapeva chi fossero i morti e chi li avesse uccisi.

 

 

 

Al nono posto c’è Caught: The lives of Juvenale Justice, un podcast che racconta le vicende di un gruppo di detenuti minorenni dentro e fuori il centro di detenzione.

Sull’argomento dei detenuti minorenni, potrebbe essere interessante questa lettura.[amazon_link asins=’8887555834′ template=’ProductCarousel’ store=’game0ec3-21′ marketplace=’IT’ link_id=’8814e0b6-0f3a-11e9-ae5e-fdab54cf3232′]

 

 

 

All’ottavo posto c’è The promise, un programma che segue la trasformazione del James A. Cayce Homes, un quartiere problematico della città di Nashville. All’inizio della serie, il quartiere stava per essere abbattuto per essere poi ricostruito secondo il progetto moderno che vorrebbe residenti e professionisti vivere in armonia nei nuovi edifici. Ma la perfezione sembra esistere solo sulla carta.

 

Al settimo posto c’è Caliphate, un podcast condotto dalla giornalista del Times Rukmini Callimachi, che parla in modo dettagliato dell’Isis.

Segnaliamo sull’argomento Isis anche questo libro, vincitore di un premio Pulitzer.[amazon_link asins=’055217288X’ template=’ProductCarousel’ store=’game0ec3-21′ marketplace=’IT’ link_id=’824aae2c-0f3b-11e9-9639-3d323de10374′]

 

 

 

 

Al sesto posto c’è la terza stagione di Serial, il podcast crime che si prefigge non di analizzare crimini, ma proprio il sistema di giustizia americano, parlando di ingiustizie legali e di tante altre inadeguatezze, studiando un anno di rapporti al Justice Center di Cleveland, in Ohio.

 

 

Al quinto posto c’è Trump, Inc che cerca di fornire un quadro dettagliato della presidenza di Trump da un punto di vista politico ed economico, con un confronto tra altri giornalisti ed ascoltatori.

Di Trump, in maniera non troppo entusiasta, si parla anche in questo libro che ha diviso l’opinione pubblica.[amazon_link asins=’8817102938′ template=’ProductCarousel’ store=’game0ec3-21′ marketplace=’IT’ link_id=’7f7cf277-0f3c-11e9-bfaa-a31c7152098f’]

 

 

 

 

Al quarto posto c’è Articles of Interest, il podcast che tratta di vari argomenti, passando dal jeans alle camicie hawaiane, dal plaid al punk e tanto altro.

 

 

 

 

Al terzo posto c’è Cocaine & Rhinestones, una serie divertente sulla musica country del ventesimo secolo.

 

 

 

 

Al secondo posto c’è Slow Burn, il podcast a cura di Leon Neyfach che tratta di storia politica. La stagione precedente ha trattato dello scandalo Watergate ed ha avuto un enorme successo, ora sta analizzando in modo tagliente ed ironico la figura di Bill Clinton, protagonista di un latro famoso scandalo.

 

 

Infine, al primo posto troviamo In the dark, che si occupa di casi giudiziari. Nella prima stagione ha parlato di Jacob Wetterling, scomparso ad undici anni nel 1989 dalla sua città natale, in Minnesota. Nella stagione attuale, si sta occupando della storia di Curtis Flower, processato sei volte per l’omicidio di quattro uomini nel negozio di mobili dove lavorava. Poiché Flower è nero e il procuratore Doug Evans che ha cercato per venti anni di farlo condannare è bianco, il programma cerca di sottolineare come il razzismo e gli abusi di potere abbiano influenzato questo caso.

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Tina Maucci
Mi chiamo Tina, sono nata a Benevento il 5.1.1966. La mia è una città piccola, provinciale, fino a qualche anno fa sconosciuta a molti. Bella, però. Mi sono diplomata in ragioneria e ho sempre lavorato a contatto con il pubblico e nel settore commercio. Da un paio di anni, ho scelto una tipologia di lavoro diverso, sto di più a casa e cerco di dedicarmi a quella che è la mia passione. La scrittura. Le parole sono sempre state con me. Quando non sapevo scrivere, erano filastrocche nella mia mente, poi, da quando ho imparato ad usare le penna, sono diventate storie. Nonostante abbia potuto dedicare alla mia passione meno tempo di quello che avrei voluto, sono riuscita a pubblicare due romanzi. E non ho intenzione di smettere….

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