Il 16 maggio 2026, al Salone Internazionale del Libro di Torino, è stata annunciata la cinquina finalista del Premio Strega Poesia 2026, giunto alla sua quarta edizione. Il Comitato scientifico del Premio, composto da Maria Grazia Calandrone, Andrea Cortellessa, Mario Desiati, Roberto Galaverni, Vivian Lamarque, Patricia Peterle, Stefano Petrocchi, Laura Pugno, Antonio Riccardi e Gian Mario Villalta, ha selezionato i cinque titoli finalisti tra 138 opere candidate. Il vincitore sarà proclamato il 13 ottobre alla Casa dell’Architettura di Roma, presso il complesso monumentale dell’Acquario Romano, da una giuria di circa 100 personalità della cultura. Per il contesto completo dei premi letterari dell’anno, è disponibile sul portale il calendario degli eventi letterari 2026.

Premio Strega Poesia 2026: i cinque finalisti con le motivazioni del comitato
Carmen Gallo entra in cinquina con Procne Machine (Einaudi), uscito nella collana Bianca a gennaio 2026. Il Comitato scientifico descrive il volume come un monumento classico paradossale, la scultura a parole di quanto di più lieve conosciamo: il volo, e del suo contrario. Al centro del libro compare un saggio in versi sull’atto del volare, con parole che spiccano dalle terre del mito e planano sulla materia letteraria. La poesia, secondo la motivazione, è attraversamento della paura, fissazione verbale di una fobia. Carmen Gallo, nata a Napoli nel 1988, insegna letteratura italiana e traduce poesia.
Federico Italiano è finalista con Godzilla e altre poesie (Guanda). Il Comitato lo presenta come un libro della piena maturità, in cui l’autore porta a compimento la sua poetica della realtà e dell’oggettività: scene, ricordi, situazioni, cose e paesaggi, soprattutto quello ticinese dell’infanzia, che rimandano sempre a un Altrove interiore. Italiano, nato a Brescia nel 1976 e docente di letteratura comparata all’Università di Monaco, è anche traduttore e ha già vinto il Premio Viareggio-Rèpaci.
Isabella Leardini è in cinquina con Maniere nere (Mondadori). La motivazione del Comitato sottolinea come il titolo richiami la tecnica incisoria del mezzotinto, il rovesciamento del buio in luce: la poesia di Leardini lavora sul negativo, sul buio da cui emerge il dettaglio luminoso. Nata a Ferrara nel 1970, Leardini è tra le voci più riconoscibili della poesia italiana contemporanea ed è anche fondatrice del festival di poesia La Soffitta.
Fabrizio Lombardo entra in finale con La linea spezzata (Donzelli). Il Comitato descrive il libro come un’opera che procede per interruzioni, fratture e riprese, in cui la linea del verso e la linea della vita si spezzano e si ricompongono. Lombardo, nato a Napoli nel 1971, è poeta, critico e traduttore. Ha curato antologie di poesia contemporanea e collabora con diverse riviste letterarie.
Vincenzo Ostuni chiude la cinquina con Faldone (Il Saggiatore). La motivazione del Comitato indica un libro che procede per accumulo di materiali eterogenei, come un faldone d’archivio appunto, in cui documenti, frammenti e voci si stratificano fino a costruire una forma inattesa. Ostuni, nato a Cosenza nel 1972, è poeta, editor e traduttore di poesia anglofona. Ha fondato la rivista Prova d’autore ed è considerato uno dei nodi più attivi della rete della poesia italiana contemporanea.
Un premio alla quarta edizione: la poesia nel sistema Strega
Il Premio Strega Poesia è giunto alla sua quarta edizione e si conferma il riconoscimento più visibile per la poesia italiana contemporanea, capace di portare i nomi dei poeti fuori dai circuiti specialistici e nelle librerie mainstream. La cinquina 2026 è significativa per la varietà delle case editrici rappresentate: Einaudi, Guanda, Mondadori, Donzelli e Il Saggiatore, un equilibrio tra grandi gruppi e editori indipendenti di qualità che riflette la vitalità del panorama poetico italiano. Per chi vuole approfondire l’analisi dei favoriti e del Premio Strega in senso più ampio, sul portale è disponibile l’articolo sulle dinamiche e i favoriti del Premio Strega narrativa 2026.