Dal 4 all’8 dicembre 2024, si è tenuta alla Nuvola dell’Eur di Roma la fiera Più libri più liberi, evento annuale dedicato alla piccola e media editoria italiana. Tuttavia, quest’anno l’evento è stato segnato da accese polemiche che hanno scosso il mondo culturale e mediatico.
La controversia è esplosa con l’invito iniziale al filosofo Leonardo Caffo, imputato in un processo per maltrattamenti e lesioni aggravate nei confronti della sua ex compagna. La sua partecipazione, prevista per la presentazione del libro “Anarchia – Il ritorno del pensiero selvaggio”, ha scatenato proteste da parte di autori e pubblico. Numerosi ospiti, tra cui Zerocalcare, Fumettibrutti e Sio, hanno deciso di annullare la propria partecipazione per manifestare il loro dissenso.

Inizialmente, Chiara Valerio, responsabile della programmazione della fiera, aveva difeso l’invito a Caffo, affermando che “un processo in corso non equivale a una condanna” e che la fiera dovrebbe rimanere uno spazio di dibattito aperto. Questa posizione, però, ha attirato ulteriori critiche, accusandola di minimizzare la gravità delle accuse. La pressione mediatica e le prese di posizione di molti autori hanno portato alla decisione di ritirare l’invito a Caffo.
La vicenda ha sollevato un dibattito più ampio sul confine tra libertà culturale e responsabilità etica degli organizzatori di eventi, alimentando opinioni contrastanti tra chi riteneva inappropriata la presenza di Caffo e chi difendeva il principio di presunzione di innocenza.
Le reazioni della fiera
Nonostante le polemiche, l’evento ha confermato il suo ruolo di punto di riferimento per l’editoria indipendente. Con oltre 500 espositori e un calendario ricco di incontri, la fiera ha mantenuto una forte affluenza. Gli organizzatori hanno espresso rammarico per gli episodi che hanno condizionato questa edizione, ribadendo l’impegno a garantire uno spazio libero e inclusivo per la cultura.
L’organizzazione ha fatto sapere che le defezioni sono state 23 su 1.200 relatori, minimizzando l’impatto delle rinunce e sottolineando la partecipazione di numerosi protagonisti della scena editoriale.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli, presente all’inaugurazione, ha sottolineato l’importanza di mantenere viva una piattaforma per la piccola e media editoria, auspicando che le polemiche non offuschino i meriti dell’iniziativa. È chiaro che, per continuare a rappresentare un punto di riferimento nel panorama culturale italiano, la fiera dovrà affrontare con maggiore attenzione le scelte programmatiche future.