Caro iCrewer con Giosuè Carducci concludiamo il tour tra i parchi letterari italiani.

E’ stata una bellissima scoperta e vale sicuramente la pena andarli a visitare, tra l’altro sul sito dei parchi puoi aggiornarti sugli eventi organizzati e sugli itinerari che abbiamo anche ripercorso insieme in questi mesi.

Ma adesso ci concentriamo su questo illustre poeta toscano, che ha ottenuto il Premio Nobel per la letteratura nel 1906.

“Quel tratto della Maremma che va da Cecina a San Vincenzo, è il cerchio della mia fanciullezza… Ivi vissi, o, per meglio dire, errai, dal 1838 all’Aprile del 1849.”
 Giosue Carducci, Lettere.
Parco letterario
Giosuè Carducci nasce a Val di Castello, frazione di Pietrasanta in Versilia, il 27 luglio 1835. Il poeta trascorre un’infanzia serena studiando i classici che trova nella libreria del padre medico. A Firenze completa gli studi classici presso i padri Scolopi di San Giovannino ed incontra Elvira Menicucci, che sposerà. Nel 1855 si laurea in Filosofia e Filologia alla scuola Normale Superiore di Pisa. Insegna alla cattedra di Eloquenza Italiana presso I’Università di Bologna per quarantaquattro anni. Partecipa anche alla vita politica ed intellettuale del tempo e nel 1890 è nominato senatore a vita per meriti letterari.
BolgheriIl suo legame con la Maremma, la terra natia, è molto forte nonostante ci abbia trascorso solo l’infanzia e qualche periodo in età adulta. In particolare dal 1838 al 1848 visse insieme alla famiglia a Bolgheri, dove erano stati costretti ad emigrare per via dei guai che il padre, dott. Michele Carducci, si era procurato vista la sua fede repubblicana e carbonara insieme ad una incontrollata dialettica.
Successivamente furono costretti per lo stesso motivo a lasciare Bolgheri per Castagneto Marittimo.
Castagneto carducciQui è possibile visitare la casa del Poeta che è stata aperta al pubblico nel mese di giugno del 1992 grazie alla proprietaria, Maria Bianca Cancellieri che, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, ha restaurato e ripristinato l’appartamento.
Nel 1907, con la morte del poeta il 16 febbraio a Bologna, la denominazione di Castagneto Marittimo fu cambiata in Castagneto Carducci.
Castagneto Carducci fa anche parte di un itinerario sensoriale che il Parco Letterario Giosuè Carducci insieme all‘Associazione Messidoro hanno creato per far ripercorrere al visitatore lo scenario che ha ispirato il poeta: le colline, i boschi, gli uliveti, le pinete, il canto delle cicale, le spiagge sul mare cristallino, i castelli dei Della Gherardesca, la strada del vino. Si tratta di tre itinerari che associano il vino e la poesia, i musei (Museo dell’olio e Museo Archivio carducciano) e proprio le strade e i vicoli di Castagneto Carducci.

San Martino

Le sue liriche più belle parlano proprio della sua Terra, dei paesaggi e dei ricordi della sua giovinezza, come Rime nuove che è una raccolta di 105 poesie composte fra il 1861 e il 1887. Tra le poesie più famose di questa raccolta:

La nebbia a gl’irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mar;

Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de’ tini
Va l’aspro odor de i vini
L’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l’uscio a rimirar

Tra le rossastre nubi
Stormi d’uccelli neri,
Com’esuli pensieri,
Nel vespero migrar.

In questa poesia Carducci descrive la sua Maremma in autunno inoltrato quando la nebbia sale e il mare è agitato per il maestrale. Si sente l’odore del mosto che arriva nelle vie del borgo e rende allegri. Lo spiedo gira sul fuoco e il cacciatore si ferma a guardare gli stormi di uccelli che migrano, associandoli ai pensieri.

Una poesia che molti di noi ricordano a memoria e che in poche righe ti porta direttamente tra quelle vie e se chiudi gli occhi puoi vedere il grigiore del tempo, puoi sentire il rumore del mare, l’odore del fuoco e del vino. E ancora inquietudine e poi allegria e senso di pace.

Alla sua Terra lo univa anche l’amore per la cucina e il vino: sono, infatti famose le sgambate e ribotte del Carducci, ossia banchetti che duravano per ore, dal mattino fino alla sera, e dove con gli amici di Castagneto parlava, recitava poesie e beveva vino.

Se hai già visitato qualcuno dei Parchi letterari di cui ti abbiamo parlato aspettiamo il tuo commento! e se non lo hai ancora fatto e per il momento non puoi muoverti leggi i nostri articoli su questi meravigliosi luoghi che conservano e celebrano la memoria di illustri autori e autrici del nostro paese. Buona lettura!

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l’articolo è carino ma la foto è di Francesco Crispi, non Carducci!