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Olimpiadi di Tokio 2021

Sport in book: 100 giorni alle Olimpiadi

Olimpiadi di Tokio 2021, un anno di novità, cambia il Presidente, e tutto ricomincia alla grande!

Olimpiadi di Tokio 2021, ci siamo! Pandemia o meno, il mondo dello sport, quello delle grandi emozioni, è ormai in fibrillazione e non c’è più tempo per riflettere. Chi più chi meno, ne sono usciti con le ossa rotte, ma si è campioni anche per questo, la lotta è più dura che mai, l’importante è affrontarla senza paura, per un Olimpiade si può fare!

Tutti in pista quindi, ognuno con i propri attrezzi del mestiere, ma legati da un unica motivazione: andare avanti, ricominciare, con lo stesso spirito, la stessa grinta e voglia di fare, il pass per la gloria passa inesorabile da tutto questo. E non c’è più molto tempo. Tra poco più di due mesi, senza se e senza ma, le porte del Sol Levante si apriranno ufficialmente per dare il via, si spera senza altri intoppi, ad un Olimpiade che senza dubbio rimarrà alla storia.

Olimpiadi di Tokio, è partita la fiamma olimpica

Olimpiadi di Tokio la fiamma olimpica

Il conto alla rovescia è iniziato con il viaggio della fiamma olimpica partita da Fukushima verso Tokyo dove arriverà il 23 luglio, giorno della cerimonia di apertura. Attraverserà 47 prefetture del Giappone, retta da 10mila tedofori, tra cui la donna più vecchia del mondo di appena 118 anni!

Dopo 56 anni i nipponici infatti, ligi al dovere, hanno promesso una olimpiade ricca di innovazione, a loro dire, la più green possibile. Cosa ha partorito l’organizzazione? Intanto di realizzare la torcia con l’alluminio degli alloggi costruiti per il terremoto del 2011, di usare i rottami dei cellulari per coniare le medaglie e la plastica per costruire i podi delle premiazioni. Perfino Toyota, lo sponsor olimpico, ha messo a disposizione 3.700 veicoli elettrici per il trasporto degli atleti. Insomma tutto all’insegna del riciclo e qui, scusami, ma scappa l’applauso!

Attenzione! Gli esperti hanno confidato che l’estate non sarà per nulla mite, un problema serio per gli atleti a caccia di risultati, costretti, per questo, ad allenarsi ad alte temperature per arrivare preparati alla gara. Niente paura, anche in questo caso ad avere la meglio è la pragmaticità giapponese. Per non creare troppi problemi, piuttosto che asfaltare le strade contro il caldo hanno pensato bene di spostare la maratona a Sapporo in montagna e, novità assoluta, il vincitore non taglierà il traguardo nello stadio olimpico! Come dire se Maometto non va alla montagna…

Se la versione green ha dato i suoi frutti, la punizione per chi ha sbagliato è rimasta inalterata! A pagarne le conseguenze è infatti la Russia, grande assente dei giochi, per le accuse di irregolarità nei controlli antidoping e per questo bandita da tutte le competizioni fino al 2024. Una punizione troppo pesante? Chi sbaglia paga scrive l’Agenzia mondiale antidoping che non ha nessuna intenzione di cedere. Alle olimpiadi di Tokio potranno andare gli atleti russi non coinvolti nello scandalo ma sotto la bandiera di “paese neutrale”.

Vista l’atmosfera, detta tra noi, possiamo solo sperare che l’agenzia si ammorbidisca e accolga l’appello di Alex Schwazer di partecipare ai giochi, la vedo difficile ma la speranza è sempre l’ultima a morire no?

Se la Russia è costretta a rinunciare, la Corea del Nord invece, a Tokio, ha proprio scelto di non partecipare: Il comitato olimpico di Pyongyang ha comunicato di aver “deciso di non partecipare ai 32esimi Giochi olimpici per proteggere gli atleti dalla crisi sanitaria globale causata dal Covid-19″. Più che il desiderio di vedere sfilare gli atleti si sperava che la partecipazione della Corea potesse scongelare i rapporti con Washington, una decisione che di sportivo avrebbe avuto ben poco, a vantaggio però del bene comune, dopo il fallimento di un vertice tra Kim e Tramp ad Hanoi nel febbraio del 2019. Il sogno è sfumato dopo l’annuncio da parte della Corea di ritirarsi dai giochi causa la pandemia.

Seiko Haschimoto la nuova presidente del Comitato olimpico giapponese

Come era nelle previsioni e nonostante la commissione organizzativa giapponese si sia data da fare perché tutto, comunque, andasse in un certo modo, le perplessità riguardanti le Olimpiadi di Tokio non sono mancate. La prima grande gaffe in ordine di apparizione è proprio di Yashiro Mori, presidente del comitato organizzatore dei Giochi, convinto che  “le riunioni a cui partecipano troppe donne in genere vanno avanti più del necessario” una dichiarazione rilasciata a febbraio in merito alla proposta del ministero dell’Istruzione nipponico sulla eventualità di allargare le nomine nel consiglio dei Giochi ad  un maggior numero di donne.

In un nano secondo la notizia ha fatto il giro del mondo! Povero Mori, non si poteva certo aspettare che la frase passasse inosservata. Gli organizzatori hanno tentato di risolvere presentando tutte le scuse possibili e immaginabili, ma non ce stato nulla da fare. Troppe le polemiche sollevate dalla governatrice di Tokyo Yuriko Koike, decisa a non partecipare all’incontro a 4 con il presidente del Comitato internazionale (CIO), Thomas Bach. A queste poi si sono aggiunte quelle di Akio Toyota, presidente della casa automobilistica sponsor dei Giochi che ha considerato le parole “spiacevoli e certamente non in linea con i valori in cui la casa auto crede”. 

Fatto sta che a Mister Mori è stato consigliato di alzarsi dalla sedia e dare il proprio posto, guarda caso, a Seiko Hashimoto. La nuova presidente della commissione dei Giochi ha 56 anni, alle spalle una lunga carriera agonistica: sette edizioni delle Olimpiadi, estive e invernali, come ciclista e pattinatrice di velocità su ghiaccio, e per quest’ultima disciplina, nella gara dei 1.500 metri, ha vinto una medaglia di bronzo ai Giochi di Albertville del 1992.

Non solo, eletta per la prima volta in Parlamento nel 1995, la signora Hashimoto è stata dichiarata idonea per il nuovo incarico, per la capacità di promozione delle pari opportunità, il rispetto delle diversità e l’inclusione di genere, oltre alla capacità di valorizzare tali principi durante la preparazione dei Giochi perchè di questa esperienza ne possa un giorno parlare il mondo intero!

Olimpiadi di Tokio le nuove regole antipandemia

Andiamo avanti. Passiamo alle ultime decisioni in vista delle attività attività pratiche da gestire e le condizioni anticovid da applicare. Ce sono state molte forse troppe e tutte entrate in contraddizione tra loro. Da ieri fino all’11 maggio sono entrate in vigore le nuove misure di sicurezza per bloccare i focolai dell’infezione, insomma la situazione è seria dicono quelli dell’organizzazione 

“Per la gestione della crisi, ho chiesto l’applicazione di misure speciali a Tokyo”, ha spiegato la governatrice della città, Yuriko Koike. “È urgente prendere misure più forti, come ridurre il flusso di persone fra le città, altrimenti saremo costretti ad affrontare una maggiore diffusione dei contagi”. 

I controlli partono dai 14 giorni precedenti l’ingresso in Giappone: tamponi prima della partenza e all’arrivo nel Paese. Ci saranno applicazioni su smartphone per segnalare continuamente lo stato di salute e supportare l’attività di tracciamento durante i Giochi.

Saranno avviate tutte le procedure per identificare, isolare e trattare eventuali casi positivi al Covid tra questi un Platbook da consultare per acculturarsi sulle eventuali disposizioni da seguire.

Certo che in più di mezzo secolo dalle ultime Olimpiadi di Tokio sono cambiate molte cose . Nei Giochi del 1964 c’erano 19 discipline, quest’anno ce ne saranno 33. Di questo e di tanto altro ti racconterò nelle prossime settimane.

Mi raccomando non perdere l’articolo della settimana prossima!

 

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