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Offerta del giorno: La terapia dell’oblio di Paolo Mieli

Parliamo di "La teoria dell'oblio" di Paolo Mieli, il libro in offerta di oggi

Il libro in offerta di cui ti parlo oggi è La terapia dell’oblio di Paolo Mieli, pubblicato da Rizzoli. Si tratta di un saggio che si occupa del tema della memoria, e più in particolare di come essa abbia influito sugli eventi storici, inoltrandosi anche nel tema della memoria collettiva. Insomma, un ottimo volume per riflettere e imparare qualcosa di nuovo.

Paolo Mieli con La terapia dell’oblio: ecco la trama

la teria dell'oblio paolo mieli rizzoliBalzac scriveva che “i ricordi rendono la vita più bella, dimenticare la rende più sopportabile”; Borges nel racconto La biblioteca di Babele lascia che i suoi personaggi individuino nell’oblio “una forma di memoria”; già Dante alla fine del Purgatorio vuole che il fiume Lete permetta alle anime dirette al Paradiso di lavarsi dei propri peccati, rimuovendo così la memoria delle cose cattive del passato.

La letteratura ha sfiorato o trattato con cura il tema dell’oblio, e oggi è necessaria una somministrazione sapiente di dimenticanza anche in ambito storico e politico.

Per mettere in luce i danni da “eccesso di memoria”, Paolo Mieli, con la chiarezza del grande divulgatore e l’accuratezza dello storico, prende in esame decine di eventi ed episodi del nostro passato, dalla storia antica al Medioevo fino ai nostri giorni: dal ruolo – mal compreso e peggio ricordato – di Caracalla imperatore di Roma a Carlo Magno, da Bisanzio “oscurata” da Costantinopoli alla Napoli rivoluzionaria di fine Settecento.

Tra amnesie sospette e memorie riluttanti, queste pagine restituiscono rilevanza anche a temi a noi più cari e vicini, quasi quotidiani, come le origini della mafia, l’eredità del fascismo italiano e del nazismo tedesco, indagando il non detto che segna il racconto della Resistenza e spingendosi a commentare il discorso pubblico del nostro presente, tra virus, pandemie, ipotesi cospirazioniste.

Una terapia, quella a base di oblio, che Mieli identifica come necessaria, dato che “gli storici avrebbero dovuto far argine in qualche modo al dilagare della memoria”. Perché “quando si hanno idee forti sul presente, è pressoché inevitabile che quelle idee si impongano sulle interpretazioni del passato.” Eppure, dobbiamo fare di tutto per evitarlo.

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Cristina Speggiorin
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