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Novità in libreria: Margini di errore, Daniele Coen (Mondadori)

L'esperienza medica dell'ex-direttore del Pronto Soccorso dell'ospedale Niguarda di Milano

Margini di errore

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A breve in pubblicazione

  • Segnalazione: L'amore è... uno sguardo, un volto, un sorriso sarà pubblicato alle 10:00 del 20.09
  • Cover reveal: Shiva occhi belli di Monique Vane sarà pubblicato alle 12:00 del 20.09

«Questo libro parte dalla memoria di casi clinici, di storie e di persone che ho incrociato nel corso della mia carriera per essere stato il responsabile diretto degli errori di cui si narra o per averli visti commettere e averli discussi con i colleghi o ancora per aver dovuto esprimere un parere sulla loro inevitabilità in qualità di perito del tribunale.» Daniele Coen, dopo esser stato per molti anni direttore del Pronto Soccorso di Niguarda a Milano, ha deciso di raccontare in un libro i tanti fattori che possono portare a una diagnosi o a una decisione sbagliata e, di conseguenza, al deterioramento del rapporto di fiducia tra medici e pazienti. E lo fa partendo dall’analisi di casi clinici particolarmente significativi, da cui emerge quanto l’agire del personale medico, inevitabilmente soggetto come tutti alle debolezze umane, sia influenzato dalla disattenzione, dalla fretta, dalla collera, dal desiderio di fare bella figura o dalla paura di sbagliare. Ogni storia racconta momenti diversi del percorso che conduce all’errore, facendo risaltare, al di là degli aspetti tecnici, il modo in cui un deficit di formazione, un problema di comunicazione, un’insufficienza organizzativa possono interagire con la personalità, le insicurezze e le emozioni di medici e malati, spingendoli a imboccare una strada sbagliata. Di fronte al prossimo «inevitabile» errore che verrà compiuto, l’autore esorta se stesso e i colleghi a essere capaci «di riconoscerlo, di scusarci per averlo commesso, di provare e di sopportare un giusto senso di colpa senza consentire al rimorso di schiacciarci, anche nell’interesse dei nostri pazienti», e a trarne insegnamento per sé e per la classe medica. Ma chiede anche alla vittima di un errore un grande sforzo: «dovrà essere capace di separare le proprie emozioni dalla comprensione razionale di quanto è successo. Dovrà saper accettare l’imperfezione della medicina, dei medici, delle organizzazioni e in ultima analisi i tanti limiti dell’agire umano. Soprattutto però vorrei che non rinunciasse a far sentire la propria voce e a parlare in nome di tutti i pazienti (passati, presenti e futuri) per pretendere rispetto, coinvolgimento, attenzione da parte di ogni medico a cui si rivolgerà per tutelare il proprio diritto alla salute».
Leggi la sinossi
«Questo libro parte dalla memoria di casi clinici, di storie e di persone che ho incrociato nel corso della mia carriera per essere stato il responsabile diretto degli errori di cui si narra o per averli visti commettere e averli discussi con i colleghi o ancora per aver dovuto esprimere un parere sulla loro inevitabilità in qualità di perito del tribunale.» Daniele Coen, dopo esser stato per molti anni direttore del Pronto Soccorso di Niguarda a Milano, ha deciso di raccontare in un libro i tanti fattori che possono portare a una diagnosi o a una decisione sbagliata e, di conseguenza, al deterioramento del rapporto di fiducia tra medici e pazienti. E lo fa partendo dall’analisi di casi clinici particolarmente significativi, da cui emerge quanto l’agire del personale medico, inevitabilmente soggetto come tutti alle debolezze umane, sia influenzato dalla disattenzione, dalla fretta, dalla collera, dal desiderio di fare bella figura o dalla paura di sbagliare. Ogni storia racconta momenti diversi del percorso che conduce all’errore, facendo risaltare, al di là degli aspetti tecnici, il modo in cui un deficit di formazione, un problema di comunicazione, un’insufficienza organizzativa possono interagire con la personalità, le insicurezze e le emozioni di medici e malati, spingendoli a imboccare una strada sbagliata. Di fronte al prossimo «inevitabile» errore che verrà compiuto, l’autore esorta se stesso e i colleghi a essere capaci «di riconoscerlo, di scusarci per averlo commesso, di provare e di sopportare un giusto senso di colpa senza consentire al rimorso di schiacciarci, anche nell’interesse dei nostri pazienti», e a trarne insegnamento per sé e per la classe medica. Ma chiede anche alla vittima di un errore un grande sforzo: «dovrà essere capace di separare le proprie emozioni dalla comprensione razionale di quanto è successo. Dovrà saper accettare l’imperfezione della medicina, dei medici, delle organizzazioni e in ultima analisi i tanti limiti dell’agire umano. Soprattutto però vorrei che non rinunciasse a far sentire la propria voce e a parlare in nome di tutti i pazienti (passati, presenti e futuri) per pretendere rispetto, coinvolgimento, attenzione da parte di ogni medico a cui si rivolgerà per tutelare il proprio diritto alla salute».
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Caro iCrewer, se non sei un medico o un infermiere, ti sei mai chiesto che cosa si provi a stare dall’altra parte del tavolo? Come si devono sentire quando commettono un errore, fornendo una diagnosi inesatta o sbagliano durante un intervento? Perché, riconosciamolo, sono esseri umani anche loro, e nonostante siano formati e competenti nello svolgere il loro lavoro, anche i dottori possono fallire. Daniele Coen ne sa qualcosa e per questo ha scritto il saggio Margini di errore, una novità Mondadori all’interno della collana Strade Blu e che trovi in libreria da martedì 14 gennaio.

Il dottor Coen è stato medico d’urgenza presso l’ospedale Niguarda di Milano, di cui è stato persino direttore del Pronto Soccorso. Ha collaborato inoltre con il l’Istituto Magri Negri e con varie associazioni di consumatori. Autore di numerosi articoli scientifici, il tema dell’errore umano in medicina lo ha sempre appassionato, tanto che ne ha fatto l’argomento di convegni, perizie giudiziarie e adesso persino in un saggio!

Questo libro parte dalla memoria di casi clinici, di storie e di persone che ho incrociato nel corso della mia carriera per essere stato il responsabile diretto degli errori di cui si narra o per averli visti commettere e averli discussi con i colleghi o ancora per aver dovuto esprimere un parere sulla loro inevitabilità in qualità di perito del tribunale.

Afferma infatti l’autore nella quarta di copertina. In Margini di errore ripercorre dunque realmente accaduti, in cui è evidente la mancanza dei dottori sia per quanto riguarda la loro formazione professionale sia per un’incomprensione di comunicazione e persino per un disguido dovuto all’organizzazione. Tutti esempi molto gravi e che non ci aspettiamo che il nostro medico compia, ma che nella sventura succedono.

 

Margini di errore

Con questo saggio, Coen vuole far comprendere ai suoi colleghi che è giusto riconoscere le proprie lacune e i propri sbagli e provare un giusto senso di colpa, per averli commessi. Sopratutto, è importante scusarsi con le vittime. Chiede comunque a quest’ultime uno sforzo di comprensione verso i medici, che spesso e volentieri vengono ritenuti entità infallibili e non persone che possono commettere errori.

La riflessione dietro a Margini di errore del dottor Daniele Coen è dunque molto forte e sicuramente vale la pena di questo saggio edito da Mondadori.

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Caro iCrewer, che cosa pensi del tema proposto dal saggio “Margini di errore” di Daniele Coen?
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