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Novità in libreria: La linea del colore, di Igiaba Scego. Bompiani

Tra le novità Bompiani di febbraio, un romanzo storico di grande portata: La linea del colore, di Igiaba Scego

la linea del colore
26 gennaio 1887: a Dogali, in Eritrea, quasi cinquecento soldati italiani vengono uccisi durante uno scontro con le truppe etiopi. Quando la notizia giunge a Roma, un’onda di sdegno invade la città. Proprio in quel momento una donna sta rientrando dalla passeggiata che ogni mattina la porta sulla tomba di Shelley, al Cimitero Acattolico: si chiama Lafanu Brown, è una pittrice americana da anni residente a Roma, ed è nera. Su di lei, ignaro capro espiatorio, si riversa la rabbia della folla, fino a che un uomo, un anarchico capace di pensare con la propria testa, la porta in salvo. È a lui – che si chiama Ulisse ma ha la pazienza di Penelope – che Lafanu decidere di raccontarsi: la nascita in una tribù indiana chippewa, l’uomo dalla pelle nerissima che amò sua madre e scomparve, la donna che la portò con sé in città e poi la considerò un’ingrata, l’abolizionismo e la violenza, l’incontro con la sua mentore Lizzie Manson, fino alla grande scelta, quella che la condusse su un piroscafo, in Inghilterra e infine in Italia, lontano dall’amore ma forse un po’ più vicina alla libe
Leggi la sinossi
26 gennaio 1887: a Dogali, in Eritrea, quasi cinquecento soldati italiani vengono uccisi durante uno scontro con le truppe etiopi. Quando la notizia giunge a Roma, un’onda di sdegno invade la città. Proprio in quel momento una donna sta rientrando dalla passeggiata che ogni mattina la porta sulla tomba di Shelley, al Cimitero Acattolico: si chiama Lafanu Brown, è una pittrice americana da anni residente a Roma, ed è nera. Su di lei, ignaro capro espiatorio, si riversa la rabbia della folla, fino a che un uomo, un anarchico capace di pensare con la propria testa, la porta in salvo. È a lui – che si chiama Ulisse ma ha la pazienza di Penelope – che Lafanu decidere di raccontarsi: la nascita in una tribù indiana chippewa, l’uomo dalla pelle nerissima che amò sua madre e scomparve, la donna che la portò con sé in città e poi la considerò un’ingrata, l’abolizionismo e la violenza, l’incontro con la sua mentore Lizzie Manson, fino alla grande scelta, quella che la condusse su un piroscafo, in Inghilterra e infine in Italia, lontano dall’amore ma forse un po’ più vicina alla libe
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Caro iCrewer eccomi ad annunciarti una delle novità Bompiani, disponibile in libreria da oggi 12 febbraio; si tratta di un intenso romanzo storico dal titolo La linea del colore, scritto da Igiaba Scego. Vediamo di cosa tratta attraverso la quarta di copertina.

“Quanti di noi scendendo oggi da un treno Roma Termini ricordano i Cinquecento cui è dedicata la piazza antistante la stazione? È il febbraio del 1887 quando in Italia giunge la notizia: a Dògali, in Eritrea, cinquecento soldati italiani sono stati uccisi dalle truppe etiopi che cercano di contrastarne le mire coloniali. Un’ondata di sdegno invade la città. In quel momento Lafanu Brown sta rientrando dalla sua passeggiata: è una pittrice americana da anni cittadina di Roma e la sua pelle è nera. Su di lei si riversa la rabbia della folla, finché un uomo la porta in salvo. È a lui che Lafano decide di raccontarsi: la nascita di una tribù indiana Chippewa, lo straniero dalla pelle scurissima che amò sua madre e scomparve, la donna che le permise di studiare ma la considerò un’ingrata, l’abolizionismo e la violenza, l’incontro con la sua mentore Lizzie Manson, fino alla grande scelta di salire su un piroscafo diretta verso l’Europa, in un Grand Tour alla ricerca della bellezza e dell’indipendenza. Nella figura di Lafanu si uniscono le vite di due donne afrodiscendenti realmente esistite: la scultrice Edmonia Lewis e l’ostetrica e attivista Sarah Parker Remond, giunte in Italia dagli Stati Uniti dove fino alla guerra civile i neri non erano nemmeno considerati cittadini. A Lafanu si affianca Leila, ragazza di oggi, che tesse i fili tra il passato e il destino suo e delle cugine rimaste in Africa e studia il tòpos dello schiavo nero incatenato presente in tante opere d’arte. Igiaba Scego scrive in queste pagine un romanzo di formazione dalle tonalità ottocentesche nel quale innesta vivide schegge di testimonianza sul presente, e ci racconta di un mondo nel quale almeno sulla carta tutti erano liberi di viaggiare: perché fare memoria della storia è sempre il primo passo verso il futuro che vogliamo costruire.”

Signorina, l’oceano è gelido d’inverno, si copra bene durante la traversata.” Lafanu non lo guardò nemmeno. Occhi fissi al molo che lentamente ma inesorabilmente si separava da quella nave grassa di passeggeri. Acqua tutt’intorno. La stessa acqua che aveva visto in ceppi i suoi antenati. E ora lei andava nella direzione opposta a quella degli schiavi. Andava a cercare una specie di libertà.

Italia, fine ‘800. Una pittrice americana libera, dalla pelle nera. Italia, oggi, una curatrice d’arte italiana di origini somale, appassionata del passato per amore del futuro. Un romanzo storico di intensa attualità.Bompiani.

L’AUTRICE

la linea del coloreIgiaba Scego, classe 1974, è nata a Roma e collabora con Internazionale. Tra i suoi libri troviamo Pecore nere, scritto insieme a Gabriella Kuruvilla, Laila Wadia e Ingy Mubiaiy (Laterza, 2005); Oltre Babilonia (Donzelli 2008); La mia casa è dove sono (Rizzoli, 2010), che ha vinto il Premio Mondello 2011; Roma negata, (con Rino Bianchi, Ediesse 2014) e Adua (Giunti 2005). Tutti i libri sono stati tradotti in molte lingue; La linea del colore è in traduzione anche negli Stati Uniti.

 

Caro iCrewer, sono molto curiosa di leggere questo romanzo, la trama mi ha già incantata. Tu che ne pensi?

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Caro iCrewer, sono molto curiosa di leggere questo romanzo, la trama mi ha già incantata. Tu che ne pensi?
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